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giovedì 17 settembre 2015
giovedì 27 agosto 2015
Io sto con Ignazio Marino! E dove? Ai Caraibi?
Come definire un sindaco che, mentre la capitale d'Italia viene commissariata, se ne sta ai Caraibi, sguazzando nelle luminose e trasparenti acque caraibiche (con rilassatezza conseguentemente caraibica), e vezzeggiando, al contempo, le amene ed esotiche bestiole (caraibiche) che popolano gli immacolati fondali di quelle mirabili lande?
Pare che il Nostro, durante tale esilio turistico, abbia trovato anche il tempo di vergare le proprie memorie, manco fosse Cincinnato (http://www.romatoday.it/politica/ferie-sindaco-ignazio-marino-libro.html) ...
Qui non è in gioco la parola: 'idiota'.
Marino non è certo un'idiota; è così e basta.
Gli viene naturale.
Un atteggiamento che viene naturale (un disprezzo naturalmente involontario) a tutto quel generone di sinistra attualmente al potere col beneplacito del simmetrico generone di destra (antropologicamente diverso, però, e assai meno ipocrita).
Il problema è che la sinistra post '68 è davvero così, nel suo insieme.
Li conosco da vicino, so di cosa parlo.
Sono stato anche responsabile indiretto di alcune carriere di tali gaglioffi.
Gli viene naturale il disprezzo ... come il respiro.
Ormai siamo a livelli clinici.
Loro, innanzitutto, sono buoni. Si battono per i diritti degli ultimi, i sinistri ... purché gli ultimi si conformino alla loro idea di ultimi ...
Appena l'ultimo esce dal loro schema mentale (reclama pane, lavoro, sicurezza, e non scemenze da diritti civili a costo zero) escono fuori di testa borbottando indignati di razzismo, populismo, fascismo. omofobia, antisemitismo e quant'altro.
Questo avviene poiché, a dargli torto, viene anche insidiato da vicino il loro cadreghino: parassitario, sicuro, comodissimo. E sempre a spese di Pantalone, beninteso.
Bontà d'animo e protezione del cadreghino formano, inscindibili, una regione del loro animo ... difendono la poltrona perché sono di sinistra e sono di sinistra (e buoni, infinitamente buoni) perché difendono la poltrona ... ma non si accorgono di tale trasmutazione poiché, come detto, ormai è un istinto naturale ...
Chi mette in discussione la loro poltrona è un fascista ... e siccome è un fascista mette in discussione la loro bontà poltronesca ... che è il requisito primo, nel loro intendimento, che li ha fatti sedere proprio su quella poltrona contro tutti i più schifosi rigurgiti di fascismo (o populismo, razzismo, omofobia etc etc).
Lo si ammetta, è un sillogismo arduo da comprendere a pieno.
Occorre riflessione, occhio, psicologia ... e conoscenza diretta dei propri polli.
Cominciate a osservare la Boldrini, ad esempio. A leggere il suo curriculum. Quello vero, però. La bontà boldrinesca va di pari passo con l'edacia da poltrona. Laura Boldrini, la nipote del presidente dell'ENI ... il successore di Enrico Mattei ... Enrico Mattei, il presidente ENI polverizzato nei cieli di Bascapè ... Leggete, leggete ... se riuscite a trovarle, certe notizie ...
E tuttavia ... la colpa non è di Ignazio Marino ... con quella faccia un po' così, da bambolotto gonfiabile.
Braccia strappate alla medicina verrebbe da dire ... ma no, la colpa non è sua ...
La colpa è mia. O nostra. Come sempre.
Colpa mia, anzi, non voglio coinvolgervi ...
Colpa mia.
