martedì 26 agosto 2014

Supersister - Present from Nancy (1970)/To the highest bidder (1971)

Occhio alle date. Gli olandesi furono tra i primi a distillare un progressive puro e non derivativo dai modelli anglosassoni. Le ottime Present for Nancy e Memories are new, dal primo album, oscillano fra il brillante e fluido incedere e gli arabeschi più complessi e acidi delle tastiere. Il resto dell'opera prima si compone di un eclettismo lodevole seppur forzato (da una cover di Eight miles high sino ad accenni di musica sacra per organo); To the highest bidder conferma tale vena (A girl named you; No tree will grow) nonostante le prime infiltrazioni d'una attitudine pop piuttosto facile.
Robert Jay Stips, voce, tastiere, vibrafono; Ron van Eck, basso; Marco Vrolijk, voce, batteria, percussioni; Sacha Van Geest, voce, flauto [solo su Present for Nancy]

sabato 23 agosto 2014

Focus - Live at The Rainbow (1973)

Il cuore dell'album è sicuramente l'esecuzione del classico Hocus Pocus, un melange ipercinetico fra hard rock, flauti prog e yodel, una delle gemme tenuta in serbo da qualsiasi radio DJ per scaldare i motori o i padiglioni assonnati. Incastonato a Hocus troviamo anche Sylvia, brano in cui l'energia live si stempera in un melodismo facile, ma indubbiamente accattivante. Eruption e Answers! Questions! Questions! Answers!, dal tono quasi funky, completano perfetti questa esibizione di forza coinvolgente.
Tale ultimo tratto nei live sublima in pregio; nella restante produzione di studio, invece, scevra dalla rutilante estroversione, s'avverte costante l'insidia della grossolanità. 
Thijs van Leer, voce, tastiere, flauto; Jan Akkerman, chitarra; Bert Ruiter, voce, basso; Pierre van der Linden, batteria.

mercoledì 20 agosto 2014

Cosmos Factory - An old castle of Transylvania (1973)

Fuori dai 50 dischi del Japrocksampler, An old castle si è guadagnato una discreta fama fra i melomani rock in virtù di un noto binomio: l'oscurità e il fascino insondabile delle atmosfere anni Settanta (Ah, quel moog!); abbiamo già accennato qualcosa in proposito. I Nostri oscillano fra psichedelia e progressive: i primi brani sono piuttosto anonimi; cominciamo a staccarci da terra con Fantastic mirror; l'acme si raggiunge la quadripartita ed eponima suite: solida e pienamente devota agli stilemi del tempo essa vanta quella piacevolezza che consiste nel far trovare all'ascoltatore ciò che questi s'aspetta di trovare in un prodotto psichedelico/prog degli anni Settanta.
Godurie del deja entendu ...
  
Hisashi Mizutani, voce, chitarra; Tsutomu Izumi, voce, tastiere; Toshikazu Taki, voce, basso; Kazuo Okamoto, batteria, percussioni.

domenica 17 agosto 2014

Present - Le poison qui rend fou (1985)

Transfuga dagli Univers Zero (parte del movimento Rock in Opposition assieme a Henry Cow, Aksak Maboul, Etron Fou Leloublan, fra gli altri), il chitarrista Trigaux assolda il vecchio compagno Denis e licenzia il secondo album del gruppo.
Progressive non facile, obliquo e perturbante come in alcune tirate zeuhl dei confinanti transalpini (soprattutto nei brevi inserti vocali della Pollaris). Trigaux, la mente dei Present, riesce a miscelare atmosfere da finis terrae (come nella prima metà del brano iniziale, 15'24'') con orchestrazioni sofisticate e complesse. Da ascoltare subito.
Roger Trigaux, chitarra; Alain Rochette, tastiere; Ferdinand Philippot, basso; Daniel Denis, percussioni; Marie-Anne Pollaris, voce.