domenica 9 agosto 2015

Bill Bruford - Feels good to me (1977)

Dopo gli Yes, e durante il periodo King Crimson, Bruford trovò il tempo di costruire questo disco che, oso dirlo con una contraddizione, è di eccezionale quanto ordinario lignaggio.
Eccezionale perché gli attori coinvolti sono d'eccezione: la chitarra di Holdsworth, il basso di Berlin, la voce di Annette Peacock, e poi lui: il grande Bill. Ordinario poiché, nonostante un inizio al fulmicotone (Beelzebub), l'opera si stabilizza ben presto nei toni della tecnica fine a se stessa. Tutto ineccepibile, ma, raramente, si ha uno scarto, una cattiveria stilistica, un'ombra. Fusion, jazz rock di classe, con toni quasi lounge: levigato, pulito, irreprensibile.

Annette Peacock, voce; Allan Holdsworth, chitarra; Dave Stewart, tastiere; Jeff Berlin, basso; Bill BRuford, pbatteria, percussioni; Kenny Wheeler, flicorno.


4 commenti:

  1. In un bel documentario della BBC (Prog Rock Britannia) le narrazioni di Bruford sono le più memorabili; argute, spietate e ricche di humour.
    Come tutti i protagonisti dell'epoca anche lui aveva i suoi limiti. Troppo bravo come strumentista per poter essere un creativo.

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    1. Me lo voglio vedere questo documentario.
      Il caso più eclatante di musicista con limiti (fuori del gruppo in cui ha avuto successo) è, però, Mike Ratledge.

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  2. Altamente consigliato. L'analisi critica è un po' fredda ma quella storico-sociale è perfetta. Se non lo trovi fammi sapere, è un must.
    Ratledge intendi la fase Soft Machine dopo Wyatt e Hopper?

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    1. Sì, esatto. A mia memoria non ha fatto neanche un album.

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