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domenica 3 maggio 2015

Red Hot Chili Peppers - Red Hot Chili Peppers (1984)/Freaky Style (1985) ovvero: svaghiamoci prima di chiudere bottega

Riemergo da quattro giorni di isolamento dalla metropoli.
Incredibile come la quasi totalità della vita digitale, cittadina, a certi ritmi campagnoli si riveli per quella che è: inessenziale.
Davvero: siamo immersi in una continua melma di cui non rimarrà traccia alcuna.
Di questa fanghiglia (a volte merda a volte melassa) mi son arrivati, nonostante la lontananza, alcuni schizzi: il discorso di un capoccia di uno dei maggiori sindacati italiani, uno che, da solo, basterebbe a rivalutare Cesare Lombroso; alcune note dal concerto del 1° maggio, assolutamente stucchevole, falso, melenso, ideologicamente insopportabile; e l'inaugurazione dell'Expo, una pagliacciata di dimensioni planetarie, come solo il capitalismo riesce a metter su: inutile, stupida, faraonica, dispendiosissima, rigonfia di tangenti; seppure utile al potere. 
Utilissima.
Gli schemi propagandistici, eseguiti con sacchiana precisione, son sempre gli stessi.
Schema 1 (schema vorrei-cantare-insieme-a-voi-in-magica-armonia): servirsi dei diritti civili e delle parole d'ordine di libertà e progresso per ottenere l'effetto contrario, ovvero un deciso avanzamento dell'ingiustizia economica e sociale (con il consenso di coloro che verranno privati di giustizia economica e sociale). Condensato: predicare bene e razzolare male. Esempio: Bisogna combattere la fame nel mondo! E come facciamo? Occorre razionalizzare, pianificare e intensificare la produzione di cibo! E come facciamo? Con gli OGM! La cooperazione internazionale sovranazionale! La cessione della produzione locale allo Stato che la delegherà alle grandi multinazionali! Siete d'accordo? Siiiiiiiiiii ... vorrei cantare insieme a voi in magica armonia ... et cetera et cetera ... già visto.
Schema 2 (schema Luke Skywalker): servirsi di cattivacci vestiti di nero per far divenire bianco e accettabile ciò che non lo è affatto. Condensato: se credete che noi siamo malvagi provate a vedere questi altri. Esempio: noi stiamo qui all'Expo per cercare una soluzione ai problemi della fame nel mondo, mica fischi! Certo siamo multinazionali amorali, potentati che badano solo al soldo, che distruggono intere nazioni per trarne il succo sanguinoso di rapine e sopraffazioni, ma guardate un poco chi sono i nostri antagonisti: i black bloc! Ma vi rendete conto di quanto sono pericolosi? Hanno bruciato ben due auto! Un cassonetto è stato rovesciato! Una vetrina è stata infranta! A una nonnina alla finestra è preso un infarto! Una vigilessa è ricoverata con un'unghia rotta! Assassini! E quelle scritte No Tav! Proprio mentre ci diamo da fare per risolvere problemi, per il progresso, assieme alla comunità scientifica! Non protestiamo noi! Siamo uomini del fare! Agiamo per il bene dell'umanità! Certo, con i nostri sbagli - siamo pur sempre uomini! - e i nostri errorucci ... ma per il bene di tutti e dei nostri figli! Et cetera et cetera ... tutto già visto e stra-visto. 
E va bene.
Oggi sono rientrato in città ... la solita vecchia Roma, sempre più decrepita, spettrale e lurida ... e sono rientrato nel flusso delle informazioni e delle menzogne ... quasi in tempo reale ...
Ormai non c'è speranza ... viviamo in un Truman Show ... tanto vale sperare in una accelerazione della disfatta ... a tutta velocità ... destination nowhere ... nel frattempo godiamoci un po' di musica ... stavolta ad alto potenziale coatto ... non male dopotutto ... bah!

