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venerdì 7 giugno 2013

French zeuhl and progressive vol. 3 (Jannick Top/Serge Bringolf/Dün)

Jannick Top

Jannick Top (Francia) - Infernal machina (2008). Numerosi reduci dall’esperienza Magma per un rimarchevole disco firmato proprio dal batterista della formazione principe dello zeuhl transalpino. L’opera, suddivisa in dodici parti, esordisce con toni evocativi e poi con una vocalità d’ascendenza etnica à la Dead Can Dance; le ritmiche inquietanti sono però quelle tipiche dello zeuhl classico e, infine, prevaricano i toni iniziali, più eccentrici rispetto al genere. Da ascoltare. Klaus Blasquiz, Natalia Ermilova, Veronika Boulytcheva, voce; Antoine Paganotti, Himiko Paganotti, Stella Vander, seconde voci; François Delfin, chitarra; James McGaw, chitarra; Jim Grandcamp, chitarra; Thibault Abrial, chitarra; Fabine Colella, tastiere; Mathias Leconte, tastiere; Jannick Top, voce, basso, violoncello, percussioni; Christian Vander, batteria; Damien Schmitt, batteria; Marc Chantereau, percussioni.

Serge Bringolf (Francia) - Vision (1981). Bringolf, autore di tre dischi solisti e di collaborazioni con Jaco Pastorius, ricade solo marginalmente nel genere da noi considerato, assestandosi su un eccellente jazz-rock attratto, però, dalla gravitazione degli anni Settanta. Ottimi gli interventi dei fiati e ammirevole, ça va sans dire, la sezione ritmica. Mano, voce; A. Eckert, chitarra; A. Lecointe, chitarra; P.Geiss, sassofono; E. Séjourné, tromba; B. Eck, tuba; E. Séjourné, vibrafono; C. Boussard, basso; Serge Bringolf, batteria.

Dün (Francia) - Eros (1981). Il capolavoro della triade in esame, unico lavoro di un gruppo scomparso nel nulla. Chitarra fusion, basso potente e pastoso, e un andamento erratico, tipico del progressive strumentale continentale, messo spesso a disagio da un inquieto basso continuo, nello stile dello zeuhl francese. Jean Geeraerts, chitarra; Bruno Sabathé, tastiere; Pascal Vandenbulke, flauto; Thierry Tranchant, basso; Laurent Bertaud, batteria; Alain Termol, percussioni.

lunedì 29 aprile 2013

French zeuhl and progressive vol. 2 (Laurent Thibault/Runaway Totem/Shub Niggurath)

Shub Niggurath

Laurent Thibault (Francia) - Mais on ne peut pas rêver tout le temps (1978). Primo bassista dei Magma, Thibault fu autore solo di questo lavoro a cui partecipano altri reduci di quell’esperienza (Francis Moze, Lisa Bois, Richard Raux). Se l’uso delle voci e, a tratti, i ritmi sostenuti si ricollegano al canone zeuhl, il tono è, tuttavia, più sognante e variegato (grazie anche a intarsi etnici di rilievo). La copertina (L’incantatrice di serpenti di Henry Rousseau) racconta parecchio sulle virtù dell’opera. Bello. Lisa Bois, voce; Lionel Ledissez, voce; Jean-Claude Delaplace, voce; Amanda Parsons, voce; Laurent Thibault, chitarra, basso; Serge Derrien, voce, flauto; Jacqueline Thibault, tastiere; Anne-Sophie, tastiere; Guy Renaudin, sassofono; Richard Raux, sassofono; David Rose, violino; Francis Moze, basso; Dominique Bouvier, batteria.

Runaway Totem (Italia) - Andromeda (1999). Nonostante i nomignoli, i trentini Runaway Totem, attivi sin dalla fine degli Ottanta, attuano un potente progressive memore dei Dream Theater e dei King Crimson più induriti. Lo zeuhl affiora nelle parti più cosmiche (Kontakt, cantato in kobaiano). La preparazione e la compattezza ne fanno uno dei gruppi italiani più interessanti su questo versante. Da ascoltare. Cahål De Bêtêl, voce, chitarra; Mimhïr De Bennu; Vîrhür, tastiere; Nezah, basso; Tipheret, batteria.

Shub-Niggurath (Francia) - Les morts vont vive (1986). Ispirati alle creazioni letterarie di H.P. Lovecraft (Shub-Niggurath è una divinità aliena del pantheon dell’americano), i francesi si caratterizzano per le atmosfere minacciose ed oblique (meritevoli, in tal senso, i fiati e la voce della Stewart). La ballade de Lénore, probabilmente tratta dal poema di Gottfried August Bürger, sottolinea i toni gotici pur rielaborati secondo i filtri dell'avanguardia più perturbante. Un piccolo capolavoro. Ann Stewart, voce; Franck W. Fromy, chitarra, percussioni; Jean-Luc Hervé, tastiere; Véronique Verdier, trombone; Alain Ballaud, basso; Franck Coulaud, batteria.

sabato 30 marzo 2013

French zeuhl and progressive vol. 1 (Zao/Eskaton/Weidorje)

Weidorje

Zao (Francia) - Shekina (1975). Innervato da due ex-componenti dei Magma (Seffer e Cahen), il gruppo licenzia un jazz-rock strumentale fluido e preciso, in cui si intarsiano con naturalezza notevoli interventi d’archi. Shekina è la presenza divina; i titoli delle tracce rimandano alla cabala ebraica. Yochk'o Jeff Seffer, voce, sassofono, clarinetto; Claudine Lassere, violoncello; Françoise Douchet, viola; Marie-Françoise Viaud, viola;  Michèle Margand, viola; François "Faton" Cahen, tastiere;  Gérard Prévost, basso; Pierre Guignon "Ty Boum", percussioni; Jean-My Truong, batteria.

Weidorje (Francia) - Weidorje (1978). Autori di un solo album, ma è un album capolavoro. Ancora due transfughi dei Magma (Gauthier e Paganotti; Weidorje è parola kobaiana) quali architravi del nuovo gruppo. A differenza di Zao si ritrovano certe litanie vocali (non cantate) proprie della band madre, inquietanti e spettrali, ma l’impianto è un jazz-rock liquido, con splendidi intarsi di fiati, sorretto da percussioni implacabilmente precise e dal basso grandioso di Paganotti. Bernard Paganotti, voce; Yvon Guillard, voce; Michel Ettori, chitarra; Jean-Philippe Goude, tastiere; Patrick Gauthier, tastiere; Kirt Rust, batteria.

Eskaton (Francia) - 4 visions (1981). Altra gemma del progressive zeuhl, gioiosamente frenetico dall’inizio alla fine grazie alla bravura delle due cantanti (favellano in francese) e della inesauribile sezione ritmica. La traccia eponima è un classico immortale. Amara Tahir, voce; Paule Kleynnaert, voce; Alain Blésing, chitarra; Gilles Rozenberg, tastiere; Eric Guillaume, tastiere; André Bernardi, basso; Gérard Konig, batteria.