Colpa mia, non di altri. Della mia impotenza, della frustrazione, del livore da tastiera. Colpa mia e basta.
martedì 28 luglio 2015
Roma caput mundi - 30 Roman songs about The Eternal City
| Il cartello recita: "Questa aiuola è di tutti. Aiutaci a mantenerla pulita e a curarla" |
Profetizza Beda il Venerabile:
Finché sarà il Colosseo, sarà Roma
Quando il Colosseo cadrà, sarà Roma a cadere
E quando Roma cadrà, cadrà il mondo
E sarà forse così. Un bell'attentato al Colosseo (anzi, presso l'Arco di Tito) me lo sento nelle ossa.
Caduta Roma, ultimo architrave del vecchio ordine, cadrà il mondo come l'abbiamo conosciuto; e il male avrà campo libero.
In effetti Vlad sta perdendo le rotelle, ultimamente ...
Sì, Roma cadrà perché deve cadere.
Non avete notato l'escalation?
Afghanistan, Babilonia, Egitto, Siria, Persia, Grecia, Russia ... Atene Baghdad Alessandria Damasco Pietroburgo ... i nervi storici che tengono unito il mondo classico, i tendini d'acciaio che legano a sé il Nord-Africa romano, l'Asia e l'Europa sono sottoposti a uno stress forse fatale.
Lo volete capire? La storia non deve esistere ... la storia rende sapienti, forma la bellezza, la differenza. Questo è intollerabile per chi ha in mente il mondo di Aldous Huxley. E quindi: Roma delenda est.
* * * * *
Queste canzoni (e registrazioni: da teatro e cinema) potranno non piacervi ... ma, fra esse, si nasconde almeno un capolavoro: Cristo al Mandrione (il Mandrione era una borgata poverissima di Roma), cantata da Laura Betti su testi di Pier Paolo Pasolini. Una versione eccezionale, superiore persino a quella di Gabriella Ferri.
Da sentire anche gli stornelli tratti da Mamma Roma, una sorta di rap ante litteram: beffarde improvvisazioni in rima con cui gli autori si rinfacciano sgarbi e sconvenienze.
Brillante Remo Remotti, immortale Petrolini, bravo Venditti, commovente (ma sì!) Claudio Villa (la canzone si riferisce alle demolizioni dell'era fascista lungo Via della Conciliazione), storico lo sfogo Abbasso li francesi: qui Sergio Centi si riferisce alle battaglie del 1849 combattute fra le truppe della Repubblica Romana (comandate da Giuseppe Garibaldi) e l'esercito francese chiamato dal Papa a restaurare l'ordine; gli scontri, durissimi, si svolsero sul colle del Gianicolo, dove ora sorge il quartiere Monteverde. In un assalto disperato, la sera del 3 giugno, venne ferito, fra gli altri, il ventiduenne Goffredo Mameli (morirà un mese dopo, in un ospedale di Trastevere, per il sopraggiungere di una cancrena).
Ancor oggi può ritrovarsi tale luogo, vicino a una delle brecce delle mura del colle (il 6° bastione, vicino Largo Berchet), fra la Via delle Mura Gianicolensi e il parco storico di Villa Sciarra.
Pasolini, che abitò da quelle parti negli anni Sessanta, lo conosceva bene (anche se, erroneamente, credeva che Mameli vi fosse pure morto):
Vado sulla porta del giardino, un piccolo
infossato cunicolo di pietra al piano
terra, contro il suburbano
orto, rimasto li dai giorni di Mameli,
coi suoi pini, le sue rose, i suoi radicchi.
Intorno, dietro questo paradiso di paesana
tranquillità, compaiono ,
le facciate gialle dei grattacieli
fascisti, degli ultimi cantieri:
e sotto, o!tre spessi lastroni di vetro,
c'è una rimessa, sepolcrale. Sonnecchia,
al bel sole, un po' freddo, il grande orto
con la casetta in mezzo ottocentesca,
candida, dove Mameli è morto,
e un merlo cantando, trama la sua tresca.
Quei giorni Roma capitolò contro gli eserciti del Papa e di Francia.
Ma fu una sconfitta come tante. Una scaramuccia che la Città assorbì con quell'indifferenza che fluiva assieme al Tevere da tremila anni; quell'indifferenza fatalista e quell'amabile strafottenza che s'è appiccicata, col tempo, anche a tutti i romani.
