venerdì 17 aprile 2015

Butthole Surfers - Cream corn (1985)/Rembrandt pussyhorse (1986)/Locust abortion technician (1987)


Si può pensare il rock senza Lady sniff e quel micidiale titolo: Hairway to Steven, che del rock classico, sul versante eroico e leggendario, è assoluto sbeffeggiamento? No, è impossibile. Gli orrori idraulici di Lady sniff e quella presa per i fondelli sono per me irrinunciabili.
E il resto? Ma che musica fanno i Butthole Surfers? Sarcastica, brutale, frantumata, certo, ma anche intensamente drammatica: Comb, Waiting Jimmy to kick, Whirling hall of knives, To parter (da Cream corn e Rembrandt pussyhorse) sono gemme di pura psicopatia americana; sottile, e tanto più inquietante poiché non offre appigli di genere che caratterizzino a priori la carica eversiva (hard rock, punk, metal, doom).
I Butthole sono i serial killer della porta accanto. 
Locust abortion technician, con brani a passo d'elefante, rivela da subito la propria insania riuscendo più prevedibile e meno sconcertante (ma alcuni episodi sono tuttavia rilevanti: la melviniana Pittsburgh to Lebanon e 22 going to 23).

martedì 14 aprile 2015

Achim Reichel - Die Grüne Reise (1971)/AR3 (1972)/AR4 (1973)


Abbiamo già incontrato Achim Reichel  con il suo capolavoro del 1972, Echo (NWW219, ma vedi pure la recensione di Webbaticy); qui è raccolta una sua tripletta dei primi anni Settanta: c'è poco da fare, anche qui si rinvengono dei capolavori. 
Si devono ascoltare queste tracce perché noi tutti amiamo la musica; c'è però un dovere ulteriore, che è quello ristabilire alcune gerarchie: e qui dobbiamo subito affermare che Reichel è un esponente di primo piano della psichedelia europea e, perché no, mondiale; e che è un virtuoso del proprio strumento, la chitarra.
È sempre difficile, se non rischioso, rintracciare influenze postume o precursori, ma è indubbio che il tedesco anticipa di qualche anno, come tecnica, certe cose del più famoso e famigerato Robert Fripp; e che certi passaggi più rilassati hanno il livello della psichedelia del Crosby ultra celebrato di If I could only et cetera.
Ma non voglio farla troppo lunga ... ascoltare rivalutare risistemare aggiungere togliere riclassificare ... siamo qui per questo.

sabato 11 aprile 2015

Fugs - Tenderness junction/It crawled into my hand, honest (1968)

Se entrate nel Cimitero Acattolico di Roma, presso la Piramide di Caio Cestio, vi si presenterà subito, di fronte, un vialetto in salita. Alla fine della brevissima arrampicata troverete la lapide di Percy Bysshe Shelley, cuore dei cuori (Cor cordium); lì vicino è un'altra tomba, quella del poeta Gregory Corso, ammiratore ardente proprio dell'inglese. Sul marmo è incisa una scarna serie di versi:

Lo Spirito
è Vita
che scorre
nella mia morte
senza fine
come un fiume
che non ha paura
a divenire
mare

E Gregory Corso è dietro l'harmonium di Hare Krishna (in Tenderness junction), mentre Allen Ginsberg è alla voce principale.
Nei periodi felici, infatti, tutto si confonde: poesia, musica, grafica, cinema, politica ... anzi, in tali momenti, si assiste a uno spreco generoso di creatività artistica: tutti offrono poiché si vive nella sovrabbondanza della creatività. In altre epoche, invece, si è davvero stitici ... e tutto viene preordinato per non sprecare proprio nulla.
Il periodo dei Fugs è quello dell'opulenza; i più grandi nomi della contestazione americana convergono, a pieno titolo oppure di passaggio, verso innumerevoli progetti musicali, folk e rock. Tenderness junction e It crawled non sono certo le punte di questa ondata acidissima che cerca di corrodere le fondamenta dell'Impero. A distanza di quasi mezzo secolo le loro frecciate irridenti hanno il sapore del documento storico piuttosto che la vivezza del tono profetico; ogni canzone dei Fugs, infatti, si porta appresso tutto il tempo passato, cogli errori i pregi e gli anacronismi ideologici; a sopravvivergli con pieno vigore è, invece, la qualità musicale di molti pezzi: quelli blandamente psichedelici (Turn on tune in drop out, The garden is open) o di folk provocatorio e sarcastico (Johnny Pissoff, Wide wide river Wet dream, una presa dei fondelli dei Platters) oppure gli episodi più beffardi (come l’esorcismo di fronte al Pentagono).
Nati per dissacrare i propri tempi, i Fugs sono ancora attuali a dispetto del loro celebrato anticonformismo.

mercoledì 8 aprile 2015

Controcanzonissima vol. 2/2. Piper Club 28 gennaio 1972 (Premiata Forneria Marconi/Claudio Rocchi/Tito Schipa/Osanna)


01 - Carlo Silvestro presenta la PFM
02 - PFM - È festa
03 - PFM - Dove e quando (assoli & improvvisazioni)
04 - PFM - La carrozza di Hans
05 - Tito Schipa Jnr. - Combat

01 - Claudio Rocchi - Autopresentazione e accordatura
02 - Claudio Rocchi - La tua prima luna
03 - Claudio Rocchi - Cattive vibrazioni ...
04 - Osanna - Autopresentazione
05 - Osanna - Palepoli (demo I)
06 - Osanna - In un vecchio cieco
07 - Osanna - Palepoli (demo II)
08 - Osanna - Oro caldo