sabato 5 ottobre 2013

Early psychedelia vol. 14 (Kaleidoscope/Litter/Silver Apples)

Kaleidoscope

Indice generale/General index

Kaleidoscope (USA, Los Angeles, California) - A beacon from Mars (1968). Psichedelia purissima, anticipazione della world music (Canaxis 5 di Holger Czukay e Alchemy della Third Band usciranno l’anno seguente), grazie alla splendida Taxim, e crossover eccezionale che si ciba di influenze (medio)-orientali, ma non dimentica inflessioni celtiche, western, acid-rock (A beacon from Mars). Il primo capolavoro della triade in esame. Saul Feldthouse, voce; David Lindley, chitarra; Pete Madlem, dobro; Maxwell Budda, tastiere; Chris Darrow, basso; John Vidican, batteria.

Litter (USA, Mineapolis, Minnesota) - Distorsions (1967). Secondo disco recensito per i Litter. Psichedelia che inclina verso la zona Yardbirds e Who (c’è la cover di Substitute; non manca peraltro la tangente Hey Joe). Action woman è il loro singolo più famoso e dirompente, ma non si va oltre una generica gradevolezza. I loro dischi sono introvabili, ma la rarità di un oggetto non fa salire le quotazioni nel borsino estetico. Dennis Waite, voce, tastiere, arpa; Dan Rinaldi, voce, chitarra; Tom 'Zippy' Caplan, chitarra; James Worthington Kane III, voce, basso, tastiere; Tom Murray, batteria, percussioni.

Silver Apples (USA, New York) - Silver Apples (1968). Quasi mezzo secolo ed è ancora un capolavoro vero. Uno dei primi album elettronici (grazie a The Simeon, “meccanismo organico composto da nove oscillatori e 86 controlli da manovrare con mani, gomiti, ginocchia e piedi”), ma che non risente di alcun ingenuità pionieristica, anzi: il canto e le percussioni di Taylor aggiungono un tocco catatonico e straniante che garantisce la piena attualità dell’opera. Difficile valutarne la carica rivoluzionaria vista la ridotta diffusione del debutto e del successivo Contact, ma gli va riconosciuta la primogenitura, pur lasca, di alcuni generi, come il synth pop, il drum ‘n’ bass o l’elettronica nichilista di New York, a partire dai Suicide. Dan Taylor, voce, percussioni; Simeon Coxe, sintetizzatore.

1 commento:

  1. Poveri Litter, un vasetto di terracotta tra due di ferro, e che ferro!

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