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martedì 18 novembre 2014

Beyond the boundaries - Post rock vol. 8 (Arcane Device/Azonic/Suteck Hexen)

David Myers

Arcane Device (Usa, New York) Engines of myth (1988). Arcane Device è David Myers, sorta di Ulisse solitario tra i flutti delle colonne d’Ercole del feedback e della dissonanza (Myers fabbrica in proprio i dispositivi - devices – qui adottati). Nelle punte del disco (Terra incognita e il capolavoro Lathe) egli torce il collo alla consueta retorica dell’avanguardia raggiungendo corde assolutamente remote: qui i suoni non consistono semplicemente nella negazione della tradizione o del buon senso millenari (che è facile), ma attingono a pozze neglette dello spirito, sepolte negli anditi del decorso evolutivo dell’uomo. Stimolare ciò che esiste da sempre, risvegliare l’inconoscibile e, per ciò stesso, riguadagnare un fascino arcano e sacro all’arte quale 'motore del mito'. Da ascoltare.

Azonic (Usa, St. Louis) - Halo (1994). L’ex chitarrista dei Blind Idiot God Andy Hawkins si cela dietro il moniker Azonic (il vecchio compagno Gabriel Katz, al basso, e, soprattutto, il produttore Bill Laswell lo assistono al tavolo chirurgico). Quattro pezzi per chitarra elettrica: il primo, Beyond the pale (10’18’’), è un fuoco di distorsioni e feedback che si annulla e risorge senza soste dalle ceneri della propria eversione: Star spangled banner, dov’è la tua vittoria? Con i restanti (tutti fra gli undici e i dodici minuti) si replica: gli scrosci elettrici, in assenza d’un fondale e d’una cornice ritmica che li definisca,  perdono ogni connotazione terrena per trasformarsi in una sorta di mimesi sonora d’infuocati rigurgiti interstellari. Un classico.

Sutekh Hexen (Usa, California, San Francisco) - Behind the throne (2012). Seth, o Sutekh, il dio egizio del caos e della guerra e Hexen, streghe (in tedesco), una crasi demoniaca che già definisce i due pezzi (di circa quindici minuti) del disco: se i Nadja avessero deciso di fare black metal sarebbero arrivati da queste parti. I è il grido cosmico del Signore delle Mosche che chiama a raccolta le proprie legioni di morte; II si assesta su un bordone noise irto di soverchianti riverberi ed echi stellari. L’ennesima processione sonora devota al Male: non ne abbiamo mai abbastanza, però. Motivo? Le ultime righe del post su Arcane Device, poco sopra.


domenica 17 febbraio 2013

Due nuove proposte (e mezzo) - Hayduk/Flying Brain's Garden/John 3:16


Flying Brain's Garden - First (2010). Progetto nato a Catanzaro (Cristina Russo, voce, cori, testi e disegni; Raffaello De Fazio, voce, cori, chitarra, basso, tastiere, batteria, percussioni), il Cervello Volante propone una cattivante miscela che oscilla tra robuste suggestioni Gong (The Hades guard, il finale di Thirsty for knowledge), per merito dell'interpretazione della Russo (con gemiti interplanetari molto Gilly Smith) e atmosfere psych tipicamente Seventies, ben suonate e, maggior merito, piuttosto rare presso le latitudini italiane (rare anche ai bei tempi). Bella la copertina con entità che sembrano tratte dal Manoscritto Voynich.


Haiduk - Spellbook (2012). Luka Milojica, multistrumentista attivo in Canada, licenzia questa serie di proiettili blindati di death metal. Attacchi chitarristici ad altezza uomo, batteria ad alzo zero, growl classici, tutti distillati in solitario nelle foreste nordamericane. Sapete cosa vi aspetta. Contatti: sito; Facebook; My Space; Reverb Nation.

John 3:16 - Visions of the hereafter - Visions of Heaven, Hell and Purgatory (2012). Abbiamo già presentato John 3:16 (impegnato in una tournée in Israele), alias Philippe Gerber, in uno split con FluiD. Qui presenta nove tracce che rendono ragione del proprio stile onnicomprensivo: ambientale, shoegaze, drone; in fondo, forse, solo lo stile della nuova psichedelia che allarga ancora i confini mentali sino a visioni maestose, verso quella musica delle sfere (la sola universale) che può affrancarci dai lacci mondani. Contatti: sito, Alrealon Musique.

domenica 6 gennaio 2013

Due nuove proposte: Piramide di Sangue - Tebe (2012)/mnttaB - mainsHum (2012)


Piramide di Sangue - Tebe (2012). Ensemble torinese di sette elementi, Piramide di Sangue rivela da subito la poliedricità caratteristica di alcuni gruppi della nuova psichedelia, a cominciare da Black Sun Ensemble e Saqqara Dogs e, con le dovute cautele, Ozric Tentacles. E le suggestioni disseminate nelle tracce, come nei gloriosi antecedenti evocati, sono molteplici: krautrock (la chitarra nelle fase iniziale di Sangue rammenta quella, arcana, di Kanaan); influssi mediorientali (come in Io sono la tigre - influssi dovuti al clarinetto di Stefano Isaia, appassionato dichiarato di etno-jazz); indurimenti post-rock (Locuste)
Una varietà anche dovuta, oltre alla naturale inclinazione del genere, alle inevitabili esitazioni dell'esordio; la padronanza strumentale, già in atto, e un maggior irrobustimento della drammaturgia musicale, da acquisire nelle prove live, contribuiranno, ne siamo sicuri, al superamento di tale momento di crescita. Il disco, tuttavia, è già compiuto e da ascoltare con attenzione.
Collegamenti:  Facebook, Sound of Cobra e Soundcloud.


