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martedì 13 marzo 2012

Polvo - Cor-crane secret (1992)/Today's active lifestyles (1993)


I Polvo (Ash Bowie, chitarra; Dave Brylawski, chitarra; Steve Popson, basso; Eddie Watkins, batteria) si formano a Chapel Hill, nel North Carolina; sono conterranei, quindi, dei Rodan.
I loro primi due album sono, di fatto, una collezione di brevi jam inclassificabili basate, principalmente, sugli infuocati duetti chitarristici, dove, però, entrambe le linee strumentali  seguono vie tutte proprie rifiutandosi di formalizzarsi in melodie determinate; anzi, l'effetto precipuo suscitato è quello dell'improvvisazione non ancorata né a rispetti formali evidenti né a nette influenze musicali (al contrario dei Rodan su cui il cono d'ombra degli Slint si staglia netto). Potrebbero invocarsi i Sonic Youth (Vibracobra, Can I ride), ma il lavoro di Bowie e Brylawski, pur incessante, appare ancora più fratturato rispetto a quello del gruppo di Thurston Moore, composto com'è di cambi di direzione, saliscendi, ritorni, brevi riff brucianti. Dopo l'ascolto, a nostra memoria, rimane poco, se per memoria s'intende, volgarmente, la memoria d'un particolare ritornello o gioco di bravura, tanto le brevi tracce sono articolate al loro interno e articolate secondo un disegno non manifestamente riconoscibile. Solo Can I ride (forse per questo uno dei loro pezzi più conosciuti) può far eccezione.
L'anno dopo i Nostri licenziano Today's active lifestyles che, già dall'iniziale Thermal treasure, ripropone, irrobustita e senza pudore, l'attitudine del lavoro precedente. Attacchi sbilenchi, strozzature, riprese e reiterazioni strutturano il complesso organismo della traccia: quattro minuti e mezzo! Ascoltare i Polvo è come passeggiare, con scarpe leggere, per un serpentino acciottolato di campagna: una svolta improvvisa, un sasso più irregolare degli altri che attenta alle caviglie, un cespuglio che nasconde il prosieguo del sentiero, una diramazione che finisce nel nulla, uno sgombro rettilineo polveroso, una breve sosta all'ombra. L'iperblues elettrico e trasfigurato dei Polvo si ferma un attimo prima del precipizio, della destrutturazione piena: siamo in zona Beefheart; e certe partiture sembrano suonate da Zoot Horn Rollo e Antennae Jimmy Semens. Stinger (five wings), Sure shot, Lazy comet, Gemini cusp aggiungono gloria all'intera operazione.
Nonostante l'incedere del tempo (e dei tempi) i Polvo faticheranno a normalizzarsi concedendoci almeno tre notevoli opere, Exploded drawing, Shape e il recente In prism (2009; vedi la recensione di Webbatici).

