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sabato 2 agosto 2014

Julian Cope - Japrocksampler vol. 13 (J. A. Caesar/Takehisa Kosugi/Geinoh Yamashirogumi/Masahiko Sato & Sound Breakers)

Masahiko Sato

10. J. A. Caesar - Jashumon (1972). Già recensito qui.

9. Takehisa Kosugi - Catch-wave (1975). E se fosse Kosugi il maestro segreto della musica rock giapponese del dopoguerra (assieme a Keiji Haino, ovvio)? Le sue idee innervano altri quattro dischi presenti nel Japrocksampler: JPR46, JPR40 (Group Ongaku), JPR37 e JPR35 (Taj Mahal Travellers). Qui è al suo meglio: due composizioni (26’35’’ e 22’39’’) in cui bordoni cosmici si avviluppano lentamente su se stessi, una incarnazione elettronica dell’Om, mantra di meditazione e via per l’immersione nell’inner space. Da ascoltare; melodici astenersi.

8. Geinoh Yamashirogumi - Osorezan/Doh No Kembai (1976). Primo disco di un collettivo fondato nel 1974. Due composizioni influenzate dai tradizionali nipponici: se la prima, Osorezan (La montagna di fuoco, 18’51’’), rielabora la materia sino a calibrarsi su una psichedelica ampiamente apprezzabile anche ai palati europei, la seconda (Doh No Kembai, 18’40, La ballata della spada di rame) è il probabile resoconto, senza accompagnamento strumentale, d’uno spettacolo teatrale: molto più ostica per l’ascoltatore, ma affascinante nella sua spettrale ritualità. Seiji Hayamizu,chitarra; Takayuki Inoue, chitarra; Katsuo Ohno, tastiere; Takanori Sasaki, basso; Jiro Suzuki, batteria.

7. Masahiko Satoh & Sound Breakers - Amalgamation (Kokotsu no Showa Genroku) (1971). Abbiamo già incontrato Satoh (JPR21 e JPR34).  Il primo brano, con l’apporto di Kimio Mizutani (JPR16 e JPR27) e Yanagida dei Food Brain (NWW17), è una giustapposizione affascinante di rock, funky, inserti di musica colta (e discorsi hitleriani); il secondo s’instrada nei binari più riposanti dell’improvvisazione jazz. Notevole. 1° brano: Shigenobu Okuma, voce; Kimio Mizutani, chitarra; Shungo Sawada, chitarra; Hiro Yanagida, tastiere; Wehnne Strings Consort; D.D. Dickson, trombone; Jochen Staudt, trombone; Jackie Heimann, tromba; Peter Davis, tromba; Masaoki Terakawa, basso; Louis Haynes, batteria. 2° brano: Masahiko Sato, tastiere; Mototeru Takagi, sassofono, clarinetto; Hideaki Sakurai, voce, batteria, percussioni; Sabu Toyozumi, percussioni; Kayoko Ishu, scat.

giovedì 19 giugno 2014

Julian Cope - Japrocksampler vol. 12 (Tokyo Kid Brothers/Rallizes Denudés/Far Out)

Far Out
Indice generale/General index

13. Tokyo Kid Brothers - Sho o suteyo machi e deyō (1971). Colonna sonora dell’omonimo film di Shuji Terayama (noto come Throw away the books, we're going into the streets); i Tokyo Kid Brothers non furono che l’effimera concrezione di J. A. Caesar, già con Terayama in numerose altre prove, soprattutto teatrali (Shin toku maru, JPR 29; Jashumon). L’ignoranza di temi e sviluppi della pellicola non inficiano l’apprezzabilità del lavoro, un pop trascinante dalle venature beat-psichedeliche. 
12. Les Rallizes Denudés - Blind baby has it's mothers eyes (recordings 1986?). Insalata di fagioli, fagioli in umido o pasta e fagioli (December’s black children live 13.12.1980, JPR 31; Yodo go-a-go-go, JPR 20; Live ’77)? Ritmica inchiodata e Mizutani (i fagioli) a distorcere, riverberare e schiantare qualsiasi anelito alla melodia. Chi ha goduto le precedenti colate di feedback avrà di che godere ulteriormente: o viceversa. Ennesimo bootleg di cui si ignorano le chiare coordinate: una nebulosità filologica che aggiunge fascino all’operazione: o viceversa.

