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mercoledì 6 gennaio 2016

Pierre Boulez conducts Zappa - The perfect stranger (1984)

Morto Pierre Boulez.
Se ne è accorto qualcuno?
Certo, la notizia qua e là è trapelata, ma poca roba.
Poi ci si lamenta dell'invasione dei profughi. Del dilagare dell'Islam.
Della colonizzazione dei McDonald's.
Del proliferare del commercio cinese.
Del declino industriale europeo.
Se la nostra, di cultura, non esiste più, o è dimenticata, o addirittura dileggiata, e, anzi, nel dileggio di ciò che siamo stati consiste il successo dell'arte attuale - allora cosa dovremmo opporre a tali invasioni?
Niente.
E, infatti, tali siamo: niente.

* * * * * 

Per il download da un cloud cinese basta spuntare la casella e cliccare sul simbolo universale del download (下載 in cinese) e il tutto si avvierà automaticamente

domenica 3 maggio 2015

Red Hot Chili Peppers - Red Hot Chili Peppers (1984)/Freaky Style (1985) ovvero: svaghiamoci prima di chiudere bottega

Riemergo da quattro giorni di isolamento dalla metropoli.
Incredibile come la quasi totalità della vita digitale, cittadina, a certi ritmi campagnoli si riveli per quella che è: inessenziale.
Davvero: siamo immersi in una continua melma di cui non rimarrà traccia alcuna.
Di questa fanghiglia (a volte merda a volte melassa) mi son arrivati, nonostante la lontananza, alcuni schizzi: il discorso di un capoccia di uno dei maggiori sindacati italiani, uno che, da solo, basterebbe a rivalutare Cesare Lombroso; alcune note dal concerto del 1° maggio, assolutamente stucchevole, falso, melenso, ideologicamente insopportabile; e l'inaugurazione dell'Expo, una pagliacciata di dimensioni planetarie, come solo il capitalismo riesce a metter su: inutile, stupida, faraonica, dispendiosissima, rigonfia di tangenti; seppure utile al potere. 
Utilissima.
Gli schemi propagandistici, eseguiti con sacchiana precisione, son sempre gli stessi.
Schema 1 (schema vorrei-cantare-insieme-a-voi-in-magica-armonia): servirsi dei diritti civili e delle parole d'ordine di libertà e progresso per ottenere l'effetto contrario, ovvero un deciso avanzamento dell'ingiustizia economica e sociale (con il consenso di coloro che verranno privati di giustizia economica e sociale). Condensato: predicare bene e razzolare male. Esempio: Bisogna combattere la fame nel mondo! E come facciamo? Occorre razionalizzare, pianificare e intensificare la produzione di cibo! E come facciamo? Con gli OGM! La cooperazione internazionale sovranazionale! La cessione della produzione locale allo Stato che la delegherà alle grandi multinazionali! Siete d'accordo? Siiiiiiiiiii ... vorrei cantare insieme a voi in magica armonia ... et cetera et cetera ... già visto.
Schema 2 (schema Luke Skywalker): servirsi di cattivacci vestiti di nero per far divenire bianco e accettabile ciò che non lo è affatto. Condensato: se credete che noi siamo malvagi provate a vedere questi altri. Esempio: noi stiamo qui all'Expo per cercare una soluzione ai problemi della fame nel mondo, mica fischi! Certo siamo multinazionali amorali, potentati che badano solo al soldo, che distruggono intere nazioni per trarne il succo sanguinoso di rapine e sopraffazioni, ma guardate un poco chi sono i nostri antagonisti: i black bloc! Ma vi rendete conto di quanto sono pericolosi? Hanno bruciato ben due auto! Un cassonetto è stato rovesciato! Una vetrina è stata infranta! A una nonnina alla finestra è preso un infarto! Una vigilessa è ricoverata con un'unghia rotta! Assassini! E quelle scritte No Tav! Proprio mentre ci diamo da fare per risolvere problemi, per il progresso, assieme alla comunità scientifica! Non protestiamo noi! Siamo uomini del fare! Agiamo per il bene dell'umanità! Certo, con i nostri sbagli - siamo pur sempre uomini! - e i nostri errorucci ... ma per il bene di tutti e dei nostri figli! Et cetera et cetera ... tutto già visto e stra-visto. 
E va bene.
Oggi sono rientrato in città ... la solita vecchia Roma, sempre più decrepita, spettrale e lurida ... e sono rientrato nel flusso delle informazioni e delle menzogne ... quasi in tempo reale ...
Ormai non c'è speranza ... viviamo in un Truman Show ... tanto vale sperare in una accelerazione della disfatta ... a tutta velocità ... destination nowhere ... nel frattempo godiamoci un po' di musica ... stavolta ad alto potenziale coatto ... non male dopotutto ... bah!

mercoledì 1 aprile 2015

Duran Duran - Arena (1984)

Ma quale onore delle armi! Hanno vinto e basta.
A distanza di trent'anni non sono neanche tanto male ... nostalgicamente trascinante il ritornello di Hungry like the wolf ... così come quello di Rio e Is there nothing I should know ... sciocchina Wild boys ... non stomachevole Save a prayer ... discrete Planet earth e Girls on film ... anche loro reggono sufficientemente le scudisciate del tempo, unico vero facitore di sentenze inappellabili ... 
In fondo un gruppo come tanti sull'onda della new wave più leggera, ma benedetto da una manciata di singoli fortunati (il che torna a loro merito) e dall'inspiegabile fregola delle adolescenti per un tipo ordinario e sfiatato come Simon Le Bon ... l'attrazione  per Simon Le Bon, ci fecero pure un film ... evidentemente a ogni volgere del grande anno pubblicitario (di cui il popolo ignora l'estensione) scattano inconsulti alcuni ormoni generazionali e il gioco è fatto ...