domenica 17 agosto 2014

Present - Le poison qui rend fou (1985)

Transfuga dagli Univers Zero (parte del movimento Rock in Opposition assieme a Henry Cow, Aksak Maboul, Etron Fou Leloublan, fra gli altri), il chitarrista Trigaux assolda il vecchio compagno Denis e licenzia il secondo album del gruppo.
Progressive non facile, obliquo e perturbante come in alcune tirate zeuhl dei confinanti transalpini (soprattutto nei brevi inserti vocali della Pollaris). Trigaux, la mente dei Present, riesce a miscelare atmosfere da finis terrae (come nella prima metà del brano iniziale, 15'24'') con orchestrazioni sofisticate e complesse. Da ascoltare subito.
Roger Trigaux, chitarra; Alain Rochette, tastiere; Ferdinand Philippot, basso; Daniel Denis, percussioni; Marie-Anne Pollaris, voce.

mercoledì 21 maggio 2014

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 11 (La 1919/Klangstabil)

La 1919

La 1919 - L'enorme tragedia (1985). Following Eric's post of their Jouer. Spielen. To play CD, here comes the 1st ever tape by this Italian duo of Luciano Margorani and Piero Chianura . This time is more electronics oriented blending somekind of "future" jazzish electronics.
Released through ADN label.

La 1919/Chris Cutler/Charles Hayward/Roberto Zorzi - Jouer. Spielen. To play (1994). The Italian duo of Luciano Margorani and Piero Chianura (who comprise La 1919) skillfully craft fidgity, scrabbly, art rock constructs that owe a great debt to Massacre's fevered perambulations and which are, on this mid-90's release, beautifully underpinned by two of art rock's greatest and most distinctive drummers, Chris Cutler and Charles Hayward.

Klangstabil - Gioco bambino (2000). Part of a raft of releases that came out within a few years of one another, all utilizing the sounds of Nintendo's gamboy (sort of a precursor to whats happening now with the umpteen variants on the sound of the Buddha box) , though actually, this half German, half Italian group (an otherwise more specifically post-industrially geared outfit) had their go with this stuff a few years before Stock, Hausen & Walkman's Matt Wand and Poland's Gameboyzz Orchestra entered the fray. For someone like me that adores the idiotically blippy and childish tonalities of, say, Picky Picnic, mutated reconfigurations of candy coated bleep-bloop like this are aimed right at my pleasure receptors, though in the case of Klangstabil, they do about as much as one could to recontextualize the goof right out of these sounds (in a sort of Tietchen-y fashion), something that lends a curious frisson of it's own to the proceedings here. This lengthy CD has been divided into two parts.

lunedì 26 agosto 2013

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 6 (Doris Norton 1^ parte/2^ parte)



Doris Norton - Personal computer (1984). Doris is the wife of Antonio Bartoccetti (Antonius Rex and Jacula) and the mother of Anthony Bartoccetti, best known as Rexanthony. During the 80's she was sponsored by Apple Computer, and made a music program for IBM USA. She is the "voice" in Jacula and Antonius Rex LPs. Early experimenta/electro synth pop music all through. Her LP Artificial intelligence coming later today! If anyone has her LPs Under ground (1980). Parapsycho (1981). Raptus (1981) please contact me. I would appreciate a rip!