11. Far Out - Far Out (1973). Creatura di Fumio Miyashita che anticipa la Far East Family Band (The cave down to the earth, JPR 41; Nipponjin, JPR 14). Due brani di venti minuti: il primo ammicca brevemente allo space rock (Too many people), ma si risolve brillantemente in una psichedelia à la Funkadelic, riscaldata dal guitar hero Miyashita; il secondo (Nihonjin) segue tale falsariga, quindi, negli ultimi minuti, viene speziato da accenni alla tradizione giapponese. Da ascoltare. Eiichi Sayu, voce, chitarra, tastiere; Fumio Miyashita, voce, chitarra, tastiere, flauto, armonica; Kei Ishikawa, voce, chitarra, basso; Manami Arai, voce, batteria.

sabato 10 maggio 2014

Julian Cope - Japrocksampler vol. 11 - People - Buddha meet rock (1971)/Speed Glue & Shinky - Speed Glue & Shinky (1972)/Far East Family Band - Nipponjin (1975)

Speed Glue & Shinky


16. People -  Ceremony ~ Buddha meet rock (1971). Il sitar, i mantra ieratici, morbidezze folk, la tradizione buddista nipponica. Come per i tedeschi del kraut, i Nostri non devono immergersi o fingere una cultura altra: i musicisti sono i portatori inavvertiti d'essa e operano, pertanto, un cross over naturale con le nuove sonorità occidentali (belle Gatha e Flower strewing). Il grande Kimio Mizutani (da non confondere con Takashi dei Rallizes) era reduce da un altra operazione world di spessore assieme ai Count Buffaloes (JPR27)Akemi Tomura, Goro Inoue, Kyo Shibata, Maiya Sugihara, voce; Kimio Mizutani, chitarra, sitar; Yusuke Hoguchi, voce, tastiere; Hideaki Takebe, basso; Kiyoshi Tanaka, batteria, percussioni; Rarry Sunaga, percussioni.

15. Speed Glue & Shinky - Speed Glue & Shinky (1972). La formazione basica per eccellenza: power trio (ma compaiono belle sottolineature d'organo) con ascendenze blues appesantite e sporcate con perizia d'antan. Search of love, Sniffin' and snorting, Bad woman: Blue Cheer, dov'è la vostra vittoria? Interessante la tirata sperimentale psichedelica quadripartita (Sun/Planets/Life/Moon), forse suggerita dallo space elettrificato di Hendrix. Se uscisse oggi schianterebbe tutti i Green Day di questo mondo. Joey Smith, voce, tastiere, batteria; Shinki Chen, chitarra; Masayoshi Kabe, basso.

14. Far East Family Band - Nipponjin/Join our mental phase sound (1975). Il missaggio è di Klaus Schulze: serve altro? Dopo la prova di JPR41, The cave, a tratti esitante, i Nostri virano verso lidi dove le sospensioni della psichedelia (toni soffusi, venti interstellari) sono strutturate con più solide forme progressive. L'unico problema (che accomuna i musicisti non anglofoni): la mancanza di un pezzo riconoscibile e trascinante; la PFM, ad esempio, sfondò internazionalmente perché aveva Impressioni di settembre: il resto lo fece l'inerzia del successo e il mestiere (indiscutibile nel loro caso). Una notazione commerciale e, soprattutto, inerente la psicologia di massa: l'unica, credo, in grado di spiegare la perdurante negligenza del pubblico medio, anche di quello devoto al genere, verso tali formazioniDa ascoltare, ovviamente. Fumio Miyashita, voce, chitarra, sitar, tastiere; Hirohito Fukushima, voce, chitarra; Akira Itoh, tastiere; Masanori Takahashi, tastiere, percussioni; Akira Fukakusa, basso; Shizuo Takasaki, batteria.

sabato 8 marzo 2014

Julian Cope - Japrocksampler vol. 10 (Rallizes Dénudés/Flower Travellin' Band/Blues Creation)

Blues Creation

20. Rallizes Dénudés - Yodo go-a-go-go (Flightless bird) (2006; recordings 1967-1982). Chi ha già degustato il Live ’77 e December’s black children (JPR31) sa cosa aspettarsi: lunghe jam, distorsioni parossistiche, ritmica catatonica, noise puro. Nel rigido rispetto del lo-fi e dell’anarchia filologica (l’album è un bootleg). Flames of ice, tuttavia, è notevolissima: peccato si intuisca, più che sentirsi.

19. Karuna Khyal - Alomoni 1985 (1976). Già recensito qui.

18. Flower Travellin’ Band - Made in Japan (1972). Dopo l’incendiario album di cover Anywhere (JPR28) e la non entusiasmante collaborazione con Kuni Kawachi (JPR25), i Nostri aggiustano il tiro regalandoci un piccolo capolavoro (e uno sbeffeggiamento ai Deep Purple). Dopo l’efficace blues iniziale Unaware, parte l’uno-due Give me air e Kamikaze; il giro di boa arriva con Hiroshima, picco della loro psichedelia hard; il resto del lavoro vive di conserva, ormai stabilizzato sul tono medio alto. Grandi, come di consueto, Joe (Yamanaka) e Ishima. Joe, voce; Hideki Ishima, chitarra; Jun Kozuki, basso; George Wada, batteria.

