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martedì 2 ottobre 2012

A descent into the Maelström - Edgar Allan Poe rock collection 1^ parte/2^ parte


Come è già stato giustamente detto esistono due Edgar Allan Poe: quello Americano e quello europeo. Quello americano è “per tre quinti genio e per due quinti cialtrone”, eccede in pesantezze stilistiche, manca di gusto, è furbesco, alcolizzato e sessualmente insano (sposa una cugina tredicenne); quello europeo si può condensare in alcune righe di giudizio di Charles Baudelaire, suo primo estimatore e traduttore: “… ho finito per convincermi che Edgar Poe e la sua patria non erano allo stesso livello … ho tratto la convinzione che gli Stati Uniti furono per Poe soltanto una vasta prigione: egli la percorreva con l'agitazione febbrile di un essere nato per respirare in un mondo più profumato di quell'immensa barbarie illuminata a gas … Gli Stati Uniti sono un paese gigantesco e infantile … Poe, insomma, laggiù era un cervello in assoluto isolamento ... La vita di Poe, i suoi costumi, le sue maniere, il suo aspetto fisico, tutto ciò che costituisce l'insieme del suo personaggio, ci appaiono come qualcosa di tenebroso e insieme luminoso … non è con i suoi miracoli materialmente scritti - che però lo hanno reso famoso - che egli potrà conquistare l'ammirazione degli intellettuali, ma con il suo amore per la bellezza, con la sua conoscenza degli elementi che costituiscono l'armonia; col lamento della sua profonda poesia, lavorata, trasparente e corretta come una gemma di cristallo; col suo stile ammirevole, puro e bizzarro, stringato come le maglie di un'armatura, compiaciuto e minuzioso, che con sfumature leggere guida dolcemente il lettore al fine desiderato; e soprattutto con la sua genialità del tutto particolare, col suo temperamento unico che gli ha permesso di dipingere e di spiegare in modo impeccabile, affascinante, terrificante, l'eccezione nell'ordine morale. … Nessuno, lo ripeto, ha descritto con maggior fascino le eccezioni della vita umana e della natura; i fine stagione carichi di sfibranti splendori; le calure, umide e brumose, quando il vento del sud distende i nervi come fossero corde di uno strumento musicale; o gli occhi che si riempiono di lacrime che non vengono dal cuore; l'allucinazione che lascia un margine al dubbio e che poi si rafforza e si razionalizza come un libro stampato; l'assurdo che penetra nell'intelligenza e lo governa con logica spaventosa; l'isteria che sostituisce la volontà, la lotta tra nervi e mente, e l'armonia dell'uomo distrutta a tal punto che egli esprime il dolore col riso. Analizza ciò che vi è di più fuggevole, soppesa l'imponderabile e descrive, traendo effetti terrificanti da quel suo modo minuzioso e scientifico, il mondo immaginario che aleggia attorno all'uomo malato di nervi e lo porta alla rovina … se ne andò con discrezione senza scomodare nessuno - ma con una tale discrezione che sembrava disprezzo”. Come Lovecraft, Poe era un reietto inadatto alla propria Patria e alla propria era. Come il connazionale di Providence fu un soldato mancato che cercò gloria nelle pubblicazioni periodiche, un individuo dalla cultura vasta e asistematica, congenitamente ed infelicemente aristocratico, spinto dalla prosaicità a rifugiarsi in un mondo che sapeva menzognero, essendo egli un razionalista d’acciaio. Nei suoi racconti ‘gialli’, in quelli umoristici, in quelli fantastico-scientifici o nelle invenzioni macabre è sempre conseguente e logico, mai effettistico, grossolano o debordante. Persino le famose poesie d’amore sono calcolatissime, come spiegò ne La filosofia della composizione: l’argomento più malinconico è la Morte. Quello più poetico? La Morte accompagnata alla Bellezza; ergo il lamento dell’uomo per la perdita dell’amata è il più straziante e poetico materiale disponibile. Un sillogismo impeccabile: detto e scritto.
La sua riabilitazione in America è quasi compiuta; per Lovecraft dovremo aspettare qualche decennio in più. Poe fu miglior scrittore, ma la visione antiumanistica di Lovecraft rimane insuperata per la grandiosità della concezione. Poe unì Amore e Morte come Leopardi; Leopardi, l’umanista integrale, ebbe rivelazioni grandiose sulla insignificanza dell’umanità, come Lovecraft; entrambi gli Americani, se fossero nati presso le nostre latitudini, libando il latte della classicità alla fonte, avrebbero scritto delle splendide Operette morali

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Ho incluso nelle selezioni tutti i recitativi dell’album Closed on account of rabies, del 1997. 


I

Abel Ferrara - The raven
Alan Parsons Project - (The system of) Doctor Tarr and Professor Fether
Alan Parsons Project - The fall of the house of the Usher 
Annihilator - Ligeia
Christopher Walken - The raven

Creature Feature - Buried alive
Deborah Harry and The Jazz Passengers - The city and the sea
Diamanda Galàs - The black catDr. John – BereniceEd Sanders - The haunted palace
Ed Sanders - To Helen
Finch - The casket of Roderick Usher

II

Claudio Baglioni - Annabel Lee
Gabriel Byrne - The mask of the Red Death
Gavin Friday - For Annie
Glass Prism - The raven
Iggy Pop - Tell-tale heart
Iron Maiden - Murders in the Rue MorgueIvano Fossati - Il pozzo e il pendolo
Jeff Buckley - Ulalume
Jim Reeves - Annabel Lee
Joan Baez - Annabelle Lee
Ken Nordine - The conqueror worm
Marianne Faithfull - Alone
Marianne Faithfull - Annabel Lee
Mylène Farmer - Allan
Peter Hammill - Usher suite
Phil Ochs - The bells
Piazza delle Erbe - Saltaranocchio fammi divertire!
Smithereens - William Wilson
Tangerine Dream - Death in the shadow
Tristania - My lost LenorWhite Stripes - Red death at 6:14