La prossima guerra, però, potrebbe essere definitiva.
Ahi serva Roma, di dolore ostello!
Anna Magnani (a altri) - Stornelli (da Mamma Roma di P. P. Pasolini)
Anna Magnani-Renato Rascel - Arrivederci Roma
Antonello Venditti - Roma capoccia
Antonio Basurto - Buonanotte Roma mia
Antonio Basurto - Il sole sorge a Roma
Bobbi Solo - Vecchia Roma
Carla Boni - Mia cara Roma
Ettore Petrolini - Gastone
Ettore Petrolini - Nerone (dallo sketch omonimo)
Ettore Petrolini - Tanto pe’ cantà
Franco Califano - Roma nuda
Gabriella Ferri - Cristo al Mandrione
Gabriella Ferri - Roma forestiera
Gabriella Ferri e Pino La Licata - Aritornelli antichi
Germana Caroli - Autunno a Roma
Gino Latilla - T’aspetto a Roma
Lando Fiorini - Cento campane
Lando Fiorni - Ammazzate oh
Laura Betti - Cristo al Mandrione
Laura Betti - Il valzer della toppa
Remo Remotti - (Mamma) Roma addio
Renato Rascel - Roma nun fa’ la stupida stasera
Rino Salviati - Sott’er cielo de Roma
Sergio Centi - Abbasso li francesi
Sergio Centi - Canto d’addio prima di andare in guerra
Sergio Centi - Divino amore
Sergio Centi - Monticianè
Sergio Centi - Piazza di Spagna
Sergio Centi - Ricordo de Roma
Sergio Centi - Stornelli del Sor Capanna
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giovedì 4 giugno 2015
Fabio Celi e Gli Infermieri - Follia (1969) ovvero: Io chiedo il capestro. Voglio vederli morti.
Mafia capitale: 44 nuovi arresti. Anche consiglieri centrodestra e centrosinistra. Pd sotto accusa replica: "Marino baluardo di legalità"
Blitz nel Lazio, Sicilia, Abruzzo ed Emilia Romagna. Anche 21 indagati a piede libero. Al centro dell'inchiesta il business dei migranti. Coinvolti Gramazio, Tredicine, Ozzimo, Coratti, Caprari e Tassone. Nelle carte anche il nome di Alemanno. Il sindaco: "Dimissioni? No, vado avanti".
Va avanti, lui. Ma dove vai, coglione!
Tutto questo nel giorno in cui si annuncia l'IMU sugli impianti industriali.
Basta, rinunciamo infine.
Alla libertà, ai diritti.
In cambio d'un capestro.
No, non è uno scambio doloroso. Neanche un mercimonio. È puro guadagno.
E poi quale libertà? Quella di votare? Stiamo scherzando? Quale libertà? Quella di parola? Stiamo scherzando di nuovo? La libertà di scegliere cosa? Cosa scegliamo?
Alla libertà, ai diritti.
In cambio d'un capestro.
No, non è uno scambio doloroso. Neanche un mercimonio. È puro guadagno.
E poi quale libertà? Quella di votare? Stiamo scherzando? Quale libertà? Quella di parola? Stiamo scherzando di nuovo? La libertà di scegliere cosa? Cosa scegliamo?
E quale diritto? Quello di essere sopravanzato nella vita reale da perfetti inetti e corrotti? Il diritto alla felicità? A essere lasciato in pace? A essere libero in casa propria? Il diritto alla proprietà? Ad avere un lavoro? I figli a scuola? La vacanzuola?
Basta, per carità.
La libertà in Occidente è solo un tratto superstizioso, un cascame di antiche età. Non ha più senso.
Dare indietro il simulacro del diritto e il fantasma della libertà in cambio d'un giusto capestro, ecco, questo è un buon affare.
L'unico inciampo è quell'aggettivo: giusto. Dipende da noi.