17. Blues Creation - Demon & eleven children (1971). Hard blues di conio genuino. I Black Sabbath restano l’ovvio punto di riferimento, ma l’anno di pubblicazione li esalta come complici della rocciosa ondata rock dei primi Settanta, invece di relegarli al ruolo di epigoni. Non mancano omaggi puristi (Mississippi mountain blues, pleonastica) e sdilinquimenti (One summer day), ma, nel contesto incendiario, congiurano alla riuscita dell’insieme. Preme dirlo: gruppi così in Italia, di quei tempi, non li abbiamo avuti. Grande l'eponima sarabanda finale. Merita un orecchio anche il live con Carmen Maki (JPR44)Hiromi Osawa, voce; Kazuo Takeda, chitarra; Masashi Saeki, basso; Akiyoshi Higuchi, batteria.

mercoledì 8 gennaio 2014

Julian Cope - Japrocksampler vol. 9 (Magical Power Mako/Taj Mahal Travellers/Masahiko Satō)

Taj Mahal Travellers

24. Magical Power Mako - Jump (1977). Kurita abbandona le variegate fioriture del precedente Magical power per addentrarsi con forza verso zone marcatamente rock e progressive. Ogni brano è un piccolo gioiello compositivo delineato con gusto e sicurezza. Da sentire, ovvio. Makoto Kurita, voce, chitarra, tastiere, batteria, percussioni; Chew, chitarra; Jun, tastiere; Kid, basso; Nishima, basso; Takumi, batteria; Nabe, batteria; Hagiwari, percussioni

23. Taj Mahal Travellers - Live Stockolm July 1971 (2008; recordings 1971). Due registrazioni di un’ora ciascuna. Drone, doom, psichedelia con qualche decennio di anticipo. Inutile baloccarsi: questo è un capolavoro e i loci communes sul ‘viaggio interiore’ vengono bruciati dalla verità che il disco profonde a piene mani. Invece di perdere tempo con Ballarò, stendetevi al buio (mogli, mariti e figli neutralizzati) sul vostro divano preferito e iniettatevi questo itinerario mentale direttamente in vena.

22. Magical Power Mako - Magical Power (1973). Già recensito qui.

21. Toshiyuki Miyama & His New Herd: Masahiko Satō - Yamataifu (1972). Tre brani: quasi jazz per grande orchestra. Masahiko Sato, influenzato da Chick Corea, e tastierista elettrico, dirige l’ensemble che, nelle prime due tracce, quelle più lunghe, Ichi (19’20’’) e Ni (12’15’’), eccelle rispettivamente in un’improvvisazione liquida e  incalzata dalla sezione ritmica (e molto seventies) e in uno sperimentalismo più irto che lambisce, senza cadervi, i territori della cacofonia. Notevole. Masahiko Sato, tastiere; Bunji Murata, Kenichi Sano, Koji Hadori, Kunio Fujisaki, tromba; Masamichi Uetaka, Seiichi Tokura, Takeshi Aoki, Teruhiko Kataoka, trombone; Kazumi Oguro, Shinji Nakayama, sassofono alto; Kiyoshi Saito, Shoji Maeda, sassofono tenore; Miki Matsui, sassofono baritono; Kozaburo Yamamoto, chitarra; Yoshinobu Imashiro, tastiere; Masao Kunisada, basso; Masaru Hiromi, batteria.

giovedì 8 agosto 2013

Julian Cope - Japrocksampler vol. 7 (Rallizes Dénudés 1^ parte/Rallizes Dénudés 2^ parte/Gedo/J. A. Caesar)


31. Rallizes Dénudés - December’s black children (live 13.12.1980 (1980). Abbiamo già incontrato i Rallizes col loro classico Live ’77. Se avete ascoltato quello, non avete bisogno di spiegazioni: questo bootleg è una riconferma, ciclopica, del modo di intendere il mondo sonoro da parte dell’eccentrico leader e chitarrista Takashi Mizutani. Sezione ritmica inchiodata a fare da bordone ad un’orgia continuata di feedback e distorsioni. I titoli dicono poco: uno qualsiasi dei nove pezzi contenuti in December’s è stato replicato centinaia di volte nell’alluvionale produzione di bootleg lo-fi a loro nome; sempre in modo diverso, però, che l’essenza del brano conta meno rispetto al groviglio elettrico ordito proditoriamente da questi terroristi. Mizutani non è Haino, ma un orecchio bisogna buttarcelo sempre.