Doris Norton - Artificial intelligence (1985) ."At more than 19 months from the previous album Personal computer, Doris Norton, who is undoubtedly a leader in international computer music, has finally completed her latest work: the album Artificial intelligence (previous title: From art-physiol to artificial intelligence, changed before publishing). Quite besides the taste of the public and concerned who necessarily have to maintain an obvious subjectivity, there are objective data in the new album Artifical intelligence which can be summarized as absolute premiers at an international level. Amongst these are the following: 1-The whole was composed and programmed only with the alfanumerical keyboard of the computer. 2- The total of the notes and coded events takes to the number 124.648: of these 123.827 were coded with 'step time' procedure and the rest with real time procedure. Having done reduced the keyboard Doris Norton used only an hexaphonic JX.8P with memory processed by her and interfaced to the computer. 3-No drums were used, neither electronic nor much less acoustic. All the rhythmics were obtained by A.D.A. conversions and processing of wave ranges and with the use of expanders with a very special handling of envelopes, frequency, resonance, noise ..... 4-Doris Norton fed the computer the parameters of vowels and consonants of her own voice, like A, O, U, E, D, N, through an A.D.A conversion card; by processing these values and assembling them in phoneme in hundreds of different combination, various compressed resolutions she was able to make the computer sing a complete song in a totally human way (with the voice of Doris). 5-Many other yxith sounds resulting from A.D.A. conversions are present in this new album 'Artificial Intelligence', amongst these: pipe organ, plate, electric discharge, iron beat, birds, dog, harp, woods ... all sampled and handled by the computer. 'Artificial Intelligence' is a perfect example of how human intelligence can bend the coded 'artificial intelligence' to hits own will. ....."

Doris Norton - Automatic feeling (1986). Here's one more gem by Doris Norton.In 1986 she became an official consultant for IBM Computer Music and recorded two compact discs for IBM entitled Automatic feeling" and The double side of science (both in new age /computer sound and psychoactive music area).

giovedì 14 marzo 2013

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 1 (2+2=5/Trax-xtra)



Mutant sounds è uno dei più inossidabili blog dedicati alla musica sperimentale e d'avanguardia, con particolare predilezione (a volte persino compiaciuta) per i lavori più oscuri e dimenticati; quasi sempre rari, a volte rarissimi.
Dal 2007 (13 Gennaio) ad oggi ha listato più di tremila post. Col tempo i curatori hanno, però, rallentato gradualmente le pubblicazioni degli stessi viste le ripetute ed inevitabili disavventure con i più famosi hosting files (rapidshare in primo luogo). 
Ad oggi tutto il loro enorme archivio è, perciò, inaccessibile.
E tale resterà poiché, come hanno spiegato, pubblicheranno solo il nuovo materiale.
Ho pensato quindi di rendere almeno pubblici tutti i post di artisti italiani presenti in Mutant Sounds (corredati dal commento originale). 
Se l'iniziativa fosse meritoriamente intrapresa anche da altri blog ...
Buon ascolto.

2+2=5 - Into the future (1984)

Extremely rare dark minimal synth LP, released in 1984 through No Name records in Italy, containing 6 inserts. One of the crown jewels of minimal synth scene!

2+2=5 - Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore - odio (1985)

2nd LP by this minimal synth italian outfit. After their 1st privately released Into the future. They came back in 1985 with this mini LP released through Materiali Sonori. In the And also the trees, Fra Lippo Lippi vein here, totally sung in Italian, minimal weirdness.

V/A - Trax-xtra (1982)

Vinyl compilation released in september 1982 by Piermario Ciani (Italy). Every track was composed by various artists via mailing communications.
Artists list:

01 - piermario ciani (the compilation composer)
02 - vittore baroni
03 - spirocheta pergoli
04 - b sides
05 - martin hall
06 - enrico piva
07 - nocturnal emissions
08 - daniele ciullini
09 - de rezke
10 - scaini/plexy/gibson

The numbers in front of each track reffer to the above mentioned artists, that contributed the track respectively. Excellent electronic/experimental stuff!

mercoledì 17 ottobre 2012

Holger Czukay - Canaxis (1969)/[with David Sylvian] Plight & premonition (1988)/Flux & mutability (1989)/[with David Sylvian, Jon Hassell, Steve Jansen] Words with the shaman (1985)



