giovedì 14 marzo 2013

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 1 (2+2=5/Trax-xtra)



Mutant sounds è uno dei più inossidabili blog dedicati alla musica sperimentale e d'avanguardia, con particolare predilezione (a volte persino compiaciuta) per i lavori più oscuri e dimenticati; quasi sempre rari, a volte rarissimi.
Dal 2007 (13 Gennaio) ad oggi ha listato più di tremila post. Col tempo i curatori hanno, però, rallentato gradualmente le pubblicazioni degli stessi viste le ripetute ed inevitabili disavventure con i più famosi hosting files (rapidshare in primo luogo). 
Ad oggi tutto il loro enorme archivio è, perciò, inaccessibile.
E tale resterà poiché, come hanno spiegato, pubblicheranno solo il nuovo materiale.
Ho pensato quindi di rendere almeno pubblici tutti i post di artisti italiani presenti in Mutant Sounds (corredati dal commento originale). 
Se l'iniziativa fosse meritoriamente intrapresa anche da altri blog ...
Buon ascolto.

2+2=5 - Into the future (1984)

Extremely rare dark minimal synth LP, released in 1984 through No Name records in Italy, containing 6 inserts. One of the crown jewels of minimal synth scene!

2+2=5 - Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore - odio (1985)

2nd LP by this minimal synth italian outfit. After their 1st privately released Into the future. They came back in 1985 with this mini LP released through Materiali Sonori. In the And also the trees, Fra Lippo Lippi vein here, totally sung in Italian, minimal weirdness.

V/A - Trax-xtra (1982)

Vinyl compilation released in september 1982 by Piermario Ciani (Italy). Every track was composed by various artists via mailing communications.
Artists list:

01 - piermario ciani (the compilation composer)
02 - vittore baroni
03 - spirocheta pergoli
04 - b sides
05 - martin hall
06 - enrico piva
07 - nocturnal emissions
08 - daniele ciullini
09 - de rezke
10 - scaini/plexy/gibson

The numbers in front of each track reffer to the above mentioned artists, that contributed the track respectively. Excellent electronic/experimental stuff!

martedì 12 marzo 2013

Early British punk from A to Z vol. 7 (Doctors of Madness/Dole Q aka Skunks/Drive/Drones/Drug Squad/Dyaks/Eater/Eddie & The Hot Rods/Elton Motello/Epileptics)

Eddie & The Hot Roads

Doctors of Madness (Londra) - Sons of survival (1978). Kid Strange, voce, chitarra, tastiere; Urban Blitz, chitarra, violino; Stoner, basso; Peter DiLemna, batteria.

Dole Q/Skunks (Londra) - Good from the bad (1978; 7''). Gerry Lambe, chitarra; Franco Cornelli, chitarra; Hugh Ashton, basso; Pete Sturgeon, batteria.

Drive (Dundee) - Jerkin’/Push ‘n’ shove (1977; 7’’). Gus McKenzie, voce; Ron Neish, chitarra; Bob Phillips, chitarra; Roger Patterson, basso; Ron Jack, batteria.

Drug Squad (Surrey) - Operation Julie/Switch cleaner (1980; 7’’). Geof Eade, voce; Laurie 'Tex' Mills, chitarra; Stoney Davidson, basso; Jerry Wickings, batteria.

Dyaks (Croydon) - Gutter kids/It’s a game (1978; 7’’). Chris Reeves, voce, chitarra; Groll Evans, basso; Brian Nevill, batteria.

Drones (Manchester) - Temptations of a white collar worker (1977; EP)/Further temptations (1978). M.J. Drone, voce, chitarra; (Gangrene) Gus, chitarra; Simon Humphrey, tastiere; S. (Whispa) Cundall, basso; P. (Lambert) Howells, batteria, percussioni.

Drills (Londra). Introvabili. Makita, DeWalt, Bosch.

Eater (Finchley) - The album (1977). Andy Blade, voce; Brian Chevette, chitarra; Ian Woodcock, basso; Phil Rowland, batteria.

Eddie & The Hot Rods (Canvey Island) - Teenage depression (1976). Barrie Masters, voce; Dave Higgs, voce, chitarra; Paul Gray, voce, basso; Steve Nicol, voce, batteria, percussioni.

Elton Motello (Londra) - Victim of time (1978). Alan Ward, voce; Mike Butcher, chitarra; Des, basso; Nobby Goff, batteria.

