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lunedì 11 gennaio 2016

David Bowie celebration - Strange fascination/Ziggy Stardust covers 1972-2010

La musicassetta di Fame and fashion, che comprai nel 1984. A differenza dei vinili, intrasportabili, le musicassette potevano andare in vacanza con noi. Per quindici anni Fame and fashion mi ha seguito, fedele. L'avrò ascoltata centinaia di volte, ed è ancora con me, perfetta.
Ma allora le cose avevano un'anima.

Tutto potevo immaginare tranne che David Bowie avesse un culto sotterraneo.
Famoso, ma non troppo, almeno in Italia, tanto che aspettò il 1987 per presentare un proprio live nel Belpaese (anche se risulta un suo debutto nel 1969, a Monsummano Terme, Pistoia).
E tuttavia, oggi, ho assistito a una fiumana impressionante di testimonianze nostalgiche, necrologi, addii e coccodrilli da parte di semplici ascoltatori, di ogni età, affascinati da questo artista.
Forse il motivo risiede nel fatto, indubitabile, che Bowie segnò, con differente profondità e qualità, sei decadi di musica leggera; e che ogni decade, con la relativa generazione d'appartenenza, può vantare dischi e canzoni memorabili; o, almeno, di cristallina professionalità.
Un altro motivo è che con Bowie se ne va una figura insostituibile; potranno aversi compositori, cantanti e musicisti migliori di lui, ma questo rock scompare ineluttabile, per sempre.
E questa mancanza la avvertiamo, altroché.
Trova degno di nota, inoltre, di come la marea montante di ammiratori, in modo spontaneo quanto inatteso, abbia surclassato i piagnistei istituzionali dei vari giornali e giornaletti (alcuni prevedibili, altri ordinari, perlopiù pessimi). Una disfatta storica che, lo dico subito, va enfatizzata, poiché segnala la mancanza di acume critico e di passione degli addetti del settore, ormai ridotti a marchettari delle multinazionali o a parodie di ciò che furono; e segnala un fenomeno nuovo: come amo ripetere, ogni amante della musica dovrà reinventarsi come il Bertoncelli o il Greil Marcus di se stesso.






lunedì 16 febbraio 2015

David Bowie - Strange fascination (live in LA, September 5 1974) ovvero: la dittatura arriva a passo di Carnevale

Se tutti i bootleg fossero così ... registrazione di buona qualità, bravi interpreti, e alcune delle migliori canzoni pre-1974, comprese quelle che mi premevano, quelle di Diamond dogs (1974), volgarizzazione rock del 1984 di George Orwell ...
Tante chiacchiere su Orwell, al liceo, all'università, e ora che ci siamo dentro nessuno osa fiatare ... l'Italia nel proprio 1984 ci sta entrando a passo di Carnevale, non sia mai ... in fondo siamo il paese della Commedia dell'Arte e non di Macbeth ... un vero ingresso trionfale, col passo dell'ubriaco, agghindata coi festoni di Sanremo, fra lanci di coriandoli, botti e vassoi di frappe e castagnole ... fra strepiti e applausi sfila il carro di Viareggio della democrazia: nani di cartapesta, giornalisti con la lingua prensile, mignottoni ridenti, i soliti molestatori di verità ...
A tratti (solo a tratti, poi mi ricompongo) rimango sorpreso, addirittura esterrefatto, dalla mancanza di qualsivoglia resistenza ... silenzio, alzate di spalle, mormorii, risatine ... e poco altro ... niente di nuovo sul fronte orientale? Macché, non si muove foglia ... settant'anni di repubblica liquidati sottobanco, mentre il popolino spara i mortaretti ... la Resistenza, Bella ciao, le fucilazioni, i costituenti, Pertini, Vassalli, Moro, Berlinguer, Almirante ... la nostra minuscola, tragica storia ... au cabinet, per dirla con il misantropo Alceste!
Volevo parlarvi di chissà quali cose ... in testa ho uno stormo di uccelli impazziti di odio e risentimento ... ad esempio di come Orwell ha scopiazzato Evgenij Zamjatin (il suo Noi anticipa 1984 di qualche decennio) ... e di come la libertà si dia via - sempre! - in cambio di una falsa promessa di felicità e benessere ... falsa!
Mi accorgo, però, di non avere voglia di continuare ... è anche tardi, invecchio ... il sangue si fa vecchio e non muove più la rabbia ... del resto, a chi interessa? 
Anch'io mi arrendo ai nuovi tempi.
Mi preparo alla guerra.

lunedì 15 aprile 2013

Ziggy Stardust - Covers 1972-2010


Il primo vinile acquistato, più di trent'anni fa, dopo una lunga serie di avanscoperte (senza una lira). Poi la decisione, e l'esborso sanguinoso di Lire 8500 in cambio di uno dei dischi capitali dei Settanta (rigorosamente non incellofanato) e di ore di ascolti e  di contestuali smaneggiamenti della custodia (stereo medio livello: piattone Technics; casse 40 W RCF; radio Technics; amplificatore Scott; registratore AIWA; mobiletto CIATTI).  
Uno degli argomenti decisivi in favore del vinile: la custodia. Chi non conosce a memoria quelle dei Genesis, Pink Floyd, Lou Reed etc etc? Chi negherebbe che quel pezzo di cartone era un valore aggiunto alla qualità del contenuto? E poi: siamo sicuri che, in generale, le copertine non influiscano sul godimento della plasticaccia interna? Un Ungaretti con brossura rosa a strisce verdi è sempre Ungaretti? Anna Karenina con Belen in coperta (che occhieggia l'arrivo del Milano-Roma)? Un emoticon invece che lo storico mostro di Bomarzo influirebbe sulla vostra considerazione di In the court of the Crimson King?
I migliori rifacimenti di Ziggy sono quelli di Bauhaus, Fox, Elliott Brood che non cadono troppo lontano dal tronco dell'albero. Fa eccezione il tentativo di Ariana Delawire. Non fa eccezione Moog Cookbook, una delle cover più stupide e fastidiose all time.

Oooh yeah
Ziggy played guitar, jamming good with Weird and Gilly,
and the spiders from Mars. He played it left hand 
But made it too far
Became the special man, then we were Ziggy's band
Now Ziggy really sang, screwed up eyes and screwed down hairdo
Like some cat from Japan, he could lick 'em by smiling
He could leave 'em to hang
'came on so loaded man, well hung and snow white tan.
So where were the spiders, while the fly tried to break our balls
With just the beer light to guide us,
So we bitched about his fans and should we crush his sweet hands?
Oh Ooh oh 
Ziggy played for time, jiving us that we were voodoo
The kid was just crass, he was the nazz
With God given ass
He took it all too far but boy could he play guitar
Making love with his ego Ziggy sucked up into his mind
Like a leper messiah
When the kids had killed the man I had to break up the band.
Oh yeah
Ziggy played guitar

AFI
Andrew Jackson Jihad
Ariana Delawire
Balzac
Bauhaus
Billy Morrison
Bloodstone
Blurred Vision
Camp Freddy
Daisyhead & The Mooncrickets
David Bowie
David Bowie (live)
Def Leppard
Dizzy Reed (Guns & Roses)
Elliott Brood
Fox
Gourds
Grade
Karl Golden
Massacre
Miracle Legion
Moog Cookbook
Nina Hagen
Nom de Strip de Piano
Nuit d'Octobre
Of Montreal
Seu Jorge
Stun Gun
THC
Thurston Lava Tube
Toad the Wet Sprocket
White Buffalo