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martedì 29 settembre 2015
martedì 19 maggio 2015
mercoledì 13 maggio 2015
domenica 3 maggio 2015
Red Hot Chili Peppers - Red Hot Chili Peppers (1984)/Freaky Style (1985) ovvero: svaghiamoci prima di chiudere bottega
Riemergo da quattro giorni di isolamento dalla metropoli.
Incredibile come la quasi totalità della vita digitale, cittadina, a certi ritmi campagnoli si riveli per quella che è: inessenziale.
Davvero: siamo immersi in una continua melma di cui non rimarrà traccia alcuna.
Di questa fanghiglia (a volte merda a volte melassa) mi son arrivati, nonostante la lontananza, alcuni schizzi: il discorso di un capoccia di uno dei maggiori sindacati italiani, uno che, da solo, basterebbe a rivalutare Cesare Lombroso; alcune note dal concerto del 1° maggio, assolutamente stucchevole, falso, melenso, ideologicamente insopportabile; e l'inaugurazione dell'Expo, una pagliacciata di dimensioni planetarie, come solo il capitalismo riesce a metter su: inutile, stupida, faraonica, dispendiosissima, rigonfia di tangenti; seppure utile al potere.
Utilissima.
Gli schemi propagandistici, eseguiti con sacchiana precisione, son sempre gli stessi.
Schema 1 (schema vorrei-cantare-insieme-a-voi-in-magica-armonia): servirsi dei diritti civili e delle parole d'ordine di libertà e progresso per ottenere l'effetto contrario, ovvero un deciso avanzamento dell'ingiustizia economica e sociale (con il consenso di coloro che verranno privati di giustizia economica e sociale). Condensato: predicare bene e razzolare male. Esempio: Bisogna combattere la fame nel mondo! E come facciamo? Occorre razionalizzare, pianificare e intensificare la produzione di cibo! E come facciamo? Con gli OGM! La cooperazione internazionale sovranazionale! La cessione della produzione locale allo Stato che la delegherà alle grandi multinazionali! Siete d'accordo? Siiiiiiiiiii ... vorrei cantare insieme a voi in magica armonia ... et cetera et cetera ... già visto.
Schema 2 (schema Luke Skywalker): servirsi di cattivacci vestiti di nero per far divenire bianco e accettabile ciò che non lo è affatto. Condensato: se credete che noi siamo malvagi provate a vedere questi altri. Esempio: noi stiamo qui all'Expo per cercare una soluzione ai problemi della fame nel mondo, mica fischi! Certo siamo multinazionali amorali, potentati che badano solo al soldo, che distruggono intere nazioni per trarne il succo sanguinoso di rapine e sopraffazioni, ma guardate un poco chi sono i nostri antagonisti: i black bloc! Ma vi rendete conto di quanto sono pericolosi? Hanno bruciato ben due auto! Un cassonetto è stato rovesciato! Una vetrina è stata infranta! A una nonnina alla finestra è preso un infarto! Una vigilessa è ricoverata con un'unghia rotta! Assassini! E quelle scritte No Tav! Proprio mentre ci diamo da fare per risolvere problemi, per il progresso, assieme alla comunità scientifica! Non protestiamo noi! Siamo uomini del fare! Agiamo per il bene dell'umanità! Certo, con i nostri sbagli - siamo pur sempre uomini! - e i nostri errorucci ... ma per il bene di tutti e dei nostri figli! Et cetera et cetera ... tutto già visto e stra-visto.
E va bene.
Oggi sono rientrato in città ... la solita vecchia Roma, sempre più decrepita, spettrale e lurida ... e sono rientrato nel flusso delle informazioni e delle menzogne ... quasi in tempo reale ...
Ormai non c'è speranza ... viviamo in un Truman Show ... tanto vale sperare in una accelerazione della disfatta ... a tutta velocità ... destination nowhere ... nel frattempo godiamoci un po' di musica ... stavolta ad alto potenziale coatto ... non male dopotutto ... bah!
lunedì 16 febbraio 2015
David Bowie - Strange fascination (live in LA, September 5 1974) ovvero: la dittatura arriva a passo di Carnevale
Se tutti i bootleg fossero così ... registrazione di buona qualità, bravi interpreti, e alcune delle migliori canzoni pre-1974, comprese quelle che mi premevano, quelle di Diamond dogs (1974), volgarizzazione rock del 1984 di George Orwell ...