Eptileptics (Bishop Stortford) - Systems rejects (1996; recordings 1978-1979). Colin Latter, voce (Annie Anxiety); Derek Birkett, voce, chitarra; Kev Hunter, basso (Stan Stammers); Richard Coveney, batteria.


domenica 10 marzo 2013

We are not Pink Floyd vol. 7 - Minor bands of the English Seventies (Tea & Symphony/T2/Web)

Tea & Symphony

Tea & Symphony - An asylum for the musically insane (1969). Inutile dilungarsi su uno dei maggiori capolavori del progressive-folk mondiale. A gloria imperitura di tale opera contribuisce anche l’atmosfera obliqua e vagamente plumbea (accentuata dalle percussioni) che situa il lavoro vicino ai Comus (o a certe performance vocali di Tim Buckley: Feel how so cool the wind). Non che manchino i numeri più solari e apertamente vaudeville, ma rimane, al fondo, la sensazione del visitatore nel racconto di Poe Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma: qui i pazzi hanno presso il sopravvento sui guardiani e servono il tè (e la musica) con sorrisi, salamelecchi e loschi occhieggiamenti. Jef Daw, voce, chitarra, flauto, triangolo; Nigel Phillips, voce, tastiere, mandolino, batteria, percussioni; James Langston, voce, chitarra, cembali.

T2 - It’ll all work out in Boomland (1970). Raro e raffinato gioiello in cui toni psichedelici e hard rock si strutturano secondo forme progressive. Il tono hendrixiano del diciassettenne Keith Cross infuria per tutto il disco, pronto a placarsi in vaste plaghe folk, ma pronto anche a scorrerie acidissime e improvvisazioni, mai gratuite però. I due compagni lo assecondano con bravura: una formazione affiatatissima, di valore pari alla propria irrilevanza mainstream. Molti paragonarono il ragazzetto a Eric Clapton, ma Cross, almeno qui, per inventiva e duttilità, se lo mangia vivo (sentire la monumentale Morning, 21’15’’). Keith Cross, voce, chitarra, tastiere; Bernard Jinks, voce, basso; Peter Dunton, voce, batteria.

Web - I spider (1970). Una terzina eccezionale chiusa da un altro lavoro sottovalutatissimo, il terzo dei Web. Arriva Dave Lawson, futuro Greenslade, firma tutte le composizioni e il gruppo entra nella storia del progressive. Una musica ampiamente contaminata da elementi jazz: splendide l’eponima I spider e l’iniziale Concerto for bedsprings, ma tutto il disco si mantiene miracolosamente su pari livelli. Dave Lawson, voce, tastiere; Tony Edwards, chitarra; Tom Harris, sassofono, flauto; John Eaton, basso; Kenny Beveridge, batteria, percussioni; Lennie Wright, batteria, percussioni, vibrafono.

sabato 9 marzo 2013

Beyond the boundaries. Post rock vol. 2 (Shellac/Gorge Trio/Colossamite)

Shellac

Shellac (USA, Chicago, Illinois) - At action park (1994). I tre minuti di My black ass sono, forse, uno dei vertici del math-rock (in cui rientrano anche Gorge Trio e Colossamite): lo sferragliare della chitarra, le impennate asperrime, l’entrata della sezione ritmica, l’indugio catatonico del finale spezzato dalla chiusura bruciante rimangono memorabili. Il minimalismo di Albini traduce un universo disseccato e psicopatico; per ravvisarne i sintomi basta sentire l’iniziale afasia della successiva Pull the cup, le improvvise catatonie (Song of the minerals), gli andamenti scheggiati; l’abbandono all’umanità (la melodia) sembra scientemente precluso: un capolavoro schizoide di potenza rarissima. Steve Albini, voce, chitarra; Bob Weston, voce, basso; Todd Trainer, voce, batteria. 

Gorge Trio (USA, Oakland, California) - Dead chicken fear no knife (1998). La formazione con doppia chitarra permette ai californiani di elaborare un’arte contrappuntistica à la Don Caballero. Dodici strumentali in cui, peraltro, non mancano riferimenti ad altri disarticolatori di classe eccelsa (Polvo, Slint): il padre, però, è sempre il Capitano. John Dieterich, chitarra, Ed Rodriguez, chitarra; Chad Popple, batteria.

Colossamite (USA, Minneapolis, Minnesota) - All lingo’s clamor (1997). I Gorge Trio con l’aggiunta di Sakes, direttamente dai Dazzling Killmen. Le acrobazie noise dei Nostri assumono, quindi, uno spessore drammatico inaudito liberandosi da qualsiasi autoindulgenza; teso e ben suonato. Nick Sakes, voce, chitarra; John Dieterich, chitarra, Ed Rodriguez, chitarra; Chad Popple, batteria.