Necessita un dictator rei gerendae causa.
La Patria è ingovernabile. Tutti i meccanismi sono saltati, è in polvere quella delicata e necessaria gerarchia intermedia fra cittadino e Stato.
E lo Stato è ormai flatus vocis; di fatto rileva esclusivamente quale congrega di burocrati e aguzzini, di protervi contabili usurai. Cos'è questo Stato se non un groviglio di interessi privati che usa l'esoscheletro democratico (oh, quanto rispettabile!) per sostentarsi con avidità parassitaria?
Ai miei diritti-burla rinuncio volentieri, con una risata.
Di questa armatura inservibile, che solo opprime chi la porta e manda ridicoli clangori di ferraglia, come il cimiero e la cotta del pezzente Don Chisciotte, posso fare a meno.
I diritti!
Non voglio diritti, né democrazia, né libertà.
Me ne sbatto.
Se li prenda il mio nuovo signore.
Rinuncio per un Michele Kohlhaas o un Marco Furio Camillo; va bene anche un lurido Pugacev, un pugnace Ned Ludd o un rapace Ivan.
Bello morire per tali uomini.
Moriturus te salutat.
Ma esigo il capestro.
Li voglio vedere impiccati, dal primo all'ultimo. Mille, diecimila, centomila patiboli, lungo la via Appia. Mi voglio beare a tale vista, le facce scure di sangue cagliato, braccia e gambe appese come stracci, le palle degli occhi ciondolanti fuor dell'orbita, beccate dai corvi, a segnare traiettorie di sguardi allucinati. Voglio ridere forte a guardare chi piange ai piedi d'ogni minuscolo Golgota, voglio frustare le loro mogli e i loro mariti, le madri e i padri, e voglio prendere a calci nei denti pure i figli, dileggiarli mentre quei papponi oscillano lenti contro un sole tiepido e luminoso.
Ridete, ora?
E voglio ghignare mentre penzolano pure i sacerdoti della bontà, e le diafane pitonesse della correttezza, cogli arti disarticolati dalle slogature, le trippe schiantate, strette dai nodi mortali, le budella che se ne vogliono scappare per uno qualsiasi dei loro beneducati orifizi, per le scintillanti tubature dell'anima - un'autoclave di fratellanza.
Uno degli arrestati annunciava sul proprio sito:
5 PASSI PER LA RIGENERAZIONE
Rigenerazione: è questa l'azione principale che abbiamo scelto per caratterizzare la nostra politica guardando al futuro di Roma Capitale. Rigenerazione è cambiamento. Rigenerazione è crescita. Rigenerazione è nuova vita.
Ben detto, vecchia talpa!
Questa è giusta. Rigenerazione. Traverso il fuoco e il sangue.lunedì 3 novembre 2014
Genesis - Viva Italia! Live in Reggio Emilia, 20 gennaio 1973/Live in Roma 22 gennaio 1973
Me ne stavo leggendo bel bello la poesia di William Wordsworth, Erravo solitario come una nuvola, una delle più celebri composizioni in lingua inglese, quando ebbi a catturare, con la coda dell'occhio interiore, l'inevitabile primo rigo del testo originale: I wandered lonely as a cloud.
E sorse la domanda: ma non è questo anche il primo rigo di The colony of Slippermen, da The lamb lies down on Broadway? E risposi: certamente che lo è ... ma che domande mi faccio ... domande retoriche, oziose ... finte domande ...
Oggi leggo Webbaticy su Tuningmaze 3.0: "E' davvero interessante notare quanto le preferenze possano cambiare nel corso del tempo: un disco che si pensava da isola deserta, da colossale punto di riferimento ed ardentemente amato, può sorprendentemente invecchiare ed essere sottostimato (quasi mai capita il contrario, invece). L'esperienza può fare anche questi scherzi: man mano che si continua a scoprire e scavare, le coordinate possono spostarsi in più direzioni.
