David Myers |
Arcane Device (Usa, New York) - Engines of myth (1988). Arcane Device è David Myers, sorta di Ulisse solitario tra i flutti delle colonne d’Ercole del feedback e della dissonanza (Myers fabbrica in proprio i dispositivi - devices – qui adottati). Nelle punte del disco (Terra incognita e il capolavoro Lathe) egli torce il collo alla consueta retorica dell’avanguardia raggiungendo corde assolutamente remote: qui i suoni non consistono semplicemente nella negazione della tradizione o del buon senso millenari (che è facile), ma attingono a pozze neglette dello spirito, sepolte negli anditi del decorso evolutivo dell’uomo. Stimolare ciò che esiste da sempre, risvegliare l’inconoscibile e, per ciò stesso, riguadagnare un fascino arcano e sacro all’arte quale 'motore del mito'. Da ascoltare.
Azonic (Usa, St. Louis) - Halo (1994). L’ex chitarrista dei Blind Idiot God Andy Hawkins si cela dietro il moniker Azonic (il vecchio compagno Gabriel Katz, al basso, e, soprattutto, il produttore Bill Laswell lo assistono al tavolo chirurgico). Quattro pezzi per chitarra elettrica: il primo, Beyond the pale (10’18’’), è un fuoco di distorsioni e feedback che si annulla e risorge senza soste dalle ceneri della propria eversione: Star spangled banner, dov’è la tua vittoria? Con i restanti (tutti fra gli undici e i dodici minuti) si replica: gli scrosci elettrici, in assenza d’un fondale e d’una cornice ritmica che li definisca, perdono ogni connotazione terrena per trasformarsi in una sorta di mimesi sonora d’infuocati rigurgiti interstellari. Un classico.
Sutekh Hexen (Usa,
California, San Francisco) - Behind the
throne (2012). Seth, o Sutekh, il dio
egizio del caos e della guerra e Hexen, streghe (in tedesco), una crasi
demoniaca che già definisce i due pezzi (di circa quindici minuti) del disco:
se i Nadja avessero deciso di fare black metal sarebbero arrivati da queste
parti. I è il grido cosmico del Signore
delle Mosche che chiama a raccolta le proprie legioni di morte; II si assesta su un bordone noise irto di
soverchianti riverberi ed echi stellari. L’ennesima processione sonora devota
al Male: non ne abbiamo mai abbastanza, però. Motivo? Le ultime righe del post
su Arcane Device, poco sopra.
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