lunedì 29 giugno 2015

Early British punk from A to Z vol. 20 (Shapes/Sick Things/Siouxsie & The Banshees/Skids/Skrewdriver/Skunks/Slaughter & The Dogs/Slits/Snatch/Snivelling Shits)




Shapes (Leamington Spa) - Songs for sensible people (1998, recordings 1978-1980). Seymour Bybuss, voce, Tim Lee, chitarra; Steve Richards, chitarra; Brian Helicopter, basso; Dave Gee, batteria.

Sick Things (Marlow) - The legendary Sick Things EP (1983, recordings 1977; 7''). Charlie Green, voce, ?; chitarra; ?, basso; ?, batteria.

Siouxsie & The Banshees - The scream (1978). Siouxsie Sioux, voce; John McKay, chitarra, sassofono; Steven Severin, basso; Kenny Morris, batteria, percussioni.

Skids (Dumfernline) - Sweet suburbia (1995, recordings 1978-1980). Richard Jobson, voce; Stuart Adamson, chitarra; Bill Simpson, basso; Tom Kellichan, batteria.

Skinflicks (Londra). Introvabili. Jeff Swartz, voce; Sue Tinline, chitarra; Suzi Webb, basso; Dee Dufort, batteria.

Skrewdriver (Blackpool) - Antisocial (1977; 7'')/All Skrewed up (1977). Ian, voce; Ron, chitarra; Kev, bass, Grinny, batteria.

Skunks - Good from the bad (1978; 7''). Gerry Lambe, chitarra; Franco Cornelli, chitarra; Hugh Ashton, basso; Pete Sturgeon, batteria.

Slaughter and the Dogs (Manchester) - Do it dog style (1978). Wayne Barrett, voce; Mike Rossi, chitarra; Zip Bates (Howard Bates), basso; Mad Muffet (Brian Grantham), batteria.

Slits (Londra) - Cut (1979). Ari Up, voce; Viv Albertine, chitarra; Tessa Pollitt, basso; Budgie, batteria.

Snatch (Londra/Stati Uniti). I.R.T. (1977; 7’’)/All I want (1978; 7’’). Già incontrate col loro Shopping for clothes nella NWW41.

Snivelling Shits - I can't come (1989; recordings 1977-1979). Giovanni Dadomo, voce; Pete Makowski, chitarra; Dave Fudger, basso; Steve Nicol, batteria. Sul personaggio Giovanni Dadomo e gli Snivelling Shits vedi il post Nostalgie settantasettine d'élite su Detriti di Passaggio.


sabato 27 giugno 2015

Pink Floyd - 19 shades of Interstellar overdrive 1^ parte/2^ parte

Pink Floyd e Frank Zappa: Interstellar Zappadrive

Pink Floyd - outtake recording 1968-1971
Pink Floyd - live in Southampton University 09.05.1969
Pink Floyd - live in San Francisco 29.04.1970
Pink Floyd - live in Rotterdam 12.10.1967
Pink Floyd - live in Rome 06.05.1968
Pink Floyd - live in Port Talbot 06.12.1969
Pink Floyd - live in London 11-12.01.1967
Pink Floyd - live in Copenhagen 13.09.1967
Pink Floyd - live in Chicago 29.10.1971
Pink Floyd - live in Chesterfield 27.03.1969
Pink Floyd - live in Birmingham 08.03.1970
Pink Floyd - live in Amsterrdam 23.05.1968
Pink Floyd - live for the BBC 04.05.1967
Pink Floyd - live for San Francisco soundtrack 31.10.1966
Pink Floyd - live in Wolverhampton 18.03.1967
Pink Floyd - live at the BBC 02.12.1968
Pink Floyd - live at Electric Factory 1970
Pink Floyd - live at Amougies 25.10.1969 (with Frank Zappa)
Pink Floyd - from Piper at the gates of dawn

giovedì 25 giugno 2015

Evil Monkey, Il rock invisibile (libro e pdf)

"Perché un blogger che per quasi 4 anni si è speso a scrivere di dischi, nel modo più obiettivo e approfondito possibile, dovrebbe inventarsi di sana pianta autori ed album inesistenti?
Risposta necessaria e sufficiente: perché è divertente.
Risparmia ore di tediosi ascolti fatti solo per scriverci qualcosa su e consente di parlare di dischi, a loro modo, perfetti. Proprio perché non esistono.
Potrebbe bastare così".