Per quanto mi riguarda, col tempo ho appurato che i miei gusti si allontanano sempre di più dal melodismo e vanno ad approcciare lidi scontrosi, di sostanziale sperimentazione ed ostinatamente contro".
Che dire? Sono d'accordo con lui. L'ho già detto in un mio post, peraltro. Posso solo aggiungere che certo melodismo, a volte, torna a essere apprezzato, come succede, per esempio, a The colony of Slippermen, recuperato grazie all'occasione letteraria ...
Si torna allo stesso punto della cicloide, si torna ai Genesis, come quando si aveva quindici anni, ma ci si torna spostati di qualche migliaio di anni luce ... con parecchia sapienza e cicatrici in più ...
Anche questo mi sembra d'averlo già detto: l'importante è il viaggio.
Per quanto mi riguarda, col tempo ho appurato che i miei gusti si allontanano sempre di più dal melodismo e vanno ad approcciare lidi scontrosi, di sostanziale sperimentazione ed ostinatamente contro".
Che dire? Sono d'accordo con lui. L'ho già detto in un mio post, peraltro. Posso solo aggiungere che certo melodismo, a volte, torna a essere apprezzato, come succede, per esempio, a The colony of Slippermen, recuperato grazie all'occasione letteraria ...
Si torna allo stesso punto della cicloide, si torna ai Genesis, come quando si aveva quindici anni, ma ci si torna spostati di qualche migliaio di anni luce ... con parecchia sapienza e cicatrici in più ...
Anche questo mi sembra d'averlo già detto: l'importante è il viaggio.
Palazzo dello Sport, Reggio Emilia, 20 gennaio 1973
Watcher of the skies
Story of Henry & Cynthia
The musical box
The fountain of Salmacis
Story of two ladies
Get 'em out by Friday
Get 'em out by Friday
Inspiration story
Supper's ready
A humourous sketch
The return of the Giant Hogweed
The knife
The knife
Palasport, Roma, 22 gennaio 1973
Watcher of the skies
The musical box
The musical box
The fountain of Salmacis
Supper's ready
The return of the Giant Hogweed
The knife
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lunedì 25 giugno 2012
Francesco Vincenzo Zappa - Frank Zappa in Italia vol. 3, tour 1984 (7 bootlegs)
Bootlegs 1988
Napoleon Murphy Brock (voce, sassofono) – fino al 1° Agosto
Ike Willis (voce, chitarra)
Ray White (voce, chitarra)
Bobby Martin (voce, tastiere)
Allan Zavod (tastiere)
Scott Thunes (basso)
Chad Wackerman (batteria)
domenica 27 maggio 2012
Francesco Vincenzo Zappa - Frank Zappa in Italia vol. 2, tour 1982 (9 bootlegs)
Bootlegs 1984
Bootlegs 1988
1982
Frank Zappa (voce, chitarra)
Ray White (voce, chitarra)
Steve Vai (chitarra)
Tommy Mars (voce, tastiere)
Bobby Martin (voce, sassofono, tastiere)
Ed Mann (percussioni)
Scott Thunes (basso)
Chad Wackerman (batteria)
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lunedì 9 gennaio 2012
70s progressive in Italy vol. 2 (Roma/2) - 1^ parte/2^ parte/3^ parte
Seconda ed ultima incursione nel progressive romano degli anni Settanta (qui la prima). I gruppi presentati, non tra i maggiori, riservano comunque sorprese: gli Albergo Intergalattico Spaziale (con la brava Terra Di Benedetto), influenzati dal primo Battiato e dai Corrieri Cosmici di Germania; i Bauhaus, piacevole miscelatori fusion; i Cherry Five, futuri Goblin, forse il gruppo più preparato dell'intera scena; i Metamorfosi con il loro leggendario album Inferno. Non mancano realtà regionali (i Blocco Mentale, cresciuti nella provincia viterbese) e suoni più vicini al folk che non al progressive vero e proprio come nel caso dei Carnascialia e del Canzoniere del Lazio.