30. Gedo - Gedo (1974). Piccolo capolavoro dell’hard rock anni Settanta, orchestrato, come sempre in terra nipponica, con fermo sprezzo della pulizia sonora. Aggressivo, sporco, diretto, il trio di Osaka porta avanti, al netto di qualsiasi crossover e intellettualismo, la più schietta manifestazione del rock duro dei primi anni Settanta. Se li avesse prodotti Tony Visconti sarebbero stati un gruppo culto della scena minore inglese, invece ... Da ascoltare. Hideto Kano, voce, chitarra; Masayuki Aoki, voce, basso; Ryoichi Nakano, voce, batteria, tastiere.

29. J. A. Caesar - Shin toku maru (1978). Abbiamo già conosciuto Caesar nella recensione su Jashumon. Shin toku maru (Veleno, corpo, circolo) è la colonna sonora dell’omonima pièce teatrale di Tenjo Sajiki. Un ragazzo, orfano della madre, viene duramente maltrattato dalla matrigna e dal padre. Fugge. Ritornerà per prendersi la sua vendetta in panni femminili: quelli della madre morta. Nonostante l’impianto teatrale prevarichi  in parte sulla struttura del disco, quest’ultimo rimane altamente godibile. Alcuni hanno parlato, giustamente, di toni zeuhl; a tratti, infatti, l’andamento marziale e le vocalità perturbanti rimandano al progressive transalpino (la seconda parte di Wara-ningyou no noroi). Da ascoltare.

lunedì 1 aprile 2013

Julian Cope - Japrocksampler vol. 5 (Taj Mahal Travellers/Toshi Ichiyanagi/Taj Mahal Travellers)

Taj Mahal Travellers

37. Taj Mahal Travellers - August 1974 (1975). Perno del gruppo fu uno dei più importanti musicisti giapponesi del dopoguerra, Takahisa Kosugi: dopo aver fondato Group Ongaku (JPR40) aderendo alle direttive di Fluxus (primi anni Sessanta) e prima delle bellissime improvvisazioni con Ichiyanagi e Ranta (JPR46),  Kosugi licenziò due opere fondamentali con i Taj Mahal Travellers. Le registrazioni del 1974 si compongono di quattro lunghe tracce (tutte superiori ai venti minuti): sono eccezionali mantra, impalpabili e avvolgenti, sorta di esplorazione universale e metafisica che prepara gradatamente a rivelazioni sacre. I discreti accenni alla musica tradizionale, filtrata elettronicamente, congiura a tale fluire ipnotico. Takehisa Kosugi, voce, violin, armonica; Michihiro Kimura, voce, mandolino, percussioni; Seiji Nagai, tastiere, tromba, percussioni; Yukio Tsuchiya, tuba, percussioni; Ryo Koike, voce, basso; Kinji Hayashi, elettronica; Hirokazu Sato, voce, percussioni; Tokio Hasegawa, voce, percussioni.

36. Toshi Ichiyanagi - Opera Yokoo Tadanori wo utau (1969). Ichiyanagi, già con Kosugi e Ranta nelle improvvisazioni del 1975 (JPR46)  si ispira all’opera del pittore e grafico Yokoo Tadanori (autore di numerose celebri copertine per album), riconducibile superficialmente al serialismo pop-kitsch di Andy Warhol. La musica, quanto mai varia (concretismi, lieder elettronici, psichedelia) trova il suo completamento visuale nelle bellissime riproduzioni dei lavori di Yokoo allegate al disco.

35. Taj Mahal Travellers - July 15, 1972 (1972). Tre meravigliose tracce free-form (25’37; 11’15’’; 13’05’), fluide ed evocative, limate durante mesi di esibizioni live e costrette solo dalla sensibilità di ciascun esecutore; echi interstellari, rumori cosmici di fondo di un esplosione primigenia, inquietanti ululi di corni, disturbi elettronici, maestosi OM: un viaggio buddista in cui è impossibile discernere i profili dei paesaggi, interiori o prosaicamente oggettivi. Un vero capolavoro psichedelico. Tokio Hasegawa, voce; Takehisa Kosugi, voce, violino, elettronica; Ryo Koike, basso, armonica; Michihiro Kimura, chitarra, percussioni; Seiji Nagai, armonica, tromba; Yukio Tsuchiya, vibrafono.

martedì 8 gennaio 2013

Julian Cope - Japrocksampler vol. 3 (Blues Creation/3-3/Far East Family Band/Jacks)