"In touch with the ground
I'm on the hunt down I'm after you
smell like I sound I'm lost in a crowd.
And I'm hungry like the wolf.
straddle the line in discord and rhyme
I'm on the hunt down I'm after you.
mouth is alive with juices like wine
and I'm hungry like the wolf ..."

Se penso a tutti gli sfottimenti dei primi anni del liceo ... gli sfigati a difendere Genesis e Neil Young e le sciocchine (e pure parecchi maschi) a difendere questi bei tipi ... ma come si chiamavano quelli che non erano sfigati allora? Paninari? Tozzi? Avevano il Moncler, se ricordo bene ... mi hanno tolto pure il gusto di fare l'alternativo inconsapevole ... si era sfigati e basta ... ma cattivi parecchio .. ah sì, questo lo ammetto ... allora un coglione era un coglione ... non che adesso abbia dubbi, ma, vista la proliferazione del tipo in questione, preferisco tacere.
Ma, insomma, i Duran Duran li rivaluti o no?
No, no .. assolutamente no ... eppure hanno vinto ... non sanno neanche loro quanto ...

lunedì 16 febbraio 2015

David Bowie - Strange fascination (live in LA, September 5 1974) ovvero: la dittatura arriva a passo di Carnevale

Se tutti i bootleg fossero così ... registrazione di buona qualità, bravi interpreti, e alcune delle migliori canzoni pre-1974, comprese quelle che mi premevano, quelle di Diamond dogs (1974), volgarizzazione rock del 1984 di George Orwell ...
Tante chiacchiere su Orwell, al liceo, all'università, e ora che ci siamo dentro nessuno osa fiatare ... l'Italia nel proprio 1984 ci sta entrando a passo di Carnevale, non sia mai ... in fondo siamo il paese della Commedia dell'Arte e non di Macbeth ... un vero ingresso trionfale, col passo dell'ubriaco, agghindata coi festoni di Sanremo, fra lanci di coriandoli, botti e vassoi di frappe e castagnole ... fra strepiti e applausi sfila il carro di Viareggio della democrazia: nani di cartapesta, giornalisti con la lingua prensile, mignottoni ridenti, i soliti molestatori di verità ...
A tratti (solo a tratti, poi mi ricompongo) rimango sorpreso, addirittura esterrefatto, dalla mancanza di qualsivoglia resistenza ... silenzio, alzate di spalle, mormorii, risatine ... e poco altro ... niente di nuovo sul fronte orientale? Macché, non si muove foglia ... settant'anni di repubblica liquidati sottobanco, mentre il popolino spara i mortaretti ... la Resistenza, Bella ciao, le fucilazioni, i costituenti, Pertini, Vassalli, Moro, Berlinguer, Almirante ... la nostra minuscola, tragica storia ... au cabinet, per dirla con il misantropo Alceste!
Volevo parlarvi di chissà quali cose ... in testa ho uno stormo di uccelli impazziti di odio e risentimento ... ad esempio di come Orwell ha scopiazzato Evgenij Zamjatin (il suo Noi anticipa 1984 di qualche decennio) ... e di come la libertà si dia via - sempre! - in cambio di una falsa promessa di felicità e benessere ... falsa!
Mi accorgo, però, di non avere voglia di continuare ... è anche tardi, invecchio ... il sangue si fa vecchio e non muove più la rabbia ... del resto, a chi interessa? 
Anch'io mi arrendo ai nuovi tempi.
Mi preparo alla guerra.

martedì 6 gennaio 2015

Byrds - 8 miles high (The very best of The Byrds 1964-1969) ovvero Otto, otto otto!