Da ultimo consigliamo, per gli aneddoti sulla formazione dei vari gruppi e sulle vicissitudini dei protagonisti (Franco Maria Giannini ridotto a vivere in una roulotte mentre il suo disco viene venduto a 1200 euri, ad esempio), l'eccellente blog John's Classic Rock, con notizie di prima mano e giudizi spesso centrati.
Da ultimo consigliamo, per gli aneddoti sulla formazione dei vari gruppi e sulle vicissitudini dei protagonisti (Franco Maria Giannini ridotto a vivere in una roulotte mentre il suo disco viene venduto a 1200 euri, ad esempio), l'eccellente blog John's Classic Rock, con notizie di prima mano e giudizi spesso centrati.
I
Albergo Intergalattico Spaziale - Live Pistoia
Alberomotore - Cristoforo
Colombo
Automat - Ultraviolet
Bauhaus - Stairway to
Escher
Cherry Five - Country
grave-yard
Chetro & Co. - Le pietre numerate
Exploit - Crisi a) Speranza
Franco Maria Giannini - Affresco
Libra - Inquinamento
Metamorfosi - Introduzione-Selva oscura
Reale Accademia di Musica - Lavoro in città
Seconda Genesi - L’urlo
II
Albergo Intergalattico
Spaziale - 4 tracce
Albergo Intergalattico
Spaziale – Phasing
Alberomotore - Israele
Blocco Mentale - Capita
Bauhaus - The loniuos gropios
Carnascialia - Cruzeiro do sul
Cherry Five - My little
cloud land
Exploit - Crisi b) Crisi
Grosso Autunno - Foschia di pioggia
Le Stelle di Mario Schifano - Molto alto
Libra - a) Il tempo è buon amico b) Forse è
furia
Metamorfosi - Sfruttatori
Metamorfosi - Spacciatore di
droga-Terremoto-Limbo
Reale Accademia di Musica - Vertigine
Seconda Genesi - Vedo un altro mondo
III
Albergo Intergalattico
Spaziale - Himalaya
Bauhaus - Ri-fusion
Canzoniere del Lazio - Nu gatto come nu lione
Cherry Five - Oliver
Chetro & Co. - Danze della sera (suite in modo
psichedelico)
Exploit - Crisi c) Pazzia
Fholks - Mi scorri nelle vene
Franco Maria Giannini - L’eroe di cartone
Janus - Neapolis
Le Stelle di Mario Schifano - Le ultime parole di Brandimarte
Metamorfosi – Violenti
Seconda Genesi - Dimmi padremartedì 20 dicembre 2011
70s progressive in Italy vol. 1 (Roma/1) - 1^ parte/2^ parte/3^ parte
Ammetto di aver trascurato da tempo la scena progressiva italiana e, soprattutto, quella romana, non geniale, ma ricca di talenti. Evidentemente l'attuale stolidità del mainstream locale (ridotto a scimmiottare le vecchie glorie) e la decadenza, culturale e amministrativa, della città, stinge anche sul passato, creando, almeno nel mio caso, una serie di pregiudizi. Sapere che i Semiramis e i Rovescio della Medaglia annoverarono nelle loro fila un pur giovane Michele Zarrillo (vincitore di Castrocaro nel 1979, che riflusso ragazzi!) o che nei Buon Vecchio Charlie schitarrasse Richard Benson (ante folliam o quasi) non aiuta, ma, lo ripeto, sono pregiudizi.
Per fortuna soccorre il riascolto. Non mancano le sorprese positive. A parte il Banco, Radius e i Perigeo (valori già assodati), anche Kaleidon, Pierrot Lunaire e Panna Fredda si attestano su livelli rimarchevoli. Notevoli anche i Goblin e gli Uovo di Colombo; curioso riscoprire i destrorsi Janus (uno dei componenti, Stefano Recchioni, fu ucciso da un militare durante una manifestazione di protesta indetta per i fatti di Acca Larentia), o i Samadhi o i Quella Vecchia Locanda, col funambolico violinista Donald Lax.