Tante chiacchiere su Orwell, al liceo, all'università, e ora che ci siamo dentro nessuno osa fiatare ... l'Italia nel proprio 1984 ci sta entrando a passo di Carnevale, non sia mai ... in fondo siamo il paese della Commedia dell'Arte e non di Macbeth ... un vero ingresso trionfale, col passo dell'ubriaco, agghindata coi festoni di Sanremo, fra lanci di coriandoli, botti e vassoi di frappe e castagnole ... fra strepiti e applausi sfila il carro di Viareggio della democrazia: nani di cartapesta, giornalisti con la lingua prensile, mignottoni ridenti, i soliti molestatori di verità ...
A tratti (solo a tratti, poi mi ricompongo) rimango sorpreso, addirittura esterrefatto, dalla mancanza di qualsivoglia resistenza ... silenzio, alzate di spalle, mormorii, risatine ... e poco altro ... niente di nuovo sul fronte orientale? Macché, non si muove foglia ... settant'anni di repubblica liquidati sottobanco, mentre il popolino spara i mortaretti ... la Resistenza, Bella ciao, le fucilazioni, i costituenti, Pertini, Vassalli, Moro, Berlinguer, Almirante ... la nostra minuscola, tragica storia ... au cabinet, per dirla con il misantropo Alceste!
Volevo parlarvi di chissà quali cose ... in testa ho uno stormo di uccelli impazziti di odio e risentimento ... ad esempio di come Orwell ha scopiazzato Evgenij Zamjatin (il suo Noi anticipa 1984 di qualche decennio) ... e di come la libertà si dia via - sempre! - in cambio di una falsa promessa di felicità e benessere ... falsa!
Mi accorgo, però, di non avere voglia di continuare ... è anche tardi, invecchio ... il sangue si fa vecchio e non muove più la rabbia ... del resto, a chi interessa?
Anch'io mi arrendo ai nuovi tempi.
Mi preparo alla guerra.
domenica 30 marzo 2014
Early psychedelia vol. 15 (My mind goes high. Psychedelic pop nuggets from WEA vaults/West Coast Pop Art Experimental Band/Jake Holmes)
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| Jake Holmes |
VV. AA. - My mind goes high. Psychedelic pop nuggets from WEA vaults (2004; recordings 1967-1968). Bella compilazione, che segue Original artyfacts from the first psychedelic era 1965-1968 (e che pubblicheremo se il dio dei blogger ci conserva dopo il 31 marzo). Nella raccolta rilevano i Monkees (il pezzo è della coppia Goffin/King), la West Coast Pop Art Experimental Band con l’altro hit Smell of incense, Electric Prunes, lo sciroccato Kim Fowley e Association (bravi). C’è parecchio da godere per i cultori del genere.
West Coast Pop Art
Experimental Band (USA, Los Angeles, California) - Part
one (1967). Prodotto di livello della Bay Area:
si comincia con l’hit Shifting hands, non si disdegna la melodia rilassata, a
volte si cade nel pop nazionale da American pie: in generale ci si mantiene
entro il cortile ispirativo Byrds nonostante qualche ardita incursione nel
campo freak (Help I’m a rock di Frank
Zappa, nientemeno); il tono, però, non è mai banale e, a distanza di quasi mezzo
secolo, il disco riesce a rendersi riconoscibile nella legione psichedelica di
fine anni Sessanta.
Jake Holmes (USA, San Francisco, California) - The
above sound of Jake Holmes (1967). Opera prima di un folksinger e, per
questo, abbastanza trascurata dai cultori psych. Se è vero che le epidemie note
come ballo di San Vito e le conseguenti allucinazioni religiose erano da ricondursi,
prosaicamente, all’ergotismo (derivante
dall’infezione delle graminacee, segale in particolare), chissà se anche la
psichedelia e il fenomeno hippie non possano dirsi che degenerazioni folk dovuta
a un consumo smodato e contagioso di LSD … Il folk di Jake Holmes (anche ottimo
interprete) risente di questa obliqua atmosfera del tempo e si può
classificare, con cautela, nel faldone psych. Eccellenti Lonely, Too long, Genuine imitation life e, ovviamente, il
capolavoro Dazed and confused, brano scippato dai Led Zeppelin due anni dopo (Page e compagnia neanche risposero al vero
autore che reclamava i talleri); e così Dazed
divenne una canzone dei Led Zeppelin. “Nel
West se la leggenda diventa realtà è la leggenda a vincere”, afferma un
protagonista di L’uomo che uccise Liberty
Valance. Amen.
venerdì 14 febbraio 2014
David Crosby - The complete David Crosby 1965-1972 1^ parte/2^ parte/3^ parte
Un periodo storico può vantare cantori di diversa natura e spessore.
