lunedì 16 dicembre 2013

Viaggiatori nella notte, un libro di Bartolo Federico


Non ho l'onore di conoscere l'autore di questo libro, ma conosco, attraverso la velatura digitale delle mail e dei post del suo blog, chi ne ha scritto l'introduzione, ovvero Evil Monkey.
Se la sua fantasia è stata colpita da questa raccolta di digressioni letterarie intorno al blues (letterarie: tali le considero), io, che lo stimo, devo vedere subito cosa bolle nella pentola sonora.
Delle considerazioni che egli fa del libro posso qui apporre un breve stralcio, a mo' di introduzione; a seguire apporrò due osservazioni. Questo lo stralcio:
"Il mondo di Bart, fatto di blues, di migrazioni, di diseredati e perdenti è permeato di memoria. Quella memoria che si rafforza nel perenne rituale delle 12 battute del blues, capace di raccontare le storie di antenati distanti nel tempo ma vicinissimi nello spirito. Vicini nell’America degli anni ’20, come nell’Italia degli anni ’10. Un ponte ideale che collega due stirpi differenti di sconfitti, ma non arresi.
Sconfitti dalla politica, dall’economia, dalla grande finanza e, perché no, dall’onnipotenza tecnologica.
Non arresi, perché il blues non può arrendersi. E’ come il pugile costantemente sull’orlo di crollare ginocchia a terra; ma che resta, in storto equilibrio, sempre in piedi".
Ed ecco le osservazioni:
1. Evil afferma: è la transitorietà del web ad avermi spinto nell'impresa di curare tale libro. Per concretare qualcosa, ovvero un 'corpo' intellettuale, solido, preciso, denso di memoria, che non venisse trascinato via dalla corrente impetuosa e peculiare dell'effimero. Sono assolutamente d'accordo sul web come poltiglia. E' così. Inutile girarci attorno. Eppure, voglio chiedergli: cos'è che differenzia i blog dal mainstream fecale della Rete? Proprio ciò che lui va cercando, ovvero un tentativo di discorso, un senso lungo che nasce da riflessione e interpretazione. Il libro, insomma, che nasce dal pensiero dell'autore condensato nel suo blog Dustyroad era già un ciottolo difficile da masticare per il Moloch dell'effimero. A Evil, quindi, il merito di averlo messo in rilievo.
2. Questo libro tratta del blues. Più di quanto sembri. Come il blues fu il tentativo di ricreare una cultura tradizionale nell'ostilità di una terra straniera (un incontro/scontro che, nella storia, ha sempre fondato generazioni geniali), così questo libro (un prodotto intellettuale, di carta, nato per restare nel tempo) nasce in territorio digitale, patria dell'eterno presente, del consumo irresponsabile: in terra straniera e ostilissima, quindi. Il suo battesimo, perciò, risulta assolutamente, concettualmente, blues.
Le illustrazioni sono di Giovanni Lo Re.
L'opera si può acquistare qui. La versione digitale è scaricabile da qui. Buona lettura.

4 commenti:

  1. Grazie Vlad. Ero certo di trovare qui un posto originale.
    Se non sbaglio, poco tempo fa, hai avuto problemi di copyright, upload e simili, no?
    Ecco, chi ce lo fa fare? Perche' stiamo qui ad investire tempo, risorse e cervello per i soliti 4 (rispettabilissimi, certo...) lettori?
    Questo libro per me e' stato un tentativo di risposta a questa domande. Il web e' tremendo, e' la fiera del bestiame del nulla. Solo scavando a fondo salta fuori qualcosa. Trovare il blog di Bart e' stato come trovare un filo sottilissimo nella sabbia di una spiaggia affollata. Ho solo seguito quel filo, schivando le chiacchiere dell' ultima mamma bionda rifatta che incensa la genialita' del suo pupo che ha appena imparato a dire cocktail.
    Non e' mica facile fare perennemente parte della minoranza...
    Pero' ora sono contento, forse e' l' inizio di qualcosa....

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    1. A entrambi: resistere, resistere, resistere.
      Non vedo altri mezzi di difesa.

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