Prima ancora dei mirabili Can, Holger Czukay, allievo di Stockhausen presso il centro studi di Darmstadt, era già grande. Egli sintetizzò, come il maestro, i due corni della musica d'avanguardia (musica concreta ed elettronica, fusa in elettroacustica) rivelandola ad un pubblico meno dotto; nel fondamentale Canaxis 5 (scritto con la collaborazione di Rolf Dammers), infatti, il versante concreto consiste nelle registrazioni di canti tradizionali (vietnamiti); tali elementi vengono poi distorti o giustapposti da flussi ed effetti elettronici. Il risultato fu il sorgere della world music, ovvero la ricreazione a nuova vita artistica (a livello mediato ed intellettuale) di un patrimonio musicale primevo ed incontaminato, in tal caso quello delle popolazioni del Sud-Est asiatico.
Canaxis in realtà arrivò subito dopo Telemusik di Karlheinz Stockhausen, registrato fra il Gennaio ed il Marzo 1966 per la Radiotelevisione giapponese, in cui venivano miscelati elementi etnici (cinesi, giapponesi, subsahariani ...) e modulazioni elettroniche. La derivazione, concettuale, è evidente, ma l'opera di Czukay, articolata in due suite, Boat-woman-song, 17'24 (preceduta da una citazione del duecentesco Adam de la Halle) e Canaxis, 20'11'', è superiore. Il materiale etnico viene sfarinato elettronicamente, ma ciò non costituisce un'umiliazione o una storpiatura, anzi: questi suoni ancestrali vengono arricchiti di nuovi toni arcani e rinascono, come detto, ad una superiore vita artistica.  
Canaxis è talmente potente da aver creato un proprio precursore, la composizione di Stockhausen. In realtà l'etnica e la world music (nel senso sopra accennato) nascono con Czukay.
Le collaborazioni alla pari con David Sylvian sono inevitabilmente inferiori, ma interessanti, specialmente l'eccellente Plight & premonition, composta da due suite (18'30'' e 16'22): nella prima, il capolavoro, ad un sommesso drone ronzante si avvinghiano, di volta in volta, accenni di flauto ed archi, effetti elettronici sino all'evocazione, per accumulo, di una smisurata e cangiante nebulosa sonora; la seconda, in cui è evidente l'intervento di Sylvian, si distende infinita e lineare come una prateria new-age.
Flux & mutability (16'57'' e 21'00''; interviene Jaki Liebezeit al flauto) è articolato secondo lo stesso schema e può dirsi una continuazione della seconda composizione di Plight con cui forma un corpo unico; entrambe le composizioni sono nobili e rilassate esplorazioni della mente, ma peccano di profondità; mancano i riverberi (anche politici) originati della sintesi fra popolare ed artificiale (o occidentale) e il fascino insondabile scaturito da quegli accostamenti.
L'EP Words with the shaman (contenuto nel più ampio Alchemy, dello stesso anno), registrato da David Sylvian subito dopo Brilliant trees, vede Czukay in veste di collaboratore (di minore importanza rispetto al percussionista Steve Jansen e al trombettista Jon Hassell); i quindici minuti, esornati dalle frippertronics, sono, però, un vero capolavoro, in special modo Ancient evening: una nenia antichissima, cantata durante un azzurro tramonto desertico e ritmata dalle percussioni moderne; autentica e toccante musica del mondo.

domenica 17 giugno 2012

Pussy Galore - Dial M for Motherfucker (1989)/Corpse love (1992; recordings 1985-1986)