Far East Family Band

44. Blues Creation - Live (1971). Atto conclusivo della prima parte di carriera dei Blues Creation (che sarebbero rinati come Creation a metà dei Settanta), ensemble esclusivo del grande chitarrista Takeda. Nonostante i rifacimenti d’obbligo (la celeberrima Tobacco road di Loudermilk; Rolling stone di Muddy Waters e Understand di Lydia Miller in cui si esibisce la brava Carmen Maki), sono i tre brani originali a segnare il disco, specialmente Nightmare e Demon and eleven children: blues elettrici che sgorgano direttamente dai Settanta, aspri e diretti, senza ansie solipsiste e d’originalità. Carmen Maki, voce; Fumio Fuya, voce; Kazuo Takeda, voce, chitarra; Yoshiyuki Noji, basso; Shinichi Tashiro, batteria.

43. 3/3 - Sanbun no san (1975). Registrazione effettuata con mezzi antidiluviani e recuperata alla vita (acustica) con mezzi di fortuna, il live è un capolavoro del lo-fi, dell’underground, dell’ufficioso, del catacombale; status tutt’altro che infrequente presso il rock nipponico. Hendrix (omaggiato nell’iniziale Machine song), ma anche gli Stooges, sono i numi tutelari di questa collezione di schegge sonore che gli spasimi del chitarrista Kawashima, alias Reck dei futuri Friction, affileranno al modo punk. A suo modo sublime. Da sconsigliare a chi testa le proprie casse con il battito di The dark side of the moon. Kawashima Akiyoshi, voce, chitarra; Higo Hiroshi, basso; Chiko Hige, batteria.

42. Jacks - Vacant world (1971). Già recensito qui.

41. Far East Family Band - The cave down to the earth (1975). Psichedelia gravida di umori spacey e di languidezze acustiche, seppur priva della problematica profondità della coeva musica tedesca. Squarci bucolici, sprazzi etnici, un orecchio teso ai Floyd più quieti e flottanti; ed un morbido e costante tappeto sonoro garantito dalle tastiere di Takahashi, che diverrà celebre come compositore d’avanguardia col nom de plume Kitaro. Sarà lo stesso Takahashi, in seguito ad un incontro con Klaus Schulze, ad indirizzare il gruppo verso scelte più decise nelle opere successive. Hirohito Fukushima, voce, chitarra; Fumio Miyashita, chitarra, tastiere; Akira Ito, tastiere; Masanori Takahashi, tastiere; Akira Fukakusa, basso; Shizuo Takasaki, batteria; Masanori Takahashi, percussioni.

sabato 15 dicembre 2012

Julian Cope - Japrocksampler vol. 2 (Itsutsu no Akai Fusen/Toshi Ichiyanagi-Michael Ranta-Takehisa Kosugi/Genya concert 1^ parte/Genya concert 2^ parte)

Haino Keiji

47. Itsutsu no Akai Fusen - Flight 1/Flight 2 (1971). Scritto a cavallo fra 1970 e 1971, l'opera è un concentrato di quiete ballate acustiche con blandi sottintesi psichedelici (soprattutto il primo disco, il migliore con la suite iniziale oltre i venti minuti) alternate a brevi bizzarrie che increspano appena il soffice tappeto sonoro. Privo di momenti memorabili, ma il tono generale risulta piacevole.

46. Toshi Ichiyanagi-Michael Ranta-Takehisa Kosugi - Improvisation Sep. 1975 (1975). Ichiyanagi, allievo di John Cage, cercò  di sintetizzare nella propria opera elementi della tradizione strumentale nipponica ed occidentale; Kosugi, violinista, aderì al movimento Fluxus (corrente neo-dadaista che rivendicava lo sconfinamento dell’arte nella vita - con la creazione di happenings anticommerciali aperti a tutti); Michael Ranta, percussionista tedesco e ingegnere del suono, fu tra gli autori di Mu (1970; assieme a Mike Lewis e Conny Plank), una delle maggiori opere dell’allora nascente nuova musica germanica. Le improvvisazioni (il primo capolavoro incontrato sin qui) è divisa in due lunghe suite (21’26’’ e 23’35’’), due immani Om che occorre delibare con calma, lasciandoci coinvolgere dall’accumulo di sensazioni ingenerate, passo dopo passo.