Alcuni sono naturalmente e sinceramente celebrativi; altri approfittano, più o meno consapevolmente, dell'aria che tira per lasciarsi cullare in favore di corrente; c'è che stravolge la propria epoca filtrandola attraverso la personalità debordante e chi la riassume in modo dolente e mai stentoreo.
David Crosby fra questi ultimi. Crosby fu uno dei pochissimi in grado di rivaleggiare con Neil Young, e di attraversare o sfiorare leggende come Byrds, Jefferson e Grateful Dead: eppure, nonostante ciò, si riservò, per decenni, un solo album, sbriciolando un talento smisurato in un paio di dozzine di pezzi (almeno dal 1965, quando tutto iniziò, al 1972, quando tutto finì: parecchi i capolavori).
In lui tutto era crepuscolare, trascolorato; il suo folk psichedelico, soffice e delicato, appariva già segnato dal declino e dal rifugio nel particolare.
La personalità dell'artista, insomma, geneticamente rinunciataria e poco propensa alla fanfara, riassunse naturalmente e anticipò il corso e il verdetto della storia.
La sua carriera successiva, tra picchi non eccelsi e bassi avvilenti, conterà davvero poco.
In lui tutto era crepuscolare, trascolorato; il suo folk psichedelico, soffice e delicato, appariva già segnato dal declino e dal rifugio nel particolare.
La personalità dell'artista, insomma, geneticamente rinunciataria e poco propensa alla fanfara, riassunse naturalmente e anticipò il corso e il verdetto della storia.
La sua carriera successiva, tra picchi non eccelsi e bassi avvilenti, conterà davvero poco.
From Byrds, Turn! Turn! Turn! (1965)
Wait and see (Crosby)
From Byrds, Mr. Tambourine man (1965)
You and me (Crosby/McGuinn/Clark)
From Byrds, Fifth dimension (1966)
Wild mountain thyme (Crosby/McGuinn/Clark/Hillmann)
I see you (Crosby/MCGuinn)
What's happening!?!? (Crosby)
Eight miles high (Crosby/McGuinn)
Captain soul (Clark/McGuinn/Hillman)
Eight miles high (Crosby McGuinn; alt. version)
From Byrds, Younger than yesterday (1967)
Renaissance fair (Crosby/McGuinn)
Everybody's been burned (Crosby)
Mind gardens (Crosby)
Why (Crosby/McGuinn)
It happens each day (Crosby)
Mind gardens (Crosby; alt version)
Lady friend (Crosby)
From Byrds, The notorious Byrd Brothers (1968)
Draft morning (Crosby/Hillman/McGuinn)
Tribal gathering (Crosby/Hillman)
Dolphin's smile (Crosby/Hillman/McGuinn)
Triad (Crosby; bonus)
Draft morning (Crosby/Hillman/McGuinn; alt. version)
From Crosby, Stills & Nash (1969)
Guinnevere (Crosby)
Wooden ships (Crosby/Stills)
Long time gone (Crosby)
From Crosby, Stills, Nash & Young, Déjà vu (1970)
Almost cut my hair (Crosby)
Déjà vu (Crosby)
From Crosby Stills Nash Young, Four way street (1971)
Triad (Crosby)
The Lee shore (Crosby)
Long time gone (Crosby)
If I could only remember my name (1971)
Music is love (Crosby/Nash/Young)
Cowboy movie (Crosby)
Tamalpais High (at about 3) (Crosby)
Laughing (Crosby)
What are their names (Crosby/Young/Garcia/Shrieve/Lesh)
Traction in the rain (Crosby)
Song with no words (Tree with no leaves) (Crosby)
Orleans (traditional)
I’d swear there was somebody here (Crosby)
From Graham Nash & David Crosby (1972)
Whole cloth (David Crosby)
Where will I be? (David Crosby)
Page 43 (David Crosby)
Games (David Crosby)
The wall song (David Crosby)
From Crosby, Stills & Nash (1991)
Guinnevere (Crosby; demo)
Song with no words (Crosby; unreleased)
Almost cut my hair (Crosby; unreleased)
The Lee shore (Crosby; unreleased)
From Voyage (2006)
Critical mass (Crosby)
Long time gone (Crosby; demo)
Guinnevere (Crosby; alt. version)
Almost cut my hair (Crosby; demo)
Games (Crosby; demo)
Dèjà vu (Crosby; demo)
Triad (Crosby; demo)
Cowboy movie (Crosby; alt. studio version)
Kids and dogs (unreleased)
Have you seen the stars tonight (Crosby)
mercoledì 18 dicembre 2013
Ya Ho Wa 13 - Penetration. An Aquarian symphony (1974)/Ya Ho Wha (1974)/I'm gonna take you home (1974)