Consentitemi, da ultimo, un inciso sul citato Richard Benson. Poco fa posso aver dato l'impressione di sdegnarlo, ma su di lui, sotto Natale, non posso spendere che parole buone. A volte incontravo Benson nel quartiere Prati dove pare dirigesse una scuola di tecnica chitarristica ("una settimana e già suoni assoli!", si vociferava). Vestito di pelle, alto, saturnino, occhiali scuri, capello (posticcio?) fluente, dall'autostima ragguardevole e bravo strumentista, egli rifulgeva, ai nostri occhi, soprattutto come divulgatore rock meritorio e insostituibile: sulla localissima TVA 40, infatti, proponeva una rubrica settimanale, Ottava nota, in cui diffondeva le novità più interessanti nel campo fusion, progressive e metal (sempre con chitarristi in evidenza); gli aneddoti profusi, la memoria prodigiosa (snocciolava centinaia di formazioni con scioltezza), la carica polemica ("Oggi ho incontrato un vecchio; poi mi hanno detto che era Peter Gabriel!"), le scelte azzeccate (Dream Theater, Steve Vai, Shawn Lane, Frank Gambale ...) costituivano una delle rare alternative alle boy bands degli Ottanta. La trasmissione era deliziosamente antitelevisiva: dopo l'effervescente prolusione partiva il pezzo e lo schermo si immobilizzava, per cinque-sei minuti, sulla copertina dell'album: antispettacolare! Eppure per noi era pura gioia: Joe Satriani potevi sentirlo solo lì o su Radio Rock (anch'essa ante folliam): impossibile capire per chi è nato sotto Internet quanto contassero quei brevi attimi, strappati all'indifferenza, in cui finalmente potevi respirare buona musica, da Malmsteen a Allan Holdsworth.
Poi la vita per Benson si fece difficile ed egli si perse definitivamente fino alla guitteria attuale; lo ricordiamo con affetto e gli facciamo i nostri migliori auguri: che possa vivere con serenità ancora cento anni da reduce progressivo.
Per fortuna soccorre il riascolto. Non mancano le sorprese positive. A parte il Banco, Radius e i Perigeo (valori già assodati), anche Kaleidon, Pierrot Lunaire e Panna Fredda si attestano su livelli rimarchevoli. Notevoli anche i Goblin e gli Uovo di Colombo; curioso riscoprire i destrorsi Janus (uno dei componenti, Stefano Recchioni, fu ucciso da un militare durante una manifestazione di protesta indetta per i fatti di Acca Larentia), o i Samadhi o i Quella Vecchia Locanda, col funambolico violinista Donald Lax.
Consentitemi, da ultimo, un inciso sul citato Richard Benson. Poco fa posso aver dato l'impressione di sdegnarlo, ma su di lui, sotto Natale, non posso spendere che parole buone. A volte incontravo Benson nel quartiere Prati dove pare dirigesse una scuola di tecnica chitarristica ("una settimana e già suoni assoli!", si vociferava). Vestito di pelle, alto, saturnino, occhiali scuri, capello (posticcio?) fluente, dall'autostima ragguardevole e bravo strumentista, egli rifulgeva, ai nostri occhi, soprattutto come divulgatore rock meritorio e insostituibile: sulla localissima TVA 40, infatti, proponeva una rubrica settimanale, Ottava nota, in cui diffondeva le novità più interessanti nel campo fusion, progressive e metal (sempre con chitarristi in evidenza); gli aneddoti profusi, la memoria prodigiosa (snocciolava centinaia di formazioni con scioltezza), la carica polemica ("Oggi ho incontrato un vecchio; poi mi hanno detto che era Peter Gabriel!"), le scelte azzeccate (Dream Theater, Steve Vai, Shawn Lane, Frank Gambale ...) costituivano una delle rare alternative alle boy bands degli Ottanta. La trasmissione era deliziosamente antitelevisiva: dopo l'effervescente prolusione partiva il pezzo e lo schermo si immobilizzava, per cinque-sei minuti, sulla copertina dell'album: antispettacolare! Eppure per noi era pura gioia: Joe Satriani potevi sentirlo solo lì o su Radio Rock (anch'essa ante folliam): impossibile capire per chi è nato sotto Internet quanto contassero quei brevi attimi, strappati all'indifferenza, in cui finalmente potevi respirare buona musica, da Malmsteen a Allan Holdsworth.