Uno non può rilassarsi neanche quando mangia ... neanche con le buone notizie. Una cretina - una qualsiasi - a uno dei tanti telegiornali: "Buone notizie in arrivo per i consumatori! Calano le bollette energetiche! L'Autorità per L'Energia Elettrica e il Gas ha deciso un taglio dei costi ... il risparmio per le famiglie italiane sarà di 72 Euri annui!". 72 (8x9), non uno di più, né uno di meno ... per carità ... precisione cartesiana. Come possiamo fidarci di gente che sbaglia stime per miliardi di euro la fessa non lo dice, ma dobbiamo fidarci ... quale alternativa c'è? E poi: che bella cifra tonda: otto. Otto, otto, otto. Altro che il 23 di Jim Carrey. Otto: il lato della scacchiera. Anzi: i quattro lati della scacchiera dove l'alto è basso, e la destra è la sinistra e viceversa, all'infinito. Otto, simbolo di chi sa. Iniziatico. Un bel numero: 8. Rovesciatelo su un fianco: ecco il simbolo dell'infinito, nientemeno. Perfetto. Come i suoi derivati: 2, 4, 16, 72, 80, 800.000 e via così.
Ossessivo otto.
80 Euro a tutti!
Entro 8 mesi nuovo Codice del Lavoro!
Soglia di sbarramento dell'Italicum: 8%
800.000 posti di lavoro, garantiti!
Premio di maggioranza dell'Italicum: 8%
Che la ripresa sia un + 0,4% o un + 0,8% non importa ...
Nel Def si stimava una ripresa di + 0,8%, ora la Commissione UE lo stima al - 0,4% ... 
Basta emendamenti! Su 100 modifiche possiamo parlare, su 8.000 no ...
Obiettivo: chiudere entro l'8 agosto (8.8) ...
Lavoriamo a una ripresa col b(8) ...
Giuramento il 22.2.2 (01)4 ...
C(ottarelli): tagli alle Regioni (4 miliardi) e agli Enti locali (2 miliardi) ... più frattaglie per 2: totale 8 miliardi ...
I risultati delle elezioni elettorali europee: i sottopanza del governo, uno di destra e l'altro di sinistra al 4% ... un filino proprio sopra la soglia del 4% ... fortunelli ... il padrino politico d'Italia, invece, si ferma al 16% (ma, chissà perché, non se ne duole) ... il Salvatore della Nuova Ausonia trionfa al 40,8% ... splendido multiplo del nuovo numero massonico/patriottico ... un capolavoro di simbologie esoteriche ... andiamo a votare, mi raccomando, che è tutto trasparente ... due pezzenti di Mafia Capitale al telefono: "La mia rete di scrutatori è al lavoro ... ti tratterò bene ... possiamo aggiungere parecchie schede ..." ... ma sì, aggiungiamole ... e questi erano pezzenti ... non oso immaginare a livello nazionale ... nella war room dei ministeri ... c'ha fatto pure un bel filmetto Joe Dante sull'inutilità delle elezioni in piena democrazia: Homecoming (tit. it. Candidato maledetto) ... alla signora nella war room della Casa Bianca non piacciono gli exit polls e allora fa una telefonatina ... i risultati si invertono subitanei, il perdente vince il vincente perde ... ovviamente Joe Dante pensava al 2000 e a Bush jr ... ma voi italioti non avete qualche deja vu?
Devo dirvi altro? So cosa state pensando ... il povero Vlad sta diventando pazzo ... Vero: come si fa a non diventare pazzi quando ti rendi conto che la realtà è una barzelletta e la democrazia - in piena era democratica - una finzione della propaganda più pervasiva e spietata? Le elezioni in Grecia: sicuri che vincerà il partito contro l'Euro? Sicuri?
Vi ricordate quel meraviglioso film di Sidney Pollack, I tre giorni del condor? Si parla di invasione del Medio Oriente, di pazzia, di esperimenti, di giochi ... la politica è un gioco sulla pelle dei popoli ... Nel finale Higgins (Cliff Robertson) si rivolge a Joseph Turner/Condor (Robert Redford) che ha mandato un resoconto al NYT sui crimini dei servizi segreti: "Sarai solo Turner, più solo e disperato che mai ... sei sicuro che lo stampano? Vai vai ... vai per la tua strada, ma dove arrivi se poi non lo stampano?". E Redford, che crede ancora nella democrazia: "Lo stampano". Higgins: "E cosa ne sai?". Redford ammutolisce.
1984 di Orwell (1984=8x31x8) era davvero una sciocchezzuola ... Solo Philip Dick ha reso con plastica tangibilità il dominio di Matrix ... ma la colpa è nostra: l'ignoranza e il menefreghismo sono colpe interamente nostre e ci porteranno alla disfatta ... ma, tranquilli, avrete almeno l'accompagnamento degli incolpevoli Byrds ... 36 canzoncine una meglio dell'altra.
Buon 2015 (2+0+1+5=8).
* * * * *
Ultima Ora!
Disoccupazione al 13,4% (1+3+4=8)
Persi 48 mila (6x8) posti di lavoro
Visco: persi 16 (8x2) miliardi di gettito per la criminalità
IMU e TASI: incasso totale di 44 (4+4) miliardi in un giorno
Agenzia Entrate: col decreto sulla frode fiscale si perdono 16 miliardi ...
IVA: la cresta su 16 miliardi ...

venerdì 5 dicembre 2014

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 15 (Minox/Monofonic Orchestra/Monuments)


Minox - Lazare (1986). Minox's art is atmosphere and refinement, melody and instinct, strength and vigor in splendid balance, an avant-garde trend that seeks contact with various artistic genres, without the ideological pretence of defining itself as total art. It does not limit itself only to sound but also moves toward the visual and literary arts, dance and theatre, image and poetry. Minox are already well known on the international front thanks to important collaborations and productions linked to the 'Bruxelles Sound' and tied to the Central-European movement developed in the 80s by labels such as Crammed and Les Disques du Crepuscule. The band has also authored music for theatrical pieces and the first mise-en-scène in 1985 gave birth to the single Suite maniacal for the Artzine Free for Industrie Discografiche Lacerba. One year later, their first album Lazare, produced by Steven Brown of Tuxedomoon, was released to great critical and public acclaim throughout Europe. Serious events subsequently mark the group's activity (Raffaele Banci and Enrico Faggioli, two members of the first Minox line up died in '86) so Mirco Magnani and Marco Monfardini spend a long period of time away from the musical scene, dedicating themselves exclusively to sound experimentation and research, after recording an album which unfortunately never came to be released. They make their comeback in 1991, with a musical-theatrical production entitled "Minox play Lorca", a critical re-reading of the folk songs and the theatrical music of Federico Garcia Lorca.In 1994, Marco and Mirco found their independent label Suite inc. and break the label in with the CD single "Plaza", a release that pieces together the legacy left behind by their collaboration with the legendary Industrie Discografiche Lacerba. A year later they produce B movie show a concept album featuring 4Dkiller, Dubital and Minox which is something of a complex soundtrack to image-less B Movies. This occasion marks the debut of 4Dkiller, a project of electronic syntheses, the fruit of Minox's persistent dedication to sound research and experimentation. Under this guise, they come to remix several of Minox and Dubital's tracks. Over the next two years Minox produce and mix Dubital ep, Ignoranza & cultura, Lite and Technophonic Chamber Orchestra's 1998 release Beats and movements. During the summer of 1998 Minox releases their limited edition CD Single U turn featuring Lydia Lunch and making with her an interesting italian tour. During 2000 Minox went to the studio to work with their friends and collaborators from 1986 Steven Brown and Blaine L. Reininger of Tuxedomoon. A tour with Steven Brown in Italy followed, and on November 2001 has seen the light their new album Downworks featuring The Gentle People, Lydia Lunch, Nobukazu Takemura, Blaine L. Reininger and more.In 2003 Minox have direct the 4th volume of the thematic series Suitable Suitable #3 the downbeatniks and have produced the debut album of Enfantronique "Ecole 72" in 2004 they have produced Nemoretum sonata the second album of Technophonic Chamber Orchestra. Actually Minox are working on their new album, they've invited Jan Jelinek (aka Farben, Gramm - Scape, de) and Dictaphone (City Center Office, de) and are compiling "Suite inc. classics" featuring Murcof, Daedelus, Jan Jelinek, Nobukazu Takemura, etc.
Great atmospheric minimal synth MLP much in the mid 80s european vein of Tuxedomoon...not suprising though as this was produced by Mr Steven Brown.