45. VV.AA. - Genya concert (1971). Il concerto fu una sorta di Woodstock (Dicembre 1971) nato per appoggiare la protesta di alcuni agricoltori di Tokyo contro l’espansione di un aeroporto; il resoconto sonoro è una brillante miscellanea di momenti free-jazz (Masayuki 'Jojo' Takayanagi, Mototeru Takagi, Shun Ochiai); rock più basico (Dew; bravi i Blues Creation); folk tradizionale (Fujin Kotodai) e contestatario (Zuno Keisatsu) e, in cauda venenum, noise da camera imbottita con i Lost Aaraaff di Keiji Haino (già investigato in una delle sue reincarnazioni più straordinarie, Fushitsusha) con una programmatica Hell of screams. Haino, uno dei maestri segreti della musica del dopoguerra. Tutto il disco è, però, da ascoltare con devozione.


sabato 24 novembre 2012

Julian Cope - Japrocksampler vol. 1 (Helpful Soul/Yonin-Bayashi/Maru Sankaku Shikaku)

Yonin-Bayashi

I dischi più notevoli del rock giapponese, secondo Julian Cope. Dal numero 50 al numero 1.


50. Helpful Soul - First album (1969). Cover di Robert Johnson, Leiber & Stoller, Willie Dixon (il quinto Led Zeppelin) e Jimi Hendrix (ben tre): niente di nuovo, ma i Nostri azzeccano l’apertura Blues for my baby e, soprattutto, la granitica Peace for fools (10’33’’, già nell’Hardrocksampler), con la coda-omaggio a In-a-gadda-da-vida. Junio Nakahara, voce, chitarra; Gene Shoji, chitarra; Charles Che, basso; Eiichi Tsukasa, batteria.

49. Yonin Bayashi - Ishoku sokuhatsu (1974). Progressive levigato in linea con le tendenze dell’Europa meridionale piuttosto che l’ambito anglosassone o tedesco. Ascoltandoli pur distrattamente saltano all’orecchio le varie influenze straniere; il risultato è, tuttavia, compatto e godibile, specie nell’eponima Ishoku (12’19’’) e in Omatsuri (11’13) in cui si alternano abilmente melodia e indurimenti rock. Katsutoshi Morizono, voce, chitarra; Mitsuru Satoh, voce, chitarra; Hidemi Sakashita, tastiere; Yutaka Mogi,tastiere; Masahide Sakuma, basso; Shinichi Nakamura, basso; Daiji Okai, batteria.
  
48. Maru Sankaku Shikaku - Maru Sankaku Shikaku (1973). Otto lunghe tracce (di circa quindici minuti) che condensano parte del lavoro del gruppo nel triennio 1970-1973. Otto sarabande di free form purissima con evidenti influenze della musica popolare nipponica; una giungla in cui si bisbigliano accordi chitarristici e di violino, percussioni, vocalità bislacche, accenni di tastiera. Pare che la formazione fosse, in realtà, assai più eterogenea di quella sotto indicata, una sorta di comune che autoprodusse e curò il design di tutte le proprie opere. Il nome significa cerchio, triangolo, quadrato. Reck e Chiko-Kige formeranno i Friction. Sakuro "Kant" Watanabe; Kohji "Tohchan" Miura, chitarra; Juno, Yoshiyuki Hida; Etsuko "Manager" Watanabe; Reck, basso; Chiko-Hige, batteria.

venerdì 9 novembre 2012

Julian Cope - Danskrocksampler/Chromeology

Chrome
Danskrocksampler

1.    Savage Rose - Ride my mountain (5.42)
2.    Young Flowers - And who but I should be (5.40)
3.    Burnin’ Red Ivanhoe - Ivanhoe I Brodbyerne (3.56)
4.    Alrune Rod - Du Taler Og Si’r (7.45)
5.    Povl Dissing - Tingel-Tangelmanden (10.25)
6.    Young Flowers - The moment life appeared (2.16)
7.    Savage Rose - A trial in our native town (7.10)
8.    Burnin’ Red Ivanhoe - Marsfesten (5.35)
9.    ACHE - The invasion (6.01)
10.    Alrune Rod - Hej Du (15.05)
11.    Steppeulvene - Itsi-Bitsi (4.54)


Chromeology


1. TV as eyes
2. The monitors
3. March of the Chrome police
4. Slip it to the android
5. Return to Zanzibar
6. Chromosome damage
7. Kinky lover
8. ST 37
9. You’ve been duplicated
10. Nova feedback
11. Pharoah chromium
12. All data lost
13. My time to live