Poi la vita per Benson si fece difficile ed egli si perse definitivamente fino alla guitteria attuale; lo ricordiamo con affetto e gli facciamo i nostri migliori auguri: che possa vivere con serenità ancora cento anni da reduce progressivo.
I
01 - Albero Motore - Cristoforo Colombo
01 - Albero Motore - Cristoforo Colombo
02 - Alberto Radius - Radius
03 - Banco del Mutuo Soccorso - 750000 anni fa ... l'amore
04 - Banco del Mutuo Soccorso - Dopo ... niente
05 - Buon Vecchio Charlie - Dopo venite giù al fiume
06 - Kaleidon - Kaleidon
07 - Kaleidon - Free love
08 - Paese dei Balocchi - Trionfo dell'egoismo, della violenza, della presunzione e dell'indifferenza
09 - Panna Fredda - Waiting
10 - Perigeo - Genealogia
11 - Pierrot Lunaire - Ouverture XV
12 - Quella Vecchia Locanda - Un villaggio un'illusione
13 - Raccomandata Ricevuta Ritorno - Nulla
14 - Samadhi - Passaggio di Via Arpino
15 - Uovo di Colombo - Visione della morte
II
01 - Alberto Radius - Rock 1°
02 - Banco del Mutuo Soccorso - Canto nomade di un prigioniero politico
03 - Banco del Mutuo Soccorso - La conquista della posizione eretta
04 - Goblin - Profondo rosso
05 - Murple - Suite (Antartide, Metamorfosi, Pathos, Senza un perche', Nessuna scelta, Murple rock)
06 - Panna Fredda - La paura
07 - Perigeo - Valley of the temples
08 - Quella Vecchia Locanda - Verso la locanda
09 - Raccomandata Ricevuta Ritorno - Sogni di cristallo
10 - Semiramis - Uno zoo di vetro
11 - Teoremi - Mare della Tranquillità
III
01 - Banco del Mutuo Soccorso - Città sottile
02 - Goblin - Suspiria
03 - Janus - L'Europa delle aquile
04 - Kaleidon - Inverno '43
05 - Laser - L'ultimo canto del killer
06 - Logan Dwight - Logan Dwight
07 - Paese dei Balocchi - Vanità dell'intuizione fantastica
08 - Pierrot Lunaire - Lady Ligeia
09 - Quella Vecchia Locanda - Il cieco
10 - Rovescio della Medaglia - Io
11 - Rovescio della Medaglia - La creazione
12 - Samadhi - L'angelo
13 - Semiramis - Dietro una porta di carta
14 - Teoremi - Impressione
15 - Uovo di Colombo - L'indecisione (vedi I King)
sabato 3 dicembre 2011
Francesco Vincenzo Zappa - Frank Zappa in Italia vol. 1, tour 1973-1974 (5 bootlegs)
![]() |
| Baltimora, 21 Dicembre 1940 - Los Angeles 4 Dicembre 1993 |
Frank Zappa (voce, chitarra)
Jean-Luc Ponty (violino)
George Duke (voce, tastiere)
Ian Underwood (alto sax, sintetizzatore)
Bruce Fowler (trombone)
Ruth Underwood (percussioni)
Tom Fowler (basso)
Ralph Humphrey (batteria)
1974
Frank Zappa (voce, chitarra)
Napoleon Murphy Brock (voce, sassofono)
George Duke (voce, tastiere)
Ruth Underwood (percussioni)
Tom Fowler (basso)
Chester Thompson (batteria)
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