Monofonic Orchestra - Friends' portraits (1981). Awesome mutated avant synth wave into quasi-R.I.O. of an exceedingly ZNR-like sort. What Monofonic Orchestra share with Hector Zazou and Joseph Racaille's ZNR (specifically their antically eccentric Barricade 3 album) is a propensity for wedding Satie-esque piano-led delicacy with with sudden surges of giddy, circus-y avant electropop. Just beautiful.

Monuments - Age (1984). Another crown jewel of the early 80s minimal synth scene. Scanner broken down so no pic sleeve scan

mercoledì 9 luglio 2014

Current 93 - Nature unveiled (1984)

"Forse la terra è l'inferno di qualche altro pianeta" (Aldous Huxley)

J. L. Borges, Lo specchio degli enigmi: "Un versetto di San Paolo (1 Cor, 13, 12) ispirò Léon Bloy. "Videmus nunc per speculum in aenigmate: tunc autem facie ad faciem. Nunc cognosco ex parte: tunc autem cognoscam sicut et cognitus sum" ... Cipriano de Valera [traduce]: "Ora vediamo attraverso uno specchio, nell'oscurità; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte; ma allora conoscerò come sono conosciuto" ... Cipriano de Valera (e Léon Bloy) [si riferiscono] alla nostra visione generale.
A quanto ne so, Bloy non dette alla sua congettura una forma definitiva. Sparse per la sua opera frammentaria (nella quale abbondano, come tutti sanno, la lagnanza e l'ingiuria), ci sono versioni o facce distinte. Eccone alcune, che ho tratto dalle pagine clamorose di Le mendiant ingrat, di Le Vieux de la montagne e di L'invendable. Non credo di averle esaurite: spero che qualche specialista in Léon Bloy (io non sono tale) le completi e le rettifichi.
La prima è del giugno del 1894. La traduco così: "La frase di san Paolo: Videmus nunc per speculum in aenigmate è come un lucernario dal quale immergersi nell'Abisso vero, che è l'anima dell'uomo. La paurosa immensità degli abissi del firmamento è un'illusione, un riflesso esteriore dei nostri abissi, percepiti in uno specchio. Dobbiamo invertire i nostri occhi ed esercitare un'astronomia sublime nell'infinito dei nostri cuori, per i quali Dio volle morire ... Se vediamo la Via Lattea, è perché esiste veramente nella nostra anima".
La seconda è del novembre dello stesso anno. "Ricordo una delle mie idee più antiche. Lo Zar è il capo e il padre spirituale di centocinquanta milioni di uomini. Atroce responsabilità che è solo apparente. Forse non è responsabile, davanti a Dio, che di pochi esseri umani. Se i poveri del suo impero sono oppressi durante il suo regno, se da questo regno derivano catastrofi immense, chi sa se il servo incaricato di lustrargli gli stivali non è il vero e solo colpevole? Nelle disposizioni misteriose della Profondità, chi è veramente Zar, chi è re, chi può vantarsi di essere un semplice servo?".
La terza appartiene a una lettera scritta in Dicembre: "Tutto è simbolo, anche il dolore più lacerante. Siamo dormienti che gridano nel sonno. Non sappiamo se la cosa che ci affligge non sia il principio segreto della nostra gioia futura. Vediamo ora, afferma san Paolo, per speculum in aenigmate, letteralmente: 'in enigma per mezzo di uno specchio' e non vedremo in altro modo fino alla venuta di Colui che è tutto avvolto da fiamme e che deve mostrarci tutte le cose".
La quarta è del maggio del 1904. "Per speculum in aenigmate, dice San Paolo. Vediamo tutte le cose al rovescio. Quando crediamo di dare, riceviamo, ecc. Allora (mi dice una cara anima angustiata) noi stiamo in cielo e Dio soffre sulla terra".
La quinta è del maggio del 1908. "Terrificante idea di Giovanna, a proposito del testo Per speculum. I godimenti di questo mondo sarebbero i tormenti dell'inferno, visti al rovescio, in uno specchio".
La sesta è del 1912. In ciascuna delle pagine di L'anima di Napoleone, libro il cui proposito è decifrare il simbolo Napoleone, considerato come precursore di un altro eroe - uomo e simbolico anche lui - che sta nascosto nel futuro. Basterà citare due passi. Uno: "Ogni uomo è sulla terra per simboleggiare qualcosa che ignora e per realizzare una particella, o una montagna, dei materiali invisibili che serviranno per edificare la Città di Dio". L'altro: "Non c'è sulla terra essere umano capace di affermare chi egli sia, con certezza. Nessuno sa che cosa è venuto a fare in questo mondo, a che cosa corrispondono i suoi atti, i suoi sentimenti, le sue idee, né qual è il suo nome vero, il suo imperituro Nome nel registro della Luce ... La storia è un immenso testo liturgico nel quale le iota e i punti non valgono meno dei versetti o dei capitoli interi, ma l'importanza degli uni e degli altri è indeterminabile e sta profondamente nascosta".
Gli esseri umani sono pedine inconsapevoli di un disegno di cui sfugge (e sempre sfuggirà) la trama complessiva. Sono d'accordo. Unica mia obiezione: Dio, il Dio di Bly, non esiste; esiste, invece, il suo opposto: Ubik, il Demiurgo malvagio, Azathoth, Satana.
Siamo pezzi su una scacchiera la cui unica ratio è il caso, l'infelicità e la Morte. 
David Tibet (demiurgo dei Current), forse, acconsentirebbe.