mnttaB - MainsHum (2012). Anzitutto mnttaB sta per "means-to- be". Il calderone degli australiani di Melbourne (si definiscono "a Melbourne based new romantic, jazz funk, post-nothing, noise-pop smorgasbord with extra mayonnaise", qualunque cosa voglia dire) ribolle di elettronica aspra, industrial, dance; in ultima analisi un eccitante distillato di puro post-punk dai ritmi martellati, distorti e, perché no, ballabili. Bravi.
Collegamenti: bandcamp 

giovedì 27 settembre 2012

Quattro nuove proposte: Research Turtles/Agamotto/The Joy of Nature/Vanity

Research Turtles
Research Turtles (USA, Louisiana) - Mankiller (2011). I Research Turtles (Joseph Darbonne, voce, chitarra; Logan Fontenot, voce, chitarra; Jud Norman, voce, basso; Chad Townsend, batteria) sono una godibile commistione di robuste chitarre e melodia, ciò che viene etichettato, per brevità, come power-pop. In alcune recensioni vengono accostati al British pop: personalmente li ritengo pieni continuatori di una purissima tradizione americana, dai Posies agli Weezer di Buddy Holly. Oltretutto sono simpatici. Mankiller viene editato in due parti: questa è la prima, articolata in cinque brani; la seconda uscirà il 18 Ottobre. Per maggiori informazioni visitare il loro sito oppure myspace. 

Agamotto (Italia) - Agamotto (2012). Gruppo della Cosmic Swamp Records (etichetta DIY che ha base presso Como). Tre brani in bilico fra uno space-noise spietato (in special modo nella prima e seconda traccia, Solomon Grundy, 7’32’’, Eric Dolphy, 13’35) e una sorta di inquietante Om interstellare (Antonio Margheriti, 18’38’’). “La nostra intenzione era (ed è) quella di creare dei paesaggi sonori; o ancora meglio delle situazioni nelle quali immergersi e muoversi a piacimento, con annessi anche i rischi dell’inoltrarsi in un ambiente alieno”. Una psichedelia dell’oltremondo? Una fratellanza con Gnaw Their Tongues e Subarachnoid Space? Da ascoltare.

Joy of Nature (Portogallo). “The Joy of Nature is the musical project of L(ouis)C(outo) who was born in the archipelago of Azores. Created in 1999 as The Joy of Nature and Discipline, it as reduced to The Joy of Nature in 2006. The Joy of Nature’s music absorves elements from folk, ambient, indie, post rock and even classical music to forge its own world through experimentation. The Joy of Nature creates musical innerscapes, paints with music and sound. Everything changes in nature and nothing remains static. Nature is source of joy and beauty”. Un notevole impasto tra folk e psichedelia; l’intera opera del portoghese è stata registrata e divisa in sette volumi (My work is done I-VII). Per maggiori informazioni visitare il loro sito. 

Vanity (Italia/Svizzera/Palestina) - Occult you (2012). Gruppo in procinto di realizzare Occult you, primo loro lavoro; nell’attesa hanno licenziato il video di Under black ice, doom screziato di elettronica.

martedì 26 giugno 2012

Due nuove proposte - Songs for Snakes - Charcoal Heather (2012)/Philippe Petit - Eugenie (2012)


Songs for Snakes è un gruppo originario da San Francisco, formatosi già dal 2005. Il leader Bill Taylor è cresciuto musicalmente nel melodismo di Simon & Garfunkel e Beatles, ma il suono rimanda direttamente agli eroi dell'hardcore più meditato a cavallo di Ottanta e Novanta, in special modo, per ammissione degli stessi protagonisti, Hüsker Dü e Jawbreaker. Anzi, a livello di stile, potremmo insinuare questa linea di discendenza: sker Dü - Jawbreaker - Green Day - Songs for Snakes: muro di chitarre, ritornelli power-pop grezzi ed efficaci, enfasi robuste e un'attitudine dichiarata al DIY (Do it yourself) che discende direttamente dal clima etico del primo punk-hardcore
Ecco i riferimenti:

http://songsforsnakes.bandcamp.com

http://reverbnation.com/songsforsnakes

http://soundcloud.com/billthegrill/sets/songs-for-snakes-charcoal



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Philippe Petit è un veterano dell'avanguardia (30 anni di attività); la lista di collaborazioni che può vantare è di tale eccellenza da risultare incredibile: Foetus, Eugene Robinson (Oxbow), Edward Ka-Spel (Legendary Pink Dots), Scott McCloud (Girls Against Boys), Jarboe (Swans), Cosey Fanni Tutti (Throbbing Gristle), Graham Lewis (Wire), Kammerflimmer Kollektief, Guapo, Lydia Lunch, James Johnston (Gallon Drunk/Bad Seeds/Faust) ... tra gli altri.
Col nuovo Eugenie (scritto per la figlia quattrenne e pubblicato dalla Alrealon Musique), egli rinnova il suo impasto fra elettronica (computer e sintetizzatori) e uso di strumenti a corde (cymbalum, salterio elettrico), in particolare nel pezzo più impegnativo, Magma from the aquarium (11'19''). Notevole anche il ricorso a suoni dal vero (fonografia o field recording) e la manipolazione d'oggetti ("he likes to move various glasses, or percussive objects") in modo da creare un tappeto sonoro riccamente evocativo.