Vedete quel bel tipo in mezzo? Quello è Father Yod, leader vocale degli Ya Ho Wa 13 noti anche come Ya Ho Wha 13 o come Yahowha 13: una comune di fricchettoni losangelina che registrava anche sotto il nome di Father Yod and The Spirit of '76 oppure The Savage Sons of Ya Ho Wha oppure Yodship oppure Fire Water Air ...
Capite a cosa voglio arrivare. I matti vivevano, come stregoni Navajos, sulle colline di Hollywood dove miscelavano, nel calderone dell'eccentricità, misticismo indiano, istanze libertarie, filosofie alla mescalina, culti misterici e, soprattutto, sessioni psichedeliche interminabili e assolutamente improvvisate tenute nel garage di Father Yod (al secolo James Edward Baker, già proprietario di uno dei primi ristoranti vegetariani). La formazione (Djin, chitarra; Sunflower, basso; Octavius, batteria) registrò più di settanta album ... alcuni dei quali smarriti nelle more del nomadismo congenito degli hippies del tempo. Pare, tuttavia, che una delle menti storiche del gruppo, Isis Aquarius, abbia ritrovato alcune di tali registrazioni fantasma e le stia rilasciando sul sito del gruppo ...
Il solo 1974 vide la nascita di cinque lavori (ufficiali); qui presentiamo tre di questi: Ya Ho Wha 13 accorpa canzoni di stampo classico, seppur slabbrate dall'acido psichedelico; I'm gonna take you home invece, e, soprattutto, Penetration, presentano alcune delle famigerate tirate: distorte, insinuanti, dilatate, screziate da influssi orientali o ritmate da percussioni tribali (Yod he wau he al passo di bolero) e gong galattici, esse formano un brodo sonoro irrinunciabile; per chi ama la psichedelia tutta c'è parecchio da godere.
Altro pepe? Su I'm gonna take you home compare Sky Saxon ...
martedì 8 ottobre 2013
Fear Factory - Demanufacture (1995)
"La Città della Notte era come un esperimento dissennato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse un pollice in permanenza sul pulsante dell’avanti-a-tutta-velocità. Smetti un attimo di farti largo a spintoni, e affonderesti senza lasciare traccia; muoviti un po’ troppo velocemente, e finiresti per spezzare la fragile tensione superficiale del mercato nero; in entrambi i casi spariresti senza che di te rimanesse niente, salvo un vago ricordo nella mente di un infisso come Ratz, anche se il cuore, i polmoni o i reni avrebbero potuto sopravvivere per i serbatoi delle cliniche al servizio di qualche sconosciuto fornito di Nuovi Yen ... Era nello Sprawl adesso, quel calderone caotico di umanità dov’era casa sua ... lì, nella notte giapponese, i sogni arrivavano come il filo animato del voodoo, e lui urlava, urlava nel sonno, e si svegliava da solo nel buio, raggomitolato nella sua capsula in qualcuno di quegli alberghi-bara giapponesi, dalle stanze rimpicciolite all’essenziale, con le mani che artigliavano le piastre del letto, la gommapiuma temprata serrata tra le dita, cercando di raggiungere una consolle che non c’era ... adesso, dormiva negli alberghi-bara più economici, quelli vicini al porto, sotto la luce dei riflettori al quarzo che illuminavano i moli durante l’intera notte come enormi palcoscenici; là dove non si potevano vedere le luci di Tokyo a causa del bagliore del cielo televisivo, neppure la torreggiarne scritta della Fuji Electric Company, e la baia di Tokyo era una nera distesa in cui i gabbiani volteggiavano sopra banchi di bianca schiuma di plastica alla deriva. Dietro al porto si stendeva la città, le cupole delle fabbriche dominate dagli enormi cubi delle arcologie delle corporazioni. Il porto e la città erano divisi da una stretta linea di confine fatta di strade più vecchie, un’area che non aveva un nome ufficiale. La Città della Notte, con Ninsei nel suo cuore. Durante il giorno i bar di Ninsei erano chiusi e anonimi, i neon spenti, gli ologrammi inerti, in attesa, sotto il velenoso cielo argenteo".