giovedì 27 marzo 2014

Violent Femmes - Violent Femmes (1983)/Hallowed ground (1984)


1983 ... 1984 .. due dei dischi simbolo di quegli anni. Anni che non credevo di poter rimpiangere ... Da Milwaukee, Wisconsin, le Pappemolli Violente. Gli anni Ottanta: solo a riconsiderare le cotonature delle femmine e le imbottiture delle spalle nei vestiti ... ragazzi: sono anni irrecuperabili. E il cinema poi: tutti pazzi per Ghostbusters e Ritorno al futuro. Primi brividi erotici: La chiave, con Stefania Sandrelli, e Fotografando Patrizia con Monica Guerritore: il convento questo passava ... Chissà cosa portarci appresso da questi di anni: nulla, posso anticiparlo. Anni Ottanta, allora: esce (quasi sicuramente su Ciao 2001) la recensione di Hallowed ground. Entusiastica o giù di lì. A questo punto scatta la ricerca ... oggi, lo ripeterò all'infinito, nessuno può immaginare cosa significasse, trent'anni fa, cercare un disco: niente Internet, niente cataloghi, libri fermi con le lancette sugli anni Settanta ... un deserto ... indagini al buio ... si assediavano i commessi dei negozi ... qualcuno aveva notizie di prima mano ... sì, dovrebbe arrivare nei prossimi giorni ... oppure no: solo d'importazione ... oppure la sentenza: costa ventimila: una mazzata. Oppure, quando avevi sganciato una somma ragionevole (dalle tredici alle quindici mila), e te andavi con la tua busta quadrata, gialla o bianca o nera (sopra i caratteri immaginifici del logo della rivendita), scattava, perfida, la coltellata del bastardo dietro il banco: "Bel disco quello, bello ... però, non me lo ricordavo, non te l'ho detto prima ... ma quello che hanno fatto l'anno scorso ... eh sì, il primo ... come si chiamava? Ehhhh ... boh ... mi sa lo stesso ... Violent Femmes ... sì sì ... omonimo, insomma ... quello ce l'ho su cassetta ... l'ho riversato ... eh, quello sì ... nooo e certo, se lo do a tutti sto fresco ... chissà ... forse la prossima settimana ... bisogna controllare in magazzino ...". E si ricominciava. 
Ahi serva Italia di dolore ostello, cosa mi fai rimpiangere ... no, non rimpiango la mia giovinezza, rimpiango quell'Italia lì.

martedì 29 ottobre 2013

Lou Reed - Lou Reed live in Italy (1984)


Inutile girarci intorno, un omaggio è doveroso. Quando scoccavano i primissimi anni Ottanta, 1980-1982, quella fugace, malferma e magica continuazione del decennio in cui avrei voluto vivere avendo vent'anni e più cervello; quando le guide musicali, al pari delle lire, latitavano; quando i negozi di dischi vendevano solo dischi; quando gli MP3 erano nella mente del Dio del Rock, certi album ingigantivano nell'immaginario dei quattordicenni brufolosi come un sogno erotico.
Non solo possedere, ma anche solo intravedere certe copertine regalava brividi mai più provati. A dir la verità mi capita ancora adesso a qualche mostra vintage, ma  allora era un'altra cosa.
Uno dei feticci era Transformer (quello con David Bowie ai cori di Satellite of love!) e, prima ancora, Rock and roll animal, una meraviglia live, con Lady Day; anzi no, macché live, fermi tutti, bisogna comprare Berlin, questo è il vero capolavoro asociale di Reed, altro che Transformer; contrordine! Prima ancora ci sono i Velvet Underground (non lo sapevate, coglioni?) e il primo disco (di cui si ignorava il colore della banana: gialla o rosa?): questo è il massimo, ragazzi, anche se, lo ammetto, qualcuno dice che, però, forse, è meglio il secondo dei VU perché ci sono White light white heatThe gift e Sister Ray: cosa dice Bertoncelli di Sister Ray, guarda un po' quella cazzo di guida che hai fregato a casa del porco ricco della classe ... Oh, dico, Sister Ray, venti minuti, vogliamo mettere, questa è musica free form, mica il melodismo della crucca che c'era prima ...
La morte di Lou Reed, e così sarà per i magnifici brontosauri ancora in giro (Dylan, Bowie, Jagger, Townsend), porta via non solo l'artista, ma proprio una parte di se stessi, anzi una parte di quelle ingenuità che, al pari delle esperienze più durature e immortali, formano la nostra personalità.
Basta, non ho altro da dire. 
Questo live l'ho sentito mille volte e Rock 'n' roll, il pezzo finale, mille volte più una.

lunedì 26 agosto 2013

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 6 (Doris Norton 1^ parte/2^ parte)



Doris Norton - Personal computer (1984). Doris is the wife of Antonio Bartoccetti (Antonius Rex and Jacula) and the mother of Anthony Bartoccetti, best known as Rexanthony. During the 80's she was sponsored by Apple Computer, and made a music program for IBM USA. She is the "voice" in Jacula and Antonius Rex LPs. Early experimenta/electro synth pop music all through. Her LP Artificial intelligence coming later today! If anyone has her LPs Under ground (1980). Parapsycho (1981). Raptus (1981) please contact me. I would appreciate a rip!