Preceduto da altre brutalizzazioni, Right now (1987), Sugarshit sharp (1988) e una serie di singoli tribali degli inizi (raccolti in Corpse love [1992]), Dial m for motherfucker è uno degli apici della distruzione armonica perseguita dal rock sul finire del decennio.
Usare la parola 'tribale' può ingenerare errori pesanti; l'aggettivo è solo un indicazione, anzi una suggestione, valida per suscitare comprensioni immediate in chi legge. Un trucco verbale per trasporre le sensazioni auditive in parola scritta, spesso ingannevole. In realtà il rock non è quasi mai musica immediata (e tantomeno popolare); spesso ricicla suoni popolari (che, a loro volta, spesso, son di seconda mano), ma, anche nel caso dei Pussy Galore*, li media attraverso operazioni intellettuali di assoluto rilievo. Il fatto che tali fenomeni apparentemente grezzi nascano nelle università è una conferma del carattere mediato del rock: d'altronde il leader dei Galore è John Spencer, semiologo e cineasta. Tra i loro solchi ritroviamo echi del Beefheart coevo, Rolling Stones (sentire One hour later con sguaiataggini alla Jagger**), il voodoobilly dei Cramps, i primi God Bullies, ma gli aborti teriomorfi partoriti dai Nostri sono progetti studiati a freddo e scientemente organizzati riutilizzando cascami della musica blues di almeno un paio di decenni. L'impasto fangoso delle chitarre, il canto derubricato a grugnito e strida, le accelerazioni periclitanti, le percussioni ossessive delineano un quadro devolutivo, ma non degenere, in cui il primitivo è frutto di riorganizzazioni e delibazioni intellettuali.
In tal modo il ritorno alle origini è percorso rinnegando non il fatto musicale sorgivo (sicuramente popolare), ma la sua evoluzione, sia essa positiva oppure compiaciuta e stereotipa: solo un accademico intelligente avrebbe potuto far tanto.
Non è casuale, peraltro, che da cotanto concime nasceranno le malapiante più disparate e bizzarre: Jon Spencer Blues Explosion (Jon Spencer), Chrome Cranks e Bewitched (Bob Bert), Boss Hog (Cristina Martinez), Royal Trux (Neil Hagerty), Velvet Monkeys (Julie Cafritz): una serie eccezionale.
Corpse love, edito nel 1992, raccoglie le prime sconcertanti flatulenze di questi finti naïf: titoli come Teen pussy power, Dead meat, Asshole, Die bitch, Shit rain dovrebbero mettere sull’avviso i deboli di spirito: siamo al nadir del buon gusto e del bel canto; l’esecuzione, però, opera di veri cavernicoli, è ancora peggio. Insomma: un capolavoro.

* John Spencer, voce, chitarra; Julie Cafritz, chitarra; Neil Hagerty, chitarra; Cristina Martinez, organo; Bob Bert, batteria; Kurt Wolf, chitarra.
** I Nostri hanno sulla coscienza anche una coverizzazione, letale e completa, di Exile on Main Street, edita su cassetta nel 1986.

domenica 18 marzo 2012

My Bloody Valentine - EP 1985-1987/EP 1988-1991

Formatisi a Dublino nella prima metà degli anni Ottanta, My Bloody Valentine sono unanimente noti per la coppia Isn't anything e Loveless, registrati alla fine della decade.
Il loro suono, uno dei più caratteristici ed innovativi, è sostanziato, in tale fase più matura, da cascate di feedback chitarristici, distorsioni, e, pur secondariamente, da interventi elettronici: il risultato è un mantra celestiale e mesmerico, a tratti più apparentato alla nuova psichedelica che agli spigoli rock (e, in questo ultimo ambito, più ai Cocteau Twins che ai Jesus and Mary Chain).
I due album citati sono largamente diffusi in rete; non è così per gli EP: ho cercato, per quanto possibile, di ricostruire cronologicamente il progressivo formalizzarsi dello stile dei My Bloody Valentine (in parallelo coi cambi di formazione): dagli inizi, debitori della nuova corrente dark-wave (con influenza dei Cramps), sino alla svolta del 1987-1988, con l'ingresso in formazione della chitarrista Bilinda Butcher e la registrazione di You made me realise e Feed me with your kiss. 

1985 - This is your bloody valentine (David Conway, voce; Kevin Shields, chitarra, Colm O'Ciosoig, batteria; Debbie Googe, basso; Tina, organo)

01 - Forever and again
02 - Homelovin' guy
03 - Don't cramp my style
04 - Tiger in my tank
05 - The love gang
06 - Inferno
07 - The last supper

1985 - Geek!