mercoledì 7 novembre 2012

Julian Cope - Postpunksampler 1^ parte/2^ parte

Richard Hell & The Void-Oids
01. Metal Urbain - Paris maquis (3.07)
02. Zounds - Can’t cheat Karma (2.42)
03. Subway Sect - Ambition (3.10)
04. Richard Hell & the Void-Oids - Liars beware (2.52)
05. Germs - Forming (3.08)
06. 39 Clocks - Aspettando Godot (3.53)
07. Missing Presumed Dead - Family tree (2.11)
08. Manicured Noise - Faith (3.30)
09. Jane Aire & the Belvederes - Yankee wheels (3.05)
10. Dance Party - Photograph (3.05)
11. Dum Dum Dum - Dum Dum Dum (2.57)
12. Crass - Mother earth (4.12)
13. Friction - Crazy dream (4.23)
14. Hair & Skin Trading Co. - Monkies (3.24)
15. Electric Eels - Accident (3.22)
16. Chaingang - Son of Sam (3.09)
17. Swell Maps - Read about Seymour (1.27)
18. Sods - Transport (2.55)
19. Reptile Ranch - Saying goodbye (3.05)
20. Dalek I Love You - Trapped (3.59)
21. Colours Out Of Time - As in another world (3.34)
22. Wild Swans - Now you’re perfect (3.15)
23. Armand Schaubroeuk Steals - Buried alive (1.43)
24. Psycho Surgeons - Horizontal action (1.47)
25. D.M.Z. - Bad attitude (2.57)
26. E.S.G. - UFO (2.33)
27. Gaz Chambers - Who’s life is it anyway? (11.12)
28. Joy Division - Autosuggestion (6.07)
29. Blue Orchids - The flood (4.18)
30. Scars - Horrorshow (3.00)
31. Josef K - Sense of guilt (3.06)
32. Fire Engines - Get up & use me (3.12)
33. Artist’s Studio - Jungle gardenia (4.04)
34. Subway Sect - Ambition 1977 (2.53)
35. Tubeway Army - Jo the waiter (2.40)
36. Richard Hell & the Voidoids - Another world (5.30)
37. Mars - Helen Fordsdale (2.27)
38. Red Transistor - Not bite (3.48)
39. Solipsik - See saw (2.22)
40. Rema Rema - Rema Rema (4.21)
41. A Certain Ratio - All night party (3.12)
42. Theatre of Hate - Rebel without a brain (3.49)
43. Spizzenergi - Soldier soldier (3.46)
44. Scritti Politti - 28/8/78 (2.39)
45. Sleepers - Linda (4.15)
46. Human Switchboard - Fly-in (3.12)
47. DMZ - Don’t jump me, mother (3.21)
48. ESG - You’re no good (3.07)
49. Kleenex - Ain’t you (3.01)
50. Section 25 - Girls don’t count (4.26)
51. Ed Banger - Kinnel Tommy (4.06)
52. John Cooper Clarke - Psycle sluts (5.42)
53. Crispy Ambulance - The presence (12.55)

sabato 3 novembre 2012

Julian Cope - Detroitrocksampler

Richard Hell & The Void-Oids
01. Metal Urbain - Paris maquis (3.07)
02. Zounds - Can’t cheat Karma (2.42)
03. Subway Sect - Ambition (3.10)
04. Richard Hell & the Void-Oids - Liars beware (2.52)
05. Germs - Forming (3.08)
06. 39 Clocks - Aspettando Godot (3.53)
07. Missing Presumed Dead - Family tree (2.11)
08. Manicured Noise - Faith (3.30)
09. Jane Aire & the Belvederes - Yankee wheels (3.05)
10. Dance Party - Photograph (3.05)
11. Dum Dum Dum - Dum Dum Dum (2.57)
12. Crass - Mother earth (4.12)
13. Friction - Crazy dream (4.23)
14. Hair & Skin Trading Co. - Monkies (3.24)
15. Electric Eels - Accident (3.22)
16. Chaingang - Son of Sam (3.09)
17. Swell Maps - Read about Seymour (1.27)
18. Sods - Transport (2.55)
19. Reptile Ranch - Saying goodbye (3.05)
20. Dalek I Love You - Trapped (3.59)
21. Colours Out Of Time - As in another world (3.34)
22. Wild Swans - Now you’re perfect (3.15)
23. Armand Schaubroeuk Steals - Buried alive (1.43)
24. Psycho Surgeons - Horizontal action (1.47)
25. D.M.Z. - Bad attitude (2.57)
26. E.S.G. - UFO (2.33)
27. Gaz Chambers - Who’s life is it anyway? (11.12)
28. Joy Division - Autosuggestion (6.07)
29. Blue Orchids - The flood (4.18)
30. Scars - Horrorshow (3.00)
31. Josef K - Sense of guilt (3.06)
32. Fire Engines - Get up & use me (3.12)
33. Artist’s Studio - Jungle gardenia (4.04)
34. Subway Sect - Ambition 1977 (2.53)
35. Tubeway Army - Jo the waiter (2.40)
36. Richard Hell & the Voidoids - Another world (5.30)
37. Mars - Helen Fordsdale (2.27)
38. Red Transistor - Not bite (3.48)
39. Solipsik - See saw (2.22)
40. Rema Rema - Rema Rema (4.21)
41. A Certain Ratio - All night party (3.12)
42. Theatre of Hate - Rebel without a brain (3.49)
43. Spizzenergi - Soldier soldier (3.46)
44. Scritti Politti - 28/8/78 (2.39)
45. Sleepers - Linda (4.15)
46. Human Switchboard - Fly-in (3.12)
47. DMZ - Don’t jump me, mother (3.21)
48. ESG - You’re no good (3.07)
49. Kleenex - Ain’t you (3.01)
50. Section 25 - Girls don’t count (4.26)
51. Ed Banger - Kinnel Tommy (4.06)
52. John Cooper Clarke - Psycle sluts (5.42)
53. Crispy Ambulance - The presence (12.55)