William Gibson, Neuromancer, 1984
sabato 5 ottobre 2013
Early psychedelia vol. 14 (Kaleidoscope/Litter/Silver Apples)
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| Kaleidoscope |
Indice generale/General index
Kaleidoscope (USA, Los
Angeles, California) - A beacon from Mars
(1968). Psichedelia purissima, anticipazione della world music (Canaxis 5 di Holger Czukay e Alchemy della Third Band usciranno l’anno
seguente), grazie alla splendida Taxim,
e crossover eccezionale che si ciba di influenze (medio)-orientali, ma non
dimentica inflessioni celtiche, western, acid-rock (A beacon from Mars). Il primo capolavoro della triade in esame. Saul Feldthouse, voce; David Lindley, chitarra; Pete Madlem,
dobro; Maxwell Budda, tastiere; Chris Darrow, basso; John Vidican, batteria.
Litter (USA, Mineapolis,
Minnesota) - Distorsions (1967). Secondo disco recensito per i Litter. Psichedelia
che inclina verso la zona Yardbirds e Who (c’è la cover di Substitute; non manca peraltro la tangente Hey Joe). Action woman è
il loro singolo più famoso e dirompente, ma non si va oltre una generica gradevolezza. I loro dischi sono introvabili, ma la rarità di un oggetto non fa salire le quotazioni nel borsino estetico. Dennis Waite, voce, tastiere,
arpa; Dan Rinaldi, voce, chitarra; Tom 'Zippy' Caplan, chitarra; James
Worthington Kane III, voce, basso, tastiere; Tom Murray, batteria, percussioni.
Silver Apples (USA, New York) - Silver Apples
(1968). Quasi mezzo secolo ed è ancora un capolavoro vero. Uno dei primi album
elettronici (grazie a The Simeon, “meccanismo
organico composto da nove oscillatori e 86 controlli da manovrare con mani,
gomiti, ginocchia e piedi”), ma che non risente di alcun ingenuità pionieristica,
anzi: il canto e le percussioni di Taylor aggiungono un tocco catatonico e
straniante che garantisce la piena attualità dell’opera. Difficile valutarne la
carica rivoluzionaria vista la ridotta diffusione del debutto e del successivo Contact, ma gli va riconosciuta la
primogenitura, pur lasca, di alcuni generi, come il synth pop, il drum ‘n’ bass
o l’elettronica nichilista di New York, a partire dai Suicide. Dan Taylor,
voce, percussioni; Simeon Coxe, sintetizzatore.
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giovedì 25 luglio 2013
Kim Fowley - Outrageous (1968)/Good clean fun (1968)
Personaggio al limite; non solo perché bislacco e oltraggioso, e attratto irresistibilmente (lui, di buona famiglia) dai fenomeni più alternativi e quasi baracconeschi della musica leggera, ma per la presenza costante, lungo il mezzo secolo di carriera, al limitare della fama. Kim Fowley c'é: come produttore di complessini inizio Sessanta, mentore delle proto-riot grrls Runaways, incoraggiatore dei Soft Machine, officiante in studio di registrazione assieme a Frank Zappa in Freak out!; c'é con Gene Vincent, i Byrds, Jonathan Richman and The Modern Lovers. Produttore, autore. C'è con Kris Kristofferson, ma anche con Leon Russell e, incredibile, con maestri del bon ton come Alice Cooper e Kiss.
Kim Fowley gira attorno a fenomeni da milioni di copie, ma non lo conosce nessuno, o quasi.