01 - No place to go
02 - Moonlight
03 - Love machine
04 - Sandman never sleeps

1986 - The new record by My Bloody Valentine

01 - Lovelee sweet Darlene
02 - By the danger in your eyes
03 - Another rainy Saturday
04 - We're so beautiful

1987 – Sunny Sundae smile

01 - Sunny Sundae smile
02 - Sylvie's head
03 - Paint a rainbow
04 - Kiss the eclipse

1987 - Strawberry wine (Bilinda Butcher, chitarra; Kevin Shields, chitarra; Deborah Googe, basso; Colm O'Ciosoig, batteria)

01 - Strawberry wine
02 - Never say goodbye
03 - Can I touch you

1987 – Ecstasy

01 - She loves you no less
02 - The things I miss
03 - I don't need you
04 - (You're) Safe in your sleep (by this girl)
05 - Clair
06 - You're got nothing
07 - (Please) Lose yourself in me

1988 – Feed me with your kiss

01 - Feed me with your kiss
02 - I believe
03 - Emptiness inside
04 - I need no trust

1988 – You made me realise

01 - You made me realise
02 - Slow
03 - Thorn
04 - Cigarette in your bed
05 - Drive it all over me

1990 – Glider

01 - Soon
02 - Glider
03 - Don't ask why
04 - Off your face

1991 – Tremolo

01 - To here knows when
02 - Swallow
03 - Honey power 
04 - Moon song


 

giovedì 12 gennaio 2012

Fetchin Bones - Discografia 1985-1989


Originari della North Carolina i Fetchin’ Bones miscelano con felicità vari generi, dal folk country al rock garage. Tale virtù ne decretò il passaggio folgorante, ma inavvertito, nella seconda metà degli anni Ottanta e, anche oggi, epoca di improbabili ripescaggi, continuano a circolare pochissimo, almeno in Europa.
Probabilmente tale disattenzione risiede nella mancanza di vere hits; il gruppo è incapace di coagulare il suono trascinante e concitato in alcuni pezzi facilmente individuabili, gli unici che l’industria dominante (e quindi, spiace dirlo, il pubblico) possa sanzionare con la piena riconoscibilità (e i pieni riconoscimenti in termini pubblicitari e di venduto).
E’ un peccato perché questo loro primo album abbonda di canzoni memorabili: le chitarre di Gary White e Aaron Plotkin s’accendono nervose (Briefcase, Kitchen of life) o indulgono alla ballata (Spinning o la bellissima Too much con inserti preziosi della violinista Danna Pentes) sempre assecondati dalle grandi interpretazioni di Hope Nicholls, nevrotiche e scatenate, eppure sempre in controllo; la sua voce ricorda (ascoltare A fable) indubbiamente la migliore Patti Smith, ma sono sicuro che la grande vecchia, onusta di gloria, non vorrebbe mai che la terribile Nicholls aprisse le sue esibizioni: qualcuno potrebbe fare confronti.
In ultima analisi Cabin flounder, assieme ai due successivi Bad pumpkin e Galaxy 500, ci appare simile a certi romanzi di cui abbiamo scorso con piacere alcune pagine, ma che solo retrospettivamente, si lasciano cogliere nella loro interezza ed eccellenza. Il livello dell'esordio, peraltro, rimane intatto ad onta delle dolorose defezioni, in special modo del chitarrista Gary White.
Il loro ultimo episodio conferma una lenta trasmutazione in un sentire meno immediato e spontaneo e più 'urbano'; anzi, proprio in Monster la purezza irsuta dei primi lavori si derubrica ad un compatto incedere quasi hard rock in vista, forse, di insinuarsi nel montante fenomeno grunge. Si tratta di pecche minori, tuttavia, che non scalfiscono l'assoluta freschezza della loro produzione.