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giovedì 13 agosto 2015

Catapilla - Changes (1972)

Il secondo disco del gruppo inglese (per l'omonimo del 1971 vai su We are not Pink Floyd vol. 2) conferma le migliori tendenze emerse nel primo.
Quattro brani (due oltre i dodici minuti) in cui il jazz rock degli inizi diviene più complesso e rarefatto; ottimi i caldi intarsi del sassofono di Calvert, come nella finale It could only happen to me, e le aeree interpretazioni vocali della Meek (Reflection) che conferiscono al tutto sfumature di psichedelia liquida e avvolgente (con toni quasi space).
Da ascoltare subito.

Anna Meek, voce; Graham Wilson, chitarra; Ralph Rolinson, tastiere; Robert Calvert, sassofono; Carl Wassaer, basso; Brian Hanson, batteria.


martedì 11 dicembre 2012

We are not Pink Floyd vol. 2 - Minor bands of the English Seventies (Catapilla/Patto/Spring)

Catapilla

Catapilla - Catapilla (1971). Jazz-rock di livello: due tracce secondarie (Tumbleweed e Promises, godibilissime, però, per chi ama le sonorità dei Settanta) sono le ancelle delle due eccellenti suite, Naked death (15’39’’) e la conclusiva Embryonic fusion (24’10’’) innervate dagli assoli della chitarra e dei fiati e dalla voce caratterizzante di Anna Meek, brava nel tour de force finale. Robert Calvert è solo omonimo del cantante degli Hawkwind. Anna Meek, voce; Graham Wilson, chitarra; Robert Calvert, sassofoni; Hugh Eaglestone, sassofono; Thierry Reinhardt, flauti, clarinetto; Dave Taylor, basso; Malcolm Frith, batteria.

Patto - Patto (1970). Ai Patto mancano una hit veramente riconoscibile e la spregiudicatezza che fece grandi altri. S’inizia con The man, dall’andamento sapientemente trattenuto; si prosegue con una serie di pezzi hard-blues (bella Red glow) variamente ritmati e domati dalla voce di Mike Patto, uno Joe Cocker da rivalutare subito. Mike Patto, voce; Olly Halsall, chitarra, tastiere, vibrafono; Clive Griffiths, basso; John Halsey, batteria.

Spring - Spring (1971). Uno delle opere progressive più misconosciute di questa era felice; giocato tra raffinati tappeti di tastiere (domina il mellotron) e delicati momenti acustici, il disco rinuncia al virtuosismo e alla sovrabbondanza strumentale puntando su atmosfere distese e su quella malinconia dimessa propria delle opere minori. In evidenza Grail e la più energica Hendre mews. Pat Moran, voce, tastiere; Ray Martinez, chitarra, tastiere; Kips Brown, tastiere; Adrian 'Bone' Maloney, basso; Pique Withers, batteria, metallofono.