In anticipo su tutto? Forse, ma soprattutto autore indefinibile, sorta di creatore di un vaudeville eterogeneo, in cui il guitto sul palco rimane lo stesso durante ogni canzoncina: egli offende, rutta (su Animal man: "I'm vulgar" e Barefoot country boy), bestemmia, si lamenta, ammicca lascivo, fa versacci, ansima, dà in escandescenze orgasmiche, se la ride di gusto e sinceramente.
Animal man è, ovviamente, un capolavoro di questa tendenza al garage sbalestrato: chissà se l'aveva presente Zappa con Dinah Moe Humm. Probabilmente no, ma insomma ...
Animal man è, ovviamente, un capolavoro di questa tendenza al garage sbalestrato: chissà se l'aveva presente Zappa con Dinah Moe Humm. Probabilmente no, ma insomma ...
Wildfire, Nightrider, Up sono le altre tappe istrionesche di un genio a metà. Nella prima registrazione, però, incontrollata, sorgiva e selvatica, un genio a metà assolutamente memorabile.
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mercoledì 30 gennaio 2013
Early psychedelia vol. 9 (Fever Tree/Mouse & The Traps/Doors 1^ parte/Doors 2^ parte)
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| Mouse & The Traps |
Fever Tree (USA, Houston, Texas) - Fever Tree (1968). Si comincia con un'infelice volgarizzazione di Bach (Imitation situation - Toccata and fugue), si prosegue con una buona composizione di beat psichedelico (Where do you go, con tocchi dal Bolero di Ravel!, replicati in Filligree & shadow), poi i ragazzi rimettono i piedi a terra, virano sui Beatles (Day tripper) e trovano il loro peculiare registro con le ultime due tracce, la notevole Unlock my door e l'intimista Come with me (Rainsong). Dennis Keller, voce; Michael, chitarra; Rob Landes, tastiere, flauto, violoncello; E. E. Wolfe III, basso; John Tuttle, batteria, percussioni.
Mouse & The Traps (USA, Tyler, Texas) - The Fraternity years (1997; recordings 1965-1968). È nato prima l'uovo (A public esecution dei Mouse Traps) o la gallina (Like a rolling stone o, meglio, il Bob Dylan elettrico)? Ovviamente la gallina, mi affretto a dire con i piedi lambiti dalle fiamme infernali direttamente attizzate da Jimmy 'Aleister' Page di cui ho leso la maestà blues. Certo che l'interpretazione vocale di Weiss e il folk elettrico à la Byrds sono, a tratti, affini in modo sconcertante ai coevi (1965) esperimenti del Vate. Alto il livello, piacevole la varietà (influssi orientali, blues etc etc). Una sorpresa. Mouse (Ronnie Weiss), voce, chitarra; Bugs Henderson, voce, chitarra, banjo; Doug Rhone, voce, chitarra; Tim Gillespie, tastiere; Randy Fouts, tastiere; Robin Hood Brians, tastiere; David Stanley, basso; Don Levi Garrett, batteria; Ken Murray, batteria.
Doors (USA, Los Angeles, California) - Live at The Matrix (2008; recordings 1967). Registrata fra il 7 e il 10 Marzo 1967 al Matrix di San Francisco, questa è una delle migliori esibizioni del miglior periodo dei Doors. Da ascoltare e basta. Jim Morrison, voce; Robbie Krieger, chitarra; Ray Manzarek, tastiere; John Densmore, batteria.
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martedì 22 gennaio 2013
Genio, follia e hardcore - The Germs complete collection
Scrive Gottfired Benn (1888-1956) in Genio e follia: "Ora sorge una domanda particolarmente importante per la nostra indagine: in quale momento in quale condizione affiora la dote geniale all'interno di una famiglia? ... quando la famiglia comincia a degenerare. Quando, dopo generazioni laboriose, cominciano la decadenza, la bancarotta economica, il suicidio, la criminalità, è anche l'ora del genio ... diciamo piuttosto genio e degenerazione, spiegando ... che la degenerazione è la combinazione di una variante corporea negativa e di un evento psichico che non rende più possibile una vita conforme al tipo della maggioranza della specie e rende problematica o annulla la sopravvivenza dell'individuo". E ancora: "Genio è malattia, genio è degenerazione", ma ciò non basta; occorre il sigillo delle folle, della collettività: quest'ultima compie la trasformazione da malato a genio a causa del fascino demoniaco che la malattia e la psicosi riveste, a causa della morbosa piega dei "tratti misteriosi" di tali figure deviate ed anormali. "La comunità culturale ... cerca questa circolazione di psicopatia e anomalie negative; essa forma ... la moderna mitologia fatta di ebbrezza e decadenza e tutto questo lo chiama genio".
