venerdì 28 agosto 2015

Univers Zero - Heatwave (1987)


Un capolavoro. La formazione belga era parte del movimento della corrente Rock in Opposition (assieme ai conterranei Aksak Maboul), ma il progressive che li distingueva vantava toni cupi e minacciosi: per usare una sentenza critica molto suggestiva si potrebbe definire il loro suono quale "musica da camera gotica".
Una sorta di zeuhl silente, privo di quegli incedere tonitruanti (a maggior gloria della sezione ritmica), e più concentrato nelle misteriose regioni dell'inner space.
Da ascoltare subito.
Gli Univers Zero (in origine: Necronomicon) derivano il nome da una novella dello scrittore fantastico Jacques Sternberg (pressoché sconosciuto in Italia, ovviamente; Universo zéro è stata, però, tradotta: Nova SF, nr. 28, Perseo Libri, 1996).

Michel Delory, chitarra; Andy Kirk, voce, tastiere; Jean-Luc Plouvier, voce, tastiere; Patrick Hanappier, violino, viola; Dirk Descheemaeker, clarinetto, sassofono; Christian Genet, basso; Daniel Denis, voce, batteria, percussioni.

giovedì 27 agosto 2015

Io sto con Ignazio Marino! E dove? Ai Caraibi?

Come definire un sindaco che, mentre la capitale d'Italia viene commissariata, se ne sta ai Caraibi, sguazzando nelle luminose e trasparenti acque caraibiche (con rilassatezza conseguentemente caraibica), e vezzeggiando, al contempo, le amene ed esotiche bestiole (caraibiche) che popolano gli immacolati fondali di quelle mirabili lande?
Pare che il Nostro, durante tale esilio turistico, abbia trovato anche il tempo di vergare le proprie memorie, manco fosse Cincinnato (http://www.romatoday.it/politica/ferie-sindaco-ignazio-marino-libro.html) ...
Qui non è in gioco la parola: 'idiota'.
Marino non è certo un'idiota; è così e basta.
Gli viene naturale.
Un atteggiamento che viene naturale (un disprezzo naturalmente involontario) a tutto quel generone di sinistra attualmente al potere col beneplacito del simmetrico generone di destra (antropologicamente diverso, però, e assai meno ipocrita).
Il problema è che la sinistra post '68 è davvero così, nel suo insieme.
Li conosco da vicino, so di cosa parlo.
Sono stato anche responsabile indiretto di alcune carriere di tali gaglioffi.
Gli viene naturale il disprezzo ... come il respiro.
Ormai siamo a livelli clinici.
Loro, innanzitutto, sono buoni. Si battono per i diritti degli ultimi, i sinistri ... purché gli ultimi si conformino alla loro idea di ultimi ...
Appena l'ultimo esce dal loro schema mentale (reclama pane, lavoro, sicurezza, e non scemenze da diritti civili a costo zero) escono fuori di testa borbottando indignati di razzismo, populismo, fascismo. omofobia, antisemitismo e quant'altro.
Questo avviene poiché, a dargli torto, viene anche insidiato da vicino il loro cadreghino: parassitario, sicuro, comodissimo. E sempre a spese di Pantalone, beninteso.
Bontà d'animo e protezione del cadreghino formano, inscindibili, una regione del loro animo ... difendono la poltrona perché sono di sinistra e sono di sinistra (e buoni, infinitamente buoni) perché difendono la poltrona ... ma non si accorgono di tale trasmutazione poiché, come detto, ormai è un istinto naturale ...
Chi mette in discussione la loro poltrona è un fascista ... e siccome è un fascista mette in discussione la loro bontà poltronesca ... che è il requisito primo, nel loro intendimento, che li ha fatti sedere proprio su quella poltrona contro tutti i più schifosi rigurgiti di fascismo (o populismo, razzismo, omofobia etc etc).
Lo si ammetta, è un sillogismo arduo da comprendere a pieno.
Occorre riflessione, occhio, psicologia ... e conoscenza diretta dei propri polli.
Cominciate a osservare la Boldrini, ad esempio. A leggere il suo curriculum. Quello vero, però. La bontà boldrinesca va di pari passo con l'edacia da poltrona. Laura Boldrini, la nipote del presidente dell'ENI ... il successore di Enrico Mattei ... Enrico Mattei, il presidente ENI polverizzato nei cieli di Bascapè ... Leggete, leggete ... se riuscite a trovarle, certe notizie ...
E tuttavia ... la colpa non è di Ignazio Marino ... con quella faccia un po' così, da bambolotto gonfiabile. 
Braccia strappate alla medicina verrebbe da dire ... ma no, la colpa non è sua ...
La colpa è mia. O nostra. Come sempre.
Colpa mia, anzi, non voglio coinvolgervi ...
Colpa mia.
Colpa mia, non di altri. Della mia impotenza, della frustrazione, del livore da tastiera. Colpa mia e basta.

martedì 25 agosto 2015

Finch - Glory of the inner force (1975)

  • Quartetto olandese decisamente trascurato dai più, ma, a modesto avviso, superiore, ad esempio, ai più celebrati (e grossolani) Focus.
  • Disco completamente strumentale; il classico d'apertura (Register magister, 9'21'') dice già tutto: energia, esecuzione impeccabile, raffinatezza nei passaggi e il paniere completo dei topoi progressivi che rinnovano (e lo faranno sempre) il piacere dell'ascoltatore.
  • Il resto dell'album consegue alle premesse, con qualche compiacimento formale.

  • Joop van Nimwegen, chitarra; Cleem Determeijer, tastiere; Peter Vink, basso; Beer Klaasse, batteria.

sabato 22 agosto 2015

Spyrogira - St. Radigunds (1971)

Da non confondere con la quasi omonima band americana (Spyro Gira).
St. Radigunds è un bel prodotto del Rinascimento folk britannico, impreziosito dal violino di Cusack e dalla voce della Gaskin, in evidenza, purtroppo, solo nella seconda parte.
Cockerham dylaneggia, ma provvede notevoli tracce, a cominciare dall'iniziale The future won't be long.
Per il pieno apprezzamento necessita di almeno un paio d'ascolti.
Chi non ama il folk si astenga, però.

Barbara Gaskin, voce; Martin Cockerham, voce, chitarra; Tony Cox, tastiere; Julian Cusack, tastiere, violino; Steve Borrill, basso.