Doris Norton - Artificial intelligence (1985) ."At more than 19 months from the previous album Personal computer, Doris Norton, who is undoubtedly a leader in international computer music, has finally completed her latest work: the album Artificial intelligence (previous title: From art-physiol to artificial intelligence, changed before publishing). Quite besides the taste of the public and concerned who necessarily have to maintain an obvious subjectivity, there are objective data in the new album Artifical intelligence which can be summarized as absolute premiers at an international level. Amongst these are the following: 1-The whole was composed and programmed only with the alfanumerical keyboard of the computer. 2- The total of the notes and coded events takes to the number 124.648: of these 123.827 were coded with 'step time' procedure and the rest with real time procedure. Having done reduced the keyboard Doris Norton used only an hexaphonic JX.8P with memory processed by her and interfaced to the computer. 3-No drums were used, neither electronic nor much less acoustic. All the rhythmics were obtained by A.D.A. conversions and processing of wave ranges and with the use of expanders with a very special handling of envelopes, frequency, resonance, noise ..... 4-Doris Norton fed the computer the parameters of vowels and consonants of her own voice, like A, O, U, E, D, N, through an A.D.A conversion card; by processing these values and assembling them in phoneme in hundreds of different combination, various compressed resolutions she was able to make the computer sing a complete song in a totally human way (with the voice of Doris). 5-Many other yxith sounds resulting from A.D.A. conversions are present in this new album 'Artificial Intelligence', amongst these: pipe organ, plate, electric discharge, iron beat, birds, dog, harp, woods ... all sampled and handled by the computer. 'Artificial Intelligence' is a perfect example of how human intelligence can bend the coded 'artificial intelligence' to hits own will. ....."

Doris Norton - Automatic feeling (1986). Here's one more gem by Doris Norton.In 1986 she became an official consultant for IBM Computer Music and recorded two compact discs for IBM entitled Automatic feeling" and The double side of science (both in new age /computer sound and psychoactive music area).

giovedì 14 marzo 2013

Mutant Sounds reborn - The Italian posts of Mutant Sounds vol. 1 (2+2=5/Trax-xtra)



Mutant sounds è uno dei più inossidabili blog dedicati alla musica sperimentale e d'avanguardia, con particolare predilezione (a volte persino compiaciuta) per i lavori più oscuri e dimenticati; quasi sempre rari, a volte rarissimi.
Dal 2007 (13 Gennaio) ad oggi ha listato più di tremila post. Col tempo i curatori hanno, però, rallentato gradualmente le pubblicazioni degli stessi viste le ripetute ed inevitabili disavventure con i più famosi hosting files (rapidshare in primo luogo). 
Ad oggi tutto il loro enorme archivio è, perciò, inaccessibile.
E tale resterà poiché, come hanno spiegato, pubblicheranno solo il nuovo materiale.
Ho pensato quindi di rendere almeno pubblici tutti i post di artisti italiani presenti in Mutant Sounds (corredati dal commento originale). 
Se l'iniziativa fosse meritoriamente intrapresa anche da altri blog ...
Buon ascolto.

2+2=5 - Into the future (1984)

Extremely rare dark minimal synth LP, released in 1984 through No Name records in Italy, containing 6 inserts. One of the crown jewels of minimal synth scene!

2+2=5 - Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore - odio (1985)

2nd LP by this minimal synth italian outfit. After their 1st privately released Into the future. They came back in 1985 with this mini LP released through Materiali Sonori. In the And also the trees, Fra Lippo Lippi vein here, totally sung in Italian, minimal weirdness.

V/A - Trax-xtra (1982)

Vinyl compilation released in september 1982 by Piermario Ciani (Italy). Every track was composed by various artists via mailing communications.
Artists list:

01 - piermario ciani (the compilation composer)
02 - vittore baroni
03 - spirocheta pergoli
04 - b sides
05 - martin hall
06 - enrico piva
07 - nocturnal emissions
08 - daniele ciullini
09 - de rezke
10 - scaini/plexy/gibson

The numbers in front of each track reffer to the above mentioned artists, that contributed the track respectively. Excellent electronic/experimental stuff!

giovedì 22 marzo 2012

Swans – Discografia completa 1/3: Filth (1983)/Cop (1984)/Greed (1986)