Entro il nostro sangue e i nostri umori più profondi ribolle, nonostante il rigoroso controllo del neoencefalo, l'ammirazione panica per ciò che devia dalla norma, dalle consuetudini; persiste, sepolta dalle cortecce razionalistiche, l'adorazione per la follia, per il sacro, per il rito sciamanico, per lo scatenamento liberatorio, per il mistero iniziatico.
Non è forse questo il vero segreto del rock più profondo? Il cantante avanza sul palco come un Dioniso orientale, scortato da una pletora variopinta, satiri, pantere, menadi; scatena il furore eccitando pulsioni prima sconosciute; si atteggia come un Dio malato, decadente, androgino, insinuante; lascia intravedere l'unità primigenia rispetto a cui le cure quotidiane appaiono insignificanti e ridicole; possiede i nostri cuori.
Darby Crash (1958-1980), fondatore dei Germs e dell'intero hardcore americano, fu uno di questi dei insani.
Povero Darby, povero Dioniso crocifisso!
martedì 18 dicembre 2012
Early psychedelia vol. 8 (Mystery Trend/Mad River/Standells)
Mystery Trend (USA, San Francisco, California) - So glad I found you (recordings 1965-1967). Uno dei primissimi gruppi psichedelici della Bay Area (assieme a Great Society e Charlatans) e uno dei più sfortunati (all’epoca pubblicheranno un paio di singoli), ad onta della buona qualità del repertorio. Carl Street, Mercy killing, Lose some dreams alcune punte di un suono la cui pecca è l’incertezza dell’indirizzo, a mezzo fra psichedelia, folk e influssi oltre atlantici (c’è Substitute degli Who). Bob Cuff, chitarra; Larry West, chitarra; Ron Nagle, voce, tastiere; Larry Bennett, basso; John Luby, batteria.
Mad River (USA, Berkeley, California) - Mad River (1968). Originari dell’Ohio, i Mad River, prima
di essere distrutti dalla casa discografica, ebbero modo di licenziare due notevoli
opere, l’esordio omonimo e il successivo, e meno coraggioso, Paradise bar & grill. Il primo,
influenzato dai Quicksilver Messenger Service (i due gruppi avevano lo stesso legale),
vanta un paio di energici singoli (Amphetamine
gazelle, Merciful monks) e tre
brani sopra i sette minuti in cui Hammond e Robinson sfogarono un chitarrismo evocativo
(Wind chimes) e felicemente
arabescato (War goes on, il
capolavoro). Lawrence Hammond, voce, chitarra, tastiere; basso; David Robinson,
chitarra; Thomas Manning, basso; Rick Bochner, chitarra; Gregory Leroy Dewes,
batteria.
Standells (USA, Los Angeles,
California) - Dirty water/Why pick on me (1966). Gruppo attivo sin dal
1961, gli Standells guardarono furbescamente al mercato britannico tentando di
replicare lo scandalo a buon mercato dei Rolling Stones. Dirty water si accontenta dell’omonimo hit, della inevitabile cover
di Hey Joe (e di quella di 19th nervous
breakdown), e di riecheggiamenti da Animals e Them. Why pick on me è più compatto, grazie al lavoro del
produttore-compositore Ed Cobb; non manca un omaggio agli Stones (Paint it black); curiosa Mi hai fatto innamorare del paisà Valentino
(che canta in italico). Tony Valentino, voce, chitarra; Larry Tamblyn, voce,
tastiere; Dave Burke, voce, basso; Dick Dodd, voce, batteria; Gary Lane,
chitarra (on Dirty water).
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venerdì 30 novembre 2012
Grrrls you should know vol. 4/4 (Eyeliners/Girlschool/Go Betty Go/Heavens to Betsy/Hole/Julie Ruin/Lunachicks/My Ruin/Otep/53 bands compilation)
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| Girlschool |
Eyeliners (Albuquerque, New Mexico, USA). Angel 'Gel' Baca, chitarra; Lisa Baca, basso; Laura Baca, batteria.
