giovedì 28 agosto 2014

Zamrock rules - Seventies rock from Zambia vol. 1 (Rikki Ililonga/Musy-O-Tunia/Ngozi Family/Chrissy 'Zebby' Tembo)

Chrissy 'Zebby' Tembo
Apprendo, con una certa trepidazione (è un piccolo brivido che mi coglie ogniqualvolta scopro una vena preziosa nelle viscere della montagna del conformismo e del deja entendu), che:
“Zamrock emerged in the 1970s in Zambia as a combination of Jimi Hendrix's psychedelic rock and James Brown's funk. Rikki Ililonga & Musi-O-Tunya are generally credited as the creators of this music genre. Other notable artists include WITCH, The Peace, Amanaz, Chrissy "Zebby" Tembo, Paul Ngozi and his Ngozi Family among others.
Zamrock's roots can be traced back to the 1950s with northern singers from the Copperbelt Province such as Stephen Tsotsi Kasumali, William Mapulanga and John Lushi.”
Nikki Ililonga e Musy-O-Tunia
La combinazione che mi ha portato a queste povere righe di Wikipedia (e al post vero e proprio) si compone di una mail di Evil Monkey (che includeva il link a un gruppo prog dello Zambia, The Invaders) e della mia personale maniacalità, ai limiti del disturbo ossessivo (il controllo totale di un fenomeno artistico, ad esempio: dello Zamrock in tal caso).
Su tale corrente misconosciuta si può, da pionieri, e da disboscatori pionieri della Virgin Forest, osservare:
1. Vale la pena ascoltare lo Zamrock? Sì, assolutamente. Se qualcuno si sdilinque per i Necromandus o perde tempo dietro il cinquantesimo live dei Pearl Jam; se alcuni si eccitano per la versione remaster di Led Zeppelin 1 (22 euri) o per il bootleg Live in Amsterdam dei Rolling Stones, è persino doveroso ascoltare lo Zamrock.
WITCH (We Intend To Cause Havoc) live
2. Ci sono capolavori nello Zamrock? Si giudicherà, Tembo e Ililonga sono ottimi artisti; in generale è possibile ascoltare buone canzoni, gustare delle interessanti impennate funky e world, un rock basico e viscerale, oltre ad annusare un’aria sincera e frontista (il secondo album di Rikki Ililonga è titolato Soweto [1978], in discreto anticipo sui piagnistei ecumenici e occidentalisti anti apartheid).
3. Cosa manca allo Zamrock? Al solito: le buone produzioni (che, spesso, 'creano' gli artisti), la pubblicità e la propaganda, i ritornelli buoni per la cattivazione mainstream (una Hey Jude zambiese, per intenderci; o una Get lucky).
4. Lo Zamrock è derivativo? Questione complessa. Gli zambiesi usano sicuramente strutture rock occidentali (e quindi derivano da Hendrix o James Brown); operano, tuttavia, nella loro terra. In altre parole: il jazz e il blues (e, poi, il rock) afroamericani sono creazioni in terra ostile (i deportati africani rigenerarono la propria musica con mezzi di fortuna trovati nel continente degli aguzzini), ma il sentire degli zambiesi è quello sorgivo: si può dire che, allo stesso modo dei nuovi americani, utilizzino sì mezzi di fortuna ed estranei alla propria cultura (chitarre elettriche, moderne percussioni …), ma al fine di concretare una forza popolare e tradizionale; altrove irriproducibile: Public Enemy, Miles Davis e Black Panthers possono sbattersi quanto gli pare … altro che négritude … lo dico al netto della genialità espressiva che è propria a tali artisti e rivoluzionari, ovvio …
Ah, il rock vietnamita ...
5. Notiamo ancora una volta, en passant: c’è da disboscare parecchio … osservate la copertina a lato … il lavoro è immane … si procede in terra incognita … si prende un sentiero, questo si biforca, ci si incammina a destra: strada sbarrata. Si torna indietro, via a sinistra: ancora biforcazioni, triforcazioni, piante carnivore, miraggi vegetali, inganni prospettici, trappole: lungo la strada si inciampa in una pietra affiorante: un sasso? Parte di un rudere? La sommità di un tempio sepolto? Quien sabe …

Ngozi Family - 45000 volts (1979)

Chrissy 'Zebby' Tembo - My ancestors (reissue 2010; recordings 1974)

Rikki Ililonga & Musy O Tonia - Dark sunrise. The birth of Zamrock as told through the music of its pioneer: 1973-1976 (2010; recordings 1973-1976?)


