lunedì 27 luglio 2015

Uniformare l'ascoltatore italiano (in fondo un paninaro un po' evoluto)

James Senese, il 'fratè' Eros e Jovanotti officiano la messa cantata
per il salmone di Pino Daniele

Lo diceva anche Louise Brooks, mitica attrice del muto americano, vittima della nascente industria del parlato, e coscienza critica e sprezzante di Hollywood: "Cos'è il cinema d'oggi? Niente. Gli spettatori vengono educati a dimenticare il passato e ad accettare solo il presente. L'ultima cosa è la migliore, e basta".
Il capitalismo attuale, ridicolo e meschino, macera se stesso nell'eterno presente. Solo il presente ha valore. Il passato, proprio perché è passato, non vale più. Il futuro, invece, non esiste.
Se fosse solo così ... purtroppo la piccineria del presente, la spaventevole idiozia a esso connaturata, è un tumore che si estende anche al passato, lo divora, lo rende simile all'oggi; al contempo la scipitaggine del presente aggredisce anche il futuro, esclusivamente inteso come eterna ripetizione dell'attimo perfetto: il presente stesso.
La foto in alto distrugge in un colpo due generazioni della nuova canzone napoletana: Pino Daniele, idiotizzato in un rimpianto da santino, e James Senese, di cui si cancellano i tratti più eversivi per riproporlo quale sanguigno interprete da basso folclore.   
Il presente (Jovanotti e Ramazzotti!) metastatizza ogni cosa con ferocia nichilista, insulsa e ridanciana.
E questi due, ricordiamolo, sono delle nullità. Lascio a voi presagire la potenza dell'operazione a livello internazionale. Lo ripeto: i blog servono ... ogni dissenso serve in tempi di totale dittatura.
Lascio a voi anche gustare la prosa del Jovanotti: l'uso iperbolico dell'eulogia ("Pino Daniele ... un dono per l'eternità"); il cameratismo d'accatto ("mio 'fratè' Eros ...", "emozioni forti") a simulare una fratellanza spirituale generica e inesistente, che è solo basso edonismo - e in fondo una sublimazione dell'archetipico Gimme five ("E ora non si dorme"); la piaggeria spinta sino al delirio insensato (James Senese "favoloso ... strepitoso", come se ne sapesse qualcosa, l'imbecille!); il sottile fascino dell'anacoluto ...
L'ascoltatore italiano ... uno zombi da catena di montaggio. A ben guardare un paninaro adattato ai tempi del web (ma più ignorante).

Jovanotti: "Sono a Napoli è notte fonda e sono ancora emozionato di stasera. E ora non si dorme. Domani vi scrivo qualcosa in più, anche se sarà impossibile raccontare, ma ora voglio ringraziare mio "fratè" Eros (un grandissimo artista e amico) e il favoloso James Senese, il padre del nuovo sound napoletano e musicista strepitoso ... Stasera nel mezzo del mio concerto di fronte al pubblico di Napoli abbiamo celebrato Pino Daniele, che ci manca da morire, attraverso la sua musica, che è un dono per l'eternità a chi la ama e a chi l'amerà in futuro. Eravamo decine di migliaia ma sembrava di essere a casa. 
Vabbuò, domani vi metto qualche foto e qualcos'altro se vi va.
Emozioni forti.
Se c'eravate è avete voglia di raccontare qualcosa voi domani vi leggo.
Grazie a tutti".

10 commenti:

  1. Capisco lo sdegno, lo condivido e lo ribadisco senza bisogno di altre parole, ma quale oscuro e diabolico meccanismo ti spinge a cercare ed analizzare queste robacce indecenti?

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    1. Cerco di esorcizzare la voglia di schiantarli di botte a mani nude.
      Come dicevano gli Skiantos: "Mi viene una voglia/una voglia feroce/di dargli un rullo di Kartoni/di dargli un rullo di Kartoni/un rullo di Kartoni".

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  2. Porca miseria,nemmeno Senese riesce a salvarsi.Che panorama deprimente..

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    1. Alla monnezza non resiste nessuno, a quanto pare.

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  3. È un futuro che non ci sarà che sta divorando un presente che non c'è e un passato che non c'è più al prezzo delle nostre vite. Saluto Dom, mio amico, e nuovo lettore di questo stupendo blog.

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  4. In linea generale condivido quello che dici. Questi tributi spesso sono un'idiozia e sono solo per fare spettacolo, raramente dicono qualcosa di interessante e quando accade è lontano dagli occhi televisivi (vedi il tributo dello scorso anno di lindsay cooper di cui praticamente nessuno ha parlato).
    Inoltre vedere insieme jovanotti e ramazzotti, annulla quel che di buono ha potuto fare il cherubini, appartenendo a due mondi diversi fa apparire quello di jovanotti una totale finzione. Ma la televisione appiattisce tutto ed i soldi annullano le scelte individuali.
    Su Senese però ho tutte le mie perplessità. I suoi Napoli Centrale, su cui in parte ancora vive ( è di pochi giorni fa, un'ennesima reunion), dopo il primo album ricco di verve e novità appassirono subito e chi si ricorda i concerti dal vivo (anagraficamente sono avanzato e me li ricordo perfettamente) non erano irresistibili. ma non bisogna dimenticare che nasce con gli showmen e che a Sanremo cantava la stessa canzone di Mal, la sua nicchia di diversità è dovuta al fatto che non ha avuto successo commerciale

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    1. Napoli Centrale è appassito come tutto il prog italiano fuori dei Settanta. Sul valore di Senese si può discutere, ma non è questo il punto. Il punto è che Senese appartiene appassionatamente, visceralmente, a un mondo lontano anni luce sia da Jovanotti che da Ramazzotti. E che, sia a Jovanotti che a Ramazzotti, non frega assolutamente nulla né di Senese (usato come pupazzetto) né di Pino Daniele. Al di là dei valori artistici, peraltro ineguali.
      Una finta, una buffonata, un'operazione discografica di profilo infimo, che trasuda ipocrisia e cinismo, e utile, al più, a raccattare qualche dollaro in più.
      L'impressione finale che avranno tutti, a pelle, è che sia Senese che Daniele appartengono allo stesso mondo artistico e umano di Jovanotti e Ramazzotti. Prova un po' a dire chi ci perde e chi ci guadagna.

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  5. Pino Daniele non mi è mai piaciuto, però non si meritava (come non si merita nessuno) l'elegia di quella merdaccia di jovanotti.
    Anche a me dispiace per Senese...mi era simpatico.

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    1. Già.
      Chi lo ricordava con affetto ora lo reputa un venduto; i nuovi fan, invece, lo dimenticheranno in cinque secondi.

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