Girlschool (Wandsworth, Londra, Gran Bretagna). Kim McAuliffe, voce, chitarra; Kelly Johnson, chitarra; Dinah Williams, basso; Denise Dufort, batteria.
Go Betty Go (Glendale-Los Angeles, California, USA). Nicolette Vilar, voce; Betty Cisneros, chitarra; Michelle Rangel, basso; Aixa Vilar, batteria.
Heavens to Betsy (Olympia, Washington State, USA). Corin Tucker, voce, chitarra; Tracy Sawyer, basso, batteria.
Hole (Los Angeles, USA). Courtney Love, voce, chitarra; Eric Erlandson, chitarra; Jill Emery, basso [Leslie Hardy; Kirsten Pfaff; Melissa Auf der Maur]; Caroline Rue, voce, batteria [Patty Schemel; Samantha Maloney].
Julie Ruin (aka Kathleen Hanna)
Lunachicks (New York, USA). Theo Kogan, voce; Sindi Benezra Valsamis, chitarra; Gina Volpe, chitarra; Sydney Silver, basso; Becky Wreck, batteria.
My Ruin (Los Angeles, California). Tairrie B., voce; Mick Murphy, chitarra, basso, batteria.
Otep (Los Angeles, California). Otep Shamaya, voce; Rob Patterson, chitarra; Jason "eViL j" McGuire, basso; Mark "Moke" Bistany, batteria [Brian Wolf].
Riot grrrl is not dead comp
111111 (Australia/Germania) - My name is Luca
Aunty Panty (Canada) - Cunt
Bitchslap (Australia/Germania) - Fall out
Blessed Noise (Messico)
- Puta sociedad
Cat Vet (USA) - Jersey devil
Dead by Pregnancy
(Portogallo) - Calculated
Dear Darling, Hello
(USA) - East Coast
Dental Dames (USA)
- Girl gangs
Dominatrix (Brasile) - Die die
Driver (Gran Bretagna) - Cafe reef
Elcassette (Germania) - Tonight
Ex Best Friends
(Germania) - Du darfst
Fat Creeps
(USA) - Nancy Drew
Femmepop (Gran Bretagna) - Good
FFT Error (Germania/Spagna) - Killer co's
First Fatal Kiss
(Austria) - So eine Wirtschaft
Get Out Josephine (Austria)
- Babe in the woods
Gorgeous Got a Gun (USA) - DLMG
Gretel's Revenge
(Italia) - A bitch for president
Hissyfit (Nuova Zelanda) - Bubblegum
Jeans Boots
(Canada) - Money
Jizzbomb (USA) - Venus of Villandorf wouldn't have to be such
a prehistoric feminist...
Lazy Mary (USA) - Hangnail
LinK (Olanda) - Just say no
Lipstickface
(Canada) - Oh baby
Lotte Moment
(Austria) - Bittersweet
Marina Faé feat. Cine Mad in Chaos (Brasile) - Another room
Mayr (Austria) - Rocksau
Mika Risiko
(Germania) - Our ship won't float
Mittenz (Canada) - Snow
Notic Nastic
(USA/Germania) - Witch
Plaided (Austria) - I say
Press Eject
(Australia) - Camel toe
Queens of Sheba (Gran Bretagna) - Lil' brown eyes
Räuberhöhle
(Germania) - I'm not part of this shit
Rentothing
(Austria) - Untitled
Respect My Fist
(Germania) - Radikal Tanzbar
Samantha Schindler
(Australia) - Medicated fun times
Scarce (USA) - Southern highway
Scream Club feat Rhani Remedes (USA/Germania) - Spit and
glitter
SEA and The Dread
(Gran Bretagna) - Drown
Seahags (Canada) - Barefeet
She Said Destroy!
(Italia) - I fell in love
Shira (Austria) - Olive trees
Silnaye (Spagna) - Shiny lies
Squab (USA) - Call it rust
The Jezebels
(Germania) - Who gives a fuck
The Mullettes
(Messico) - My ruin
Totally Stressed
(Germania) - Therapy
Tsunami Killcore & Human Plagues (Germania/Spagna) - Human Plagues
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Vivi - Girls don't grow up hating themselves
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