5 commenti:

  1. Si è dunque scoperchiato un altro vaso, l'ennesimo.
    Alcune considerazioni personali.
    Ritengo l'aspetto della "qualità", della "derivazione" secondario, in questo ambito. Qui l'importante è la testimonianza, il dissotterramento, i nomi cognomi e titoli.
    Testimonianza di un fenomeno (musica pop - rock) di portata quindi realmente globale, non il solito botta e risposta U.S.A. - U.K. come la recente tradizione ci ha abituato a pensare.
    La qualità, poi... una buona metà della musica anglosassone è dirivata da 2, 3 modelli in tutto e sulla qualità si potrebbe sempre e comunque discutere.
    Il punto primo esposto da Vlad varrebbe poi la pena di essere approfondito in un trattatello autonomo. Perchè dovrei ascoltare (o comperare!?) l'ennesima ristampa di Led Zeppelin II invece di Ngozi Family? Perchè devo leggere per la quarta volta la Coscinenza di Zeno se non ho mai letto, che so, Meyrink
    Perchè devo andare per la terza volta a Parigi se non ho mai visto Praga? Non trovo risposta a queste domande se non per un rifugio nella comodità, nella quotidianità che rifugge curiosità e indipendenza intellettuale. Ma conto che Vlad abbia voglia di tornare sull'argomento.
    E' vero, da questo punto di vista, ascoltare lo Zamrock dovrebbe essere un imperativo di ogni ascoltatore appassionato.

    Due parole, due link, due altri nomi...
    A nome Musi O Tunya uscì in Zambia nel 1975 "Wings Of Africa", LP a cura della MOT Records
    Due album per Rikki Ililonga: Sunshine Love (1976) e Soweto (1978), entrambi usciti in Zambia per la Sepiso
    I Witch pare abbiano una complessa discografia che comincia con "Lazy Bones" nel 1975, uscito per la Zambesi, etichetta per la quale uscì anche l'album "Melodies" a nome Lukanga.
    La maggior parte di questi album sono oggi stati ristampata dalla Now Again Records, dal loro catalogo si deve spulciare per approfondire il discorso.
    http://www.nowagainrecords.com/

    Qui mi fermo. Quando troverò quel mecenate che mi garantirà 1.200 euro al mese per continuare le ricerche, allora scriverò il più grande libro sul rock mai concepito!

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    1. Questi sono i vasi nascosti sotto terra; poi ci sono i vasi nascosti fra altri vasi, o tra il vasellame critico più conformista.
      Perché la gente va al mare, da trent'anni, sempre nello stesso posto?
      Forse non ama le sorprese ... forse è un anelito di sopravvivenza (se tutto è prevedibile non può accadermi nulla) ... perché la gente senta e risenta per la duecentesima volta Foxtrot è un bel dilemma ... l'ho ascoltato questa estate, di nuovo, e mi è piaciuto ancora ... forse più di Selling England, al netto delle ingenuità ... però duecento volte ... LP CD remaster reissue ... Conosco persone che han passato decenni a sentire il progressive italiano ... a me sta bene, però cosa ci sarà mai da sentire di nuovo non lo so ... si crepa e si è ascoltato un milionesimo di ciò che si è prodotto ... il che genera giudizi stolidi, inesatti, dogmatici, quasi isterici ...
      Servirebbe una cattedra universitaria rock ... magari uno strapuntino con due o tre ricercatori a 1200 al mese ... verrebbe fuori la Treccani o la Britannica del rock mondiale ...

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  2. Ah, il lavoro dei miei sogni....

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    1. Tuningmaze è un volume della Treccani rock.

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