sabato 22 settembre 2012

Julian Cope - Glamrocksampler/Hardrocksampler


Di seguito due compilazioni di Julian Cope, che ho pensato bene di rendere effettive. Uno sbilanciamento verso le produzioni inglesi è compensato dalle due passioni del Nostro per il rock tedesco e giapponese. Ingaglioffimento nostalgico con retrogusto godibilissimo e, soprattutto, qualche sorpresa. Buon ascolto.


Glamrocksampler

1. Tyrannosaurus Rex (Gran Bretagna) - King of the rumbling spires (1969)
2. Move (Gran Bretagna) - When Alice comes back to the farm (1970)
3. John Kongos (Sudafrica) - He’s gonna step on you again (1971)
4. Tiger B. Smith (Germania) - Tiger rock (1972)
5. Pussy (Gran Bretagna) - Feline woman (1972)
6. Lucifer (Gran Bretagna) - Fuck you (1972)
7. White Witch (USA) - Class of 2000 (1973)
8. Jobriath (USA) - World without end (1973)
9. Silverhead (Gran Bretagna) - 16 & savaged (1973)
10. Amon Düül II (Germania) - Jalousie (1973)
11. Argent (Gran Bretagna) - God gave rock’n’roll to you (1973)
12. Pantherman (Olanda) - Pantherman (1974)
13. Mustard (Gran Bretagna) - Good time comin’ (1974)
14. Iron Virgin (Gran Bretagna) - Rebels rule (1974)
15. Dump (Francia) - Annabelle (1975)
16. Neil Merryweather (Canada) - The groove (1975)
17. Be Bop Deluxe (Gran Bretagna) - Swansong (1975)
18. Seventh Wave (Gran Bretagna) - Star palace of the sombre warrior (1975)
19. Dictators (Gran Bretagna) - Master race rock (1975)
20. Rik Kenton (Gran Bretagna) - The libertine (1976)
21. Kiss (USA) - Great expectations (1976)
22. Runaways (USA) - Dead end justice (1976)
23. Chrome (USA) - My time to live (1976)
24. Doctors of Madness (Gran Bretagna) - Mainlines (1976)

Hardrocksampler

1. Aynsley Dunbar (Gran Bretagna) - Warning (1967)
2. Jake Holmes (USA) - Dazed & confused (1967)
3. Up - Together (1968)
4. Flower Travellin’ Band (Giappone) - How many more times? (1969)
5. Litter (USA) - Blue ice (1969)
6. Helpful Soul (Giappone) - Peace for fools (1969)
7. Move (Gran Bretagna) - Don’t make my baby blue (1970)
8. David Bowie (Gran Bretagna) - She shook me cold (1970)
9. Love (USA) - Love is more than words (1970)
10. Bloodrock (USA) - D.O.A. (1970)
11. Sir Lord Baltimore (USA) - Caesar ’71 (1971)
12. Hairy Chapter (Germania) - It must be an officer’s daughter (1971)
13. Speed, Glue & Shinki (Giappone) - Sniffin’and snortin’ (1971)
14. Budgie (Gran Bretagna) - Crash course in brain surgery (1971)
15. UFO (Gran Bretagna) - Timothy (1971)
16. Mops (Giappone) - Town where I was born (1971)
17. Bang (USA) - Future shock (1972)
18. Tiger B. Smith (Germania) - These days (1972)
19. Troggs (Gran Bretagna) - Feels like a woman (1972)
20. Thin Lizzy (EIRE) - The rocker (1973)
21. Granicus (USA) - You’re in America (1973)
22. Kiss (USA) - Parasite (1974)
23. Mott the Hoople (Gran Bretagna) - The great white wail (1975)