Fondati a New York da Michael Gira e Jonathan Kane, nei primi anni Ottanta, gli Swans* hanno dato vita, in quasi trent'anni (l'ultimo disco, dopo quattordici anni di silenzio è del 2010), a una delle discografie più radicali ed impervie mai esibite dal rock.
Discendono dai Chrome, preconizzano l'industrial più cupo (quello dei Cop Shoot Cop, ad esempio), e, ideologicamente, sono affini ai Throbbing Gristle; pur privi del fascino nichilista e morboso degli inglesi, essi calcano però, consapevolmente, i sentieri da loro tracciati nei territori più desolati dell'animo umano; anzi, l'impressione è che, dopo le vociferazioni di Genesis P. Orridge e compagni, tutto sia stato detto o fatto: non rimane, da un luogo eminente che abbracci la sconfinata desertificazione dell'umanità attuale, che decretare la fine della speranza e recitare le ultime definitive litanie funebri. Il turiferario Michael Gira, su un tappeto di chitarra noise e d'una monumentale sezione ritmica, declama, angoscioso, il desolante lascito testamentario sulla“più perniciosa razza di ributtanti vermiciattoli cui la natura abbia mai permesso di strisciare sulla terra”*.
Filth (Right wrong, Stay here, Gang) è una collezione di disperanti trenodie; Cop ripete la struttura della precedente opera, ma, se possibile, ne accentua le cadenze rituali: il suono è più rallentato e massiccio, grazie alla chitarra di Westberg che amplia il suo imperio, con distorsioni e feeback inesorabili (Your property, Thug, Cop, una Half life alla Black Sabbath); Gira ruggisce come un predicatore millenarista.
Siamo in territori di confine; oltre non si trova che la dissoluzione, musicale e concettuale. Un passo decisivo di fronte al quale letterati, filosofi e scienziati sommi vacillarono: alcuni scelsero il silenzio; altri il gran rifiuto, i più conseguenti s'incamminarono oltre. Fuori dell'angusto cono di luce della ragione umana ci si spinge a proprio rischio: il prezzo da pagare è enorme: Nietzsche e Cantor, fra gli altri, impazzirono coerentemente; Huysmans si gettò ai piedi della croce (l'alternativa era un proiettile nel cervello); Gira si ritrae dall'orizzonte degli eventi che rischiava di inghiottirlo (e di indurlo artisticamente alla catatonia e all'autoparodia) e, grazie alla collaborazione di Jane Jarboe (voce e tastiere; sua compagna anche nella vita), derubrica l'impatto delle prime incursioni in un suono più sommesso, vicino ad alcuni accenti di Black Tape for a Blue Girl, ma, a differenza di questi, semplice e austero come un chiaroscuro d'architettura gotica; la bellissima Fool, lenta e profonda come una processione liturgica, assieme a Greed e Heaven, riassumono la nuova estetica degli Swans.
Nei capitoli successivi tale svolta partorirà i capolavori Children of god e White light from the mouth of infinity, che pubblicheremo (assieme a tutti gli album e gli EP di studio).

* Michael Gira, voce; Harry Crosby, basso; Norman Westberg, chitarra; Jonathan Kane, batteria; Roli Mosimann, batteria; Jane Jarboe (Greed), tastiere.
** Jonathan Swift, Gulliver's travels (righe finali dell'episodio di Brobdingnag).

lunedì 10 ottobre 2011

Tragic Mulatto - The suspect-No juice (1983)/Judo for the blind (1984)/Locos por el sexo (1987)/Hot man pussy (1989)/Chartreuse Toulouse (1990)


I Tragic Mulatto*, da San Francisco, vantano, a tutt’oggi, la discografia più compattamente eccentrica del rock d’avanguardia mondiale (quattro opere tutte di alto livello).
La loro prima testimonianza musicale (preceduta da un 7’’ rivelatore), l’incredibile EP Judo for the blind, è già un evento: sedici minuti di allucinato cabaret per sezione ritmica e fiati che anche il Cristo della copertina, assiso sulla coppa del cesso, pare subire con assorta rassegnazione (mentre una [santa?] figura femminile irrora la propria vulva in una vasca); otto composizioni di circa due minuti l’una, in cui un ossessivo tam tam e i singulti del basso sostengono il sassofono e la tromba che se ne vanno a spasso sbarazzini mentre Shanksley declama le più empie provocazioni. Tac squad (“I believe in God, family and McDonalds”), le gemelle Not my barn dance e Not in my movie (orge con fiati impazziti, strilli di maiale e abbaiamenti in cui si richiama lo Zappa più discorsivo e goliarda) e la scorrevole Stop my hand si imprimono subito nella memoria anche se il disco vola via in un baleno. Il Siciliano di California e Beefheart sono paragoni inevitabili, ma i Nostri fanno storia a parte.
Tale stuzzicante anteprima prepara il pasto appena più sostanzioso di Locos por el sexo, ancora otto brani per poco più di mezzora. I Mulatto, ridotti a quattro elementi, abbandonano il free-jazz dell’esordio, le cadenze si fanno più pesanti (compare la chitarra) e si aggiunge la voce di ‘Flatula’ Lee Roth (probabilmente già al sassofono nel precedente disco), urlatrice coprolalica di prim’ordine. Si comincia con Freddy, sbracato rock-blues in cui la cantilena dissacrante di Roth sul galateo spermatico viene contrappuntata dai latrati di Shanksley che innervano anche l’eccezionale Sexy money: qui la voce del Reverendo, il consueto bulldozer ritmico e una chitarra sporchissima formano il blocco sonoro che, davvero inopinatamente, viene interrotto dagli assoli di tuba di Flatula. Quest’ultima, peraltro, diviene progressivamente padrona del disco grazie alle interpretazioni sfrenate, che oscillano fra sguaiataggine e isterismo, ed alle geniali inserzioni di sassofono in Potato wine, Underwear maintenance e nel capolavoro Twerpenstein.
I
l successivo Hot man pussy (in copertina si sbeffeggia l’Adamo di Lucas Cranach!) perde molto della sua ribalderia circense limitando le scorrerie dei fiati allo straniamento di pezzi quasi canonici (Fist of the fleet, Hardcore bigot scum get stubbed con assolo di tuba di Flatula, ribattezzatasi Fistula, The hat, Mr. Cheese), ma, in compenso, propina i consueti atti terroristici stavolta guidati dalle distorsioni della chitarra: da She’s a ho (con iniziale omaggio ai Bee Gees seppelliti dallo scarico dello sciacquone) a I say, dall’eccezionale My name is not O’Neill con uno Shanksley davvero beefheartiano sino ad una Whole lotta love degna del Vecchio Dirigibile.
C
hartreuse Toulouse
mantiene le caratteristiche del precedente disco sciorinando altre dieci composizioni distorte, confezionate da un gruppo ormai maturo e saldamente guidato dalla tuba e dalla voce sopra le righe di Flatula (nuovo cambio di nome): Stinking corpse Lily, Rhythm of Barcelona, Bathroom at Amelia’s, Scabs on Lori’s arm, Rise up get down sono i nuovi inni degli scalmanati californiani.
E
sibizionisti, viscerali, scatofili, i Tragic Mulatto vantano come degni compari i coevi, e ben più considerati, Butthole Surfers; le prime due opere, davvero notevolissime, stemperarono poi in un hardcore più professionale, ma indenne da qualsiasi compromesso. Sconosciuti ai più, introvabili per lungo tempo anche in Rete, possono essere ormai annoverati tra i maggiori degli anni Ottanta.