Comincia così Evil Monkey il suo aureo libretto. E rincara subito dopo: in tal modo si risparmia "il tedio dell'ascolto pre-recensione. Forzato, innaturale, ultra analitico, falsamente obbiettivo"; inoltre "la musica rock vive di mitologie. Che spesso, spessissimo sono false più che fantastiche. Personaggi reali avvolti da iperboli di fama e devozione che travalicano i confini del ridicolo, biografie e personalità contraffatte per il solo scopo di lanciare l'ultimo divo in pasto al mercato".
Ma sì, ha ragione lui! Basta con la leggenda! Lo diceva pure Louise Brooks: spesso le leggende (del cinema nel suo caso) erano attribuite negli anni ai più diversi attori: sempre le stesse! Sempre false! Riuscivano così bene nei confronti del pubblico che agenti e produttori riuscivano ad appiccicarle, nei decenni, ai più svariati divi - divi che, di tali leggende, erano assolutamente ignari ... ed ecco sorgere il mito di Bogart, di Brando, di Valentino ... nonostante Bogart, Brando e Valentino ... ed ecco sorgere i miti invasivi e fasulli di Jagger, Lennon e compagnia, dal lato che ci interessa. 
E allora basta riandare ai nomi consueti, alle solite smargiassate; basta pestare i sentieri già battuti, di affaticare i torchi con le copertine più trite, le smorfie viste miliardi di volte. Aria fresca! E qual è la soluzione? Borgesianamente consiste nella pura invenzione del rock: di opere e autori. 25 dischi inesistenti. Mai fatti, ma (nella mente di Dio) possibili. D'altronde non erano gli idealisti a dire che una cosa impossibile (una montagna d'oro) vantava, per il solo fatto di essere pensata, una propria realtà?
Ed ecco, perciò, meno reali del reale, ma più verosimili dei Kolors, i magnifici Venticinque: gli Etna di Silence ("Accordi lenti, assuefatti alle pasticche degli Earth, scanditi dal ridondare del basso degli Om"); i Catoblepa, conterranei degli ZZ Top, col loro omonimo del 1975 ("Un heavyblues di “machismo” conclamato, come certe prime uscite dei Foghat più dediti alle arene USA, senza dimenticare il potere della distorsione di qualche retropsichedelia texana": mi pare già di sentirli); e i Drowners Brothers col loro No tears del 1994 ("la post produzione certosina, il suono di cristallo e un refrain a 5 stelle, orchestrato alla Verve, fa di Rollin’ il singolo manifesto di tutta un epoca: tra Bolan e Faces, con tutta la tecnologia degli anni ‘90 più patinati che mai": anche questo mi pare di sentirlo, purtroppo); e che dire del testamento di Jenna Winter? O del sound ruvido dei Panthers, direttamente da Cleveland, Ohio?
Capito il gioco?
Concludo con una proposta e una blanda critica.
La critica (è blanda, quindi è una proposta): c'è bisogno di inventare? Ci son più cose nel cielo e nella terra del rock di quanto non ne sogni la nostra povera competenza ... c'è ancora tanto da scoprire; ricordi, caro Evil, la Virgin Forest?
La proposta: perché non allargare l'invenzione all'ucronia, ovvero a una realtà rock alternativa? Esempio: supponiamo che Phil Collins  nel 1974 abbia lasciato i Genesis ... in rotta col commercialissimo e venale Gabriel .... per tentare, assieme a due membri residui dei Can, uno sviluppo avant garde rock della musica etnica ... un primo album, denominato semplicemente I, influenza da presso David Sylvian e sconvolge David Bowie ... segue recensione di questa opera prima ineludibile e d'immortale freschezza ispirativa ...

Qui la versione pdf gratuita del Rock invisibile di Evil:

e qui la versione cartacea:

martedì 23 giugno 2015

Blue Öyster Cult - Tyranny and mutation (1973)/Secret treaties (1974)


Poiché non sono in gran vena e le Ostriche non mi hanno mai entusiasmato davvero, sono andato a leggermi qualche recensione qua e là. Di Webbaticy, Scaruffi, ad esempio;  e mi son letto anche la pagina di Wikipedia. Chi non l'ha fatto? La pagina italiana di Wikipedia è sempre più scarna di quella inglese (e francese, spagnola, calmucca et cetera); molte volte è scritta in dispregio della sintassi o di qualsiasi eufonia e scorrevolezza; altre volte è semplicemente illeggibile: vi ristagna un tono generale, persistente come un lezzo non individuabile, di sciatteria. Ad ogni modo ognuna è vergata in un italiano medio-basso tuttora comprensibile ai più; e tanto basta. Alla sezione Wiki dedicata al gruppo si può leggere: "Il secondo album, Tyranny and mutation (1973), ottenne anch'esso un discreto successo, ma sarà il successivo Secret treaties, uscito nel 1974, a farli apprezzare anche dalla critica. L'album, che vanta la collaborazione di Patti Smith, amante del tastierista Allen Lanier e coautrice della canzone Career of evil, divenne dopo poco disco d'oro, grazie anche al singolo Astronomy, una delle canzoni più belle della band, e considerata talvolta la ballad più bella degli anni '70 ben più di Starway to heaven"(1).
Capito? Un detrattore del mito dei £ed Zeppe£in come me (si intenda: non proprio dei £ed Zeppe£in, ma sicuramente del mito dei £ed Zeppe£in, vedi Copy, paste and enjoy!) avrebbe dovuto accogliere tali righe con gioia sarcastica e invece ... no, non ci siamo ... le gerarchie anzitutto: Astronomy è inferiore a Stairway to heaven - e non si discute - così come Stairway to heaven è inferiore a Hairway to Steven (inferiore non all'album, ma all'idea spietata che i Butthole avevano della dolciastra Stairway to heaven).
Restaurata la reale scala di valori passiamo a discutere i due dischi; sono due dischi di hard rock anni Settanta, ben suonati, e sopra la media, ma dal tratto piuttosto ordinario e sempre in procinto di consegnarsi all'AOR (tradimento che avverrà colle successive operine).
Anche il classico Career of evil convince poco (e dell'aneddoto della Smith m'interessa zero: basta con tali ammicchi). I BOC, insomma, non hanno asperità o doppi fondi, nonostante il lato oscuro, per convinzione diffusa e ormai accettata, sia alla base della loro presunta fascinazione sonora.
Che dire? Naturalmente mi sbaglio.

(1) A tutt'oggi, 23 giugno 2015, sulla pagina Wiki italiana dei BOC c'è effettivamente scritto Starway to heaven.