giovedì 12 gennaio 2012

Fetchin Bones - Discografia 1985-1989


Originari della North Carolina i Fetchin’ Bones miscelano con felicità vari generi, dal folk country al rock garage. Tale virtù ne decretò il passaggio folgorante, ma inavvertito, nella seconda metà degli anni Ottanta e, anche oggi, epoca di improbabili ripescaggi, continuano a circolare pochissimo, almeno in Europa.
Probabilmente tale disattenzione risiede nella mancanza di vere hits; il gruppo è incapace di coagulare il suono trascinante e concitato in alcuni pezzi facilmente individuabili, gli unici che l’industria dominante (e quindi, spiace dirlo, il pubblico) possa sanzionare con la piena riconoscibilità (e i pieni riconoscimenti in termini pubblicitari e di venduto).
E’ un peccato perché questo loro primo album abbonda di canzoni memorabili: le chitarre di Gary White e Aaron Plotkin s’accendono nervose (Briefcase, Kitchen of life) o indulgono alla ballata (Spinning o la bellissima Too much con inserti preziosi della violinista Danna Pentes) sempre assecondati dalle grandi interpretazioni di Hope Nicholls, nevrotiche e scatenate, eppure sempre in controllo; la sua voce ricorda (ascoltare A fable) indubbiamente la migliore Patti Smith, ma sono sicuro che la grande vecchia, onusta di gloria, non vorrebbe mai che la terribile Nicholls aprisse le sue esibizioni: qualcuno potrebbe fare confronti.
In ultima analisi Cabin flounder, assieme ai due successivi Bad pumpkin e Galaxy 500, ci appare simile a certi romanzi di cui abbiamo scorso con piacere alcune pagine, ma che solo retrospettivamente, si lasciano cogliere nella loro interezza ed eccellenza. Il livello dell'esordio, peraltro, rimane intatto ad onta delle dolorose defezioni, in special modo del chitarrista Gary White.
Il loro ultimo episodio conferma una lenta trasmutazione in un sentire meno immediato e spontaneo e più 'urbano'; anzi, proprio in Monster la purezza irsuta dei primi lavori si derubrica ad un compatto incedere quasi hard rock in vista, forse, di insinuarsi nel montante fenomeno grunge. Si tratta di pecche minori, tuttavia, che non scalfiscono l'assoluta freschezza della loro produzione.


mercoledì 4 gennaio 2012

American punk-hardcore 1980-1986 vol. 3 - (Florida-Georgia-Kentucky-N&S Carolina-Tennessee-Virginia)




F - Attack (1984)
Gay Cowboys in Bondage - Domestic Battlefield (1984)
Hated Youth (Tallahassee) - Army Dad (1983)
Hated Youth (Tallahassee) - Hardcore rules (1983)
Hated Youth (Tallahassee) - Ted Bundy (1983)
Morbid Opera (Miami) - Eat the rich (1983)
Rat Cafeteria (Tampa) - Kill (1983)
Roach Motel (Gainesville) - I hate the Sunshine State (1982)
Roach Motel (Gainesville) - Florida reptile land (1983)
Roach Motel (Gainesville) - My dogs into anarchy (1983)
Sector 4 (Tallahassee) - White House (1983)
Sector 4 (Tallahassee) - Plaid spaceship (1983)

Georgia

Neon Christ (Atlanta) - Bad influence (1984)
Neon Christ (Atlanta) - Parental suppression (1984)
Neon Christ (Atlanta) - Yoof (1984)

Kentucky

Malignant Growth (Louisville) - Hopeless (1983)

North & South Carolina

Bloodmobile (NC) - Drug related death (1983)
Bored Suburban Youth (SC) - Annihilation (1986)
Colcor (NC) - Nervous wreck (1982)
Colcor (NC) - No work (1982)
Corrosion of Conformity (Raleigh) - Citizen (1984)
Corrosion of Conformity (Raleigh) - Poison planet (1984)
Corrosion of Conformity (Raleigh) - Redneck (1982)
Fear Itself (Charleston) - Born to die (1986)
Fear Itself (Charleston) - Your worst nightmare (1986)
No Labels (Raleigh) - Compromises (1983)
No Labels (Raleigh) - HarDCore (1982)
No Labels (Raleigh) - Not for me (1984)
No Rock Stars (NC) - I hate school (1982)
No Rock Stars (NC) - Thrash (1982)
Stillborn Christians (NC) - Fred (1983)
Stillborn Christians (NC) - New right (1983)

Tennessee

UXB - El Salvador stomp (1981)

Virginia

Death Piggy (Richmond) - Fat man (1984)
Death Piggy (Richmond) - Nympho (1984)
Graven Image (Richmond) - Close your eyes (1983)
Graven Image (Richmond) - Double life (1983)
Honor Role (Richmond) - An hour behind (1984)
Honor Role (Richmond) - Your hope (1984)
Th’Inbread (WV) - Scene death (1985)
Th’Inbread (WV) - The shitpile (1985)
Unseen Force (Richmond) - Fear (1986)
Unseen Force (Richmond) - True story (1986)
White Cross - Fascist (1982)
White Cross - No straight edge (1982)