* Il “mulatto tragico” è una figura topica della letteratura americana, introdotta da una novella di Lydia Maria Child, The Quadroons (1842): la disperazione dell’uomo nato da genitori bianchi e neri rifiutato da entrambe le razze o inadatto alla vita entro una sola d’esse.
** Difficile definire le formazioni, mutevoli, nei sei anni di vita di un gruppo che, oltretutto, si diverte a stilare in modo volutamente erroneo le track-list: il quintetto di Judo for the blind vede Fluffy (basso), Blossom (batteria), Flossy (voce), Sweetums (tromba) e A Piece of Eczema (sassofono), nomignoli sotto cui si nascondono almeno due dei successivi componenti; il quartetto di Locos por el sexo vanta Flatula Lee Roth (voce, tuba, sassofono); Jazzbo Smith (batteria); Richard Skidmark (chitarra); Reverend Elvister Allistair Shankley (voce, basso); il settetto di Hot man pussy vede le new entries Bambi Nonymous (batteria), Humpty Doody (batteria), Jack-Buh (chitarra); il finale Chartreuse Toulouse consiste in un quintetto, forse il nocciolo duro di Locos più il chitarrista Jehu.

venerdì 29 luglio 2011

Zoogz Rift - Amputees in limbo (1984)

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Zoogz Rift (al secolo Robert Pawlikowski), prematuramente scomparso nel marzo scorso, ha visto consolidarsi nel tempo il rango di allievo, misconosciuto, di Captain Beefheart e Frank Zappa.
Zoogz mancava della profondità destrutturante o del genio negli arrangiamenti dei due Maestri: i suoi sono quadri minimi, burleschi e cacofonici, che, a volte, si risolvono nel semplice gusto dello scherzo triviale (vedi il nome dato al complesso d’appoggio, Mr. Rift and His Amazing Shitheads o a certe sue autoproduzioni antecedenti, come Can you smell my genitals); tale leggerezza riposa, tuttavia, su una consapevolezza musicale fuori del comune e rimane incerto se egli si diverta a dissipare la propria sapienza o sia semplicemente affetto da quella malattia goliardica, composta in egual misura da anarchismo ed esibizionismo (fu persino wrestler in una lega minore) - malattia che ha perduto molta gente prima di lui, addirittura lo stesso Frank Zappa ai tempi degli insipidi barzellettieri Kaylan e Volman; non che queste prese per i fondelli non siano altamente godibili: But the picture has a moustache ridicolizza Sunshine of your love*; Buffy and Jody si accanisce contro i protagonisti di una melassosa situation comedy anni Sessanta; la profetica Heart attack viene declamata fra lo strimpello di organetti dementi; Searchin' for clams under the glass bottom boat è un duetto tra sassofono e vibrafono, siparietto strumentale per ripigliare fiato.
Ma il salto di qualità avviene con My daddy works for the secret marines, caracollante e ripetitiva, che il Nostro infioretta di nonsensi sbarazzini e cesellature chitarristiche, e la cui struttura ritroviamo in Moron serenade nonché in Evil eye virata, però, in quest’ultimo caso, su toni reggae; un lungo, bellissimo assolo esorna la jam Secret marines – the sequel, ma le partiture di Zoogz si accartocciano presto: My stuffed animals have rabies si lancia in una torrenziale tirata à la Beefheart, Disintegration waltz presta fede al titolo e presenta chitarre allo sbando con sberleffo finale (un accenno di Pretty woman); in Art band, vera dichiarazione d’intenti, la solita orchestrazione bizzarra con organo, fiati, percussioni e basso, gira in tondo a supportare gli sproloqui del cantante, più esagitato del solito.
Amatoriale (forse per scelta o compiacimento), e sicuramente episodico, l’universo di Zoogz Rift può certamente giudicarsi angusto se paragonato ai due artisti a cui, necessariamente, la sua musica viene ricollegata. Dobbiamo ascrivergli, tuttavia, oltre all’indubbio talento di strumentista, il merito di aver creato un moderno avanspettacolo, in cui canzone, dileggio e improvvisazione convivono serenamente: in questo ambiente peculiare regnò per decenni come un Falstaff impenitente. 

* In realtà But the picture has a moustache era un verso della canzone SWLABR, lato B di Sunshine of your love. SWLABR è acronimo di She was like a bearded rainbow, riferito ad una cornificatrice.