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domenica 7 dicembre 2014

Clash - Live at The Shea Stadium, October 1982 (2008) ovvero: Italiani! Siamo spacciati!

Cominciamo dalle cose spicciole.
Una mia conoscente, di professione avvocato, assiste, quale membro esterno (nessun incarico nessuna retribuzione), a una seduta della Commissione Nuove Povertà del Comune di Roma, presidente Gianni Alemanno. Ci va come a una scampagnata. La seduta dura poco, neanche un'ora. Il giorno dopo mi relaziona strillando: "Ma lo sai che, su ottocento milioni di bilancio il Comune ne stanzia trenta per immigrati e zingari ... non voglio essere razzista, ma trenta! Su ottocento! La capitale d'Italia ... ma come c... si fa! Ma come c... si fa! Ma c'è qualcosa sotto! ...".
Se una persona completamente disinteressata alla politica in un'oretta capisce l'evidenza della struttura del malaffare significa una cosa sola: sono tutti coinvolti, dalle dame di carità ai sindacati sino alle più alte cariche del potere tripartito: legislativo esecutivo giudiziario.
La vita politica - anzi: la vita - è una manfrina, come il Grande Fratello. Necessario che sia così. Ci sono vari ruoli: il coatto, il ciccione di buon cuore, la zoccola bona (una tettuta, l'altra no), l'iroso, il gay, la scassatimpani, il secchione, il bellone (uno zoccolo e coatto, l'altro no), l'anzianotto, e via baracconando: tutte le pulsioni del cretino televisivo hanno la loro remunerazione on video. Ci si scopre a sinistra? Ecco il Landini. Ci si scopre a destra? Ecco il Salvini. La signora vuole il moderato non berlusconiano? Ecco Alfano. Ogni elettore ha il proprio cavallo da contrapporre agli altri. Alla fine il voto. E il vincitore, sempre, è il banco.
Queste sono baruffe locali, da colonia quale l'Italia è, ma il potere usa tale sistema anche su scala planetaria, in maniera insinuante e finissima. Di questo riparleremo.
Come ne usciamo? In nessun modo. Siamo spacciati.
Diamo uno sguardo intorno. Vedete forse carne da rivoluzione? Non siamo più capaci di fare niente. Non sappiamo usare un arma, accendere un fuoco, fare il pane, piantare patate, orientarsi, nasconderci, spennare un pollo, sopportare il freddo e le privazioni in genere; la nostra volontà dura poco, come gli scioperi ... manca la luce un paio d'ore e si è in apprensione perché non possiamo scaricare le mail oppure perché i cavoli di Farmville vanno in malora ... quanti giorni di galera siamo in grado di sopportare? Quante bastonate sulle ginocchia? E un chiodo sotto le unghie?
E la nostra comprensione dei fenomeni? Ci fermiamo alla superficie, impuntandoci su delle sciocchezze per cui ci accapigliamo per giorni, mettendo in rilievo, con acribia, ogni pagliuzza ... manco fossimo notai ... ci manca la visione generale, i maestri, il passato, la magnanimità; la grandezza, il cuore. Siamo narcisi acculturatissimi, gonfi di nozioni e competenze, diplomi e attestati, che hanno perso di vista il libro per discettare dei punti e virgola.
E poi siamo buoni, troppo buoni: la non violenza, la correttezza, la parità, l'equità, la pace, non alzare i toni, non offendere, politicamente corretto, niente odio, niente clamore, coesione concertazione ragionevolezza ... tutto congegnato per evirare, sopire, troncare, attutire, smussare ... la consueta sceneggiata del potere ... non sei d'accordo? Allora sei fascista, nazista, populista, maschilista, antisemita, sei un porco, un grumo di odio, un mentecatto, una reliquia, un'anticaglia, un bastardo con la coda piena di campanelli ...
Io? Mi sa che alla fin fine sono fascista. L'ho già detto. Stavolta, in offerta speciale, vi faccio questa profezia, gratis: non so se tornerà il fascismo, ma se tornerà - senza orbace e labari neri - sarà una liberazione.
Voglio citarvi un passo da I proscritti, capolavoro di Ernst von Salomon. Il libro narra di alcuni giovani reduci dalla Prima Guerra che si arruolano nei Freikorps, antesignani delle camicie brune naziste, utilizzati in funzione anticomunista: "Ma si tratta della lotta contro l’Occidente! Della lotta contro il capitalismo! Diventiamo comunisti! Io sono pronto a venire a patti con chiunque combatta dalla mia parte!".
Così è per me.

mercoledì 13 febbraio 2013

Early British punk from A to Z vol. 4 (Cane/Cash Pussies/Celia & The Mutations/Cheetahs/Chelsea/Cigarettes/Clash/Cock Sparrer)

The Clash
Cane (Watford) - 3x3 (1978; 7’’). Kip (Malcolm Herring) voce; Chris Battersby, chitarra; Steve Jefford, basso; Dave 'Pixie' Parker, batteria.

Cash Pussies (Londra) - 99% is shit (1979; 7’’). Diana Rich, voce; Alex Fergusson, chitarra; Alan Gruner, tastiere?; Ray Weston, batteria.

Celia and the Mutations (Celia Gollin; Londra) - Mony mony (1977; 7’’)/You better believe me (1977; 7’’).

Cheetahs (Edimburgo) - Radio-active (1979; 7’’). Joe Donkin, voce; Nasty Phil, armonica; John Roberts Dobson, chitarra; Andrew Allan, basso; Droo Farmer, batteria.

Chelsea (Londra) - Right to work (1977; 7’’)/Chelsea (1979). Gene October, voce; James Stevenson, chitarra; Dave Martin, chitarra; Henry Daze, basso [Geoff Myles]; Carey Fortune, batteria [Chris Bashford].

Cigarettes (Lincoln) - Will damage your health! (2002; recordings 1978-1981). Rob Smith, voce, chitarra, tastiere; Steve Taylor, voce, basso; Adam Palmer, batteria.

Clash (Londra) - Super black market Clash (1993; B-sides and rarities). Joe Strummer, voce, chitarra; Mick Jones, voce, chitarra; Paul Simonon, voce, basso, Topper Headon, batteria.

Cock Sparrer (Londra) - Cock Sparrer (1978). Colin McFaull, voce; Garrie Lammin, chitarra; Mick Beaufey, chitarra; Steve Burgess, basso; Charlie Bruce, batteria.