Visualizzazione post con etichetta beat italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta beat italiano. Mostra tutti i post

martedì 14 agosto 2012

Nurse with Wound list vol. 8 (Biglietto per l'Inferno/Jean-Jacques Birgé-Francis Gorgé-Shiroc/Blue Sun/Raymond Boni-Claude Bernard/Don Bradshaw-Leather/Brainstorm)

Brainstorm. NWW list vol. 8

37. Biglietto per l’Inferno (Italia) - Biglietto per l’Inferno (1972). Uno dei lavori più riusciti del progressive italiano (di Lecco) in cui melodia, aggressività di suono e voglia polemica si miscelano con felicità; nonostante i limiti, quasi inestirpabili, dei Settanta italiani: la mancanza di sperimentazione, di arditezza, di sguardo ‘alto’. Confessione è uno dei brani capitali dell’Italian prog. Claudio Canali, voce, flauto; Marco Mainetti, chitarra; Giuseppe Cossa, tastiere; Giuseppe Banfi, tastiere; Fausto Branchini, basso; Mauro Gnecchi, batteria.

38. Jean-Jacques-Birgé-Francis Gorgé-Shiroc (Francia) - Défense de (1975). Cineasta, compositore di colonne sonore per teatro, radio, televisione, Birgé conta all’attivo circa trenta lavori; all’insaputa di parecchi, verrebbe da dire. Defense de, il primo album edito dalla Grrrr (etichetta fondata da lui stesso) è un ragguardevole tour de force di elettronica jazz sperimentale che, nell’edizione in CD, si arricchisce di altri quattro brani. Birgé e Gorgé crearono anche Un drame musical instantané (assieme a François Vitet), ensemble con cui accompagnarono dal vivo, fra l’altro, numerosi film muti (il Caligari di Wiene, L’uomo con la macchina da presa di Vertov, Il gabinetto delle figure di cera di Leni, il Potëmkin di Ejzenštejn …). Jean-Jacques Birgé, tastiere, flauto, sassofono; Francis Gorgé, chitarra, basso; Shiroc, batteria, percussioni.
39. Blue Sun (Danimarca) - Blue Sun (1971). Gruppo hippie, attivo per tutti i Settanta, e devoto ad un blando, ma piacevole rock dominato dalle melodie dei fiati e da innesti chitarristici. Innocuo. Dale Smith, voce, percussioni; Niels Pontoppidan, chitarra; Soren Berggreen, flauto, sassofono, arpa, percussioni; Jesper Zeuthen, sassofono; Poul Ehlers, basso; Jan Kaspersen, piano; Bo Jacobsen, batteria.
 
40. Raymond Boni-Claude Bernard (Francia) - Pout-pourri pour parce que (1978). Improvvisazioni jazz basate sui duetti fra chitarra e sassofono, registrate l’anno prima a Parigi in due distinti live. Lo stile di Boni fu influenzato da quello di Django Reinhardt, lo zingaro sinti che, ricordiamolo, era di origine belga. Raymond Boni, chitarra; Claude Bernard, sassofono.


41. Don Bradshaw-Leather (Gran Bretagna) - Distance between us (1972). Doppio LP ordito da un gruppo la cui storia e la cui formazione rimane oscurissima. Anche il lavoro, diviso in quattro lunghe composizioni di circa venti minuti, è difficilmente inquadrabile. Percussioni tribali ed ossessive sottolineano la predominanza delle tastiere, impegnate nel ricreare toni gotici da Hammer Films. Più un prodotto germanico che anglosassone. Il nostro Antonio Bartoccetti probabilmente ne è entusiasta. Reparto curiosità, ma merita un ascolto.

42. Brainstorm (Germania) - Smile a while (1972). Brillante gruppo di jazz-progressive che vien giù dai rami dell’albero di Canterbury, ma, sostenuto da un‘ottima tecnica esecutiva (bravo il multi strumentista Schaeffer), si avventura anche in campi zappiani (Snakeskin tango) o più mainstream (You are what’s gonna make it last). Un classico, peccato la copertina. Roland Schaeffer, voce, chitarra, sassofono, clarinetto; Eddy von Overheidt, voce, tastiere; Rainer Bodensohn, basso, flauto; Joachim Koinzer, batteria, percussioni.

giovedì 9 agosto 2012

Nurse with Wound list vol. 7 (Banten/Franco Battiato/Han Bennink/SteveBeresford/Berrocal-Coster-Ferlet/Philippe Besombes)

NWW vol. 7. Philippe Besombes

31. Banten (Olanda) - Banten (1972). Gruppo apparentemente oscuro (non li cita neanche discogs.com), ma, in realtà, formato da eccellenti musicisti jazz ancora in attività, a cominciare da Reijseger, autore delle colonne sonore dei film di Werner Herzog, The wild blue yonder e The white diamond (L’ignoto spazio profondo e Il diamante bianco). Da riascoltare i pezzi più tirati, in special modo l’iniziale Music for Nita e Bert e Dig Dick. Henny Vonk, voce; Rob Van Der Broeck, piano; Ernst Reijseger, violoncello; Jurre Haanstra, batteria; Arnold Dooyeweerd, contrabbasso. 

32. Franco Battiato (Italia) - Pollution (1972). Che dire? Uno dei pilastri dell’avanguardia italiana, mistura personalissima di musica alta, space rock, esistenzialismo, tastiere germaniche, moniti distopici (accenni al Mondo nuovo di Aldous Huxley), scioglilingua misterici. A quarant’anni di distanza non ha perso il proprio fascino.

33. Han Bennink (Olanda) - Solo (1972). Dalle note di copertina : “Using drums, dhung, rkangling, khène, oe-oe, "soft" trumpet, a fiddle-like instrument, prepared trombone, tape recording of Brazilian jungle, mokugyo, rolmo, silnyen, kazoo …”. Batterista e multistrumentista, già con Dexter Gordon, Sonny Rollins e Wes Montgomery e il connazionale Ernst Reijseger dei Banten, in Solo egli si affida in toto all’improvvisazione solitaria più estrema. Da ascoltare, con cautela.

34. Steve Beresford (Gran Bretagna) - The bath of surprise (1980). Ancora un multi strumentista improvvisatore, già sodale proprio di Han Bennink, nonché di Flying Lizards e di His Majesty John Zorn. Il lavoro è frantumato in veloci sberleffi sonori, ma è davvero efficace nelle tracce più articolate (A cup of tea and a bun e, soprattutto, Spring clips) dove si evita il compiacimento della destrutturazione.

35. Jacques ‘Jac’ Berrocal-Dominique Coster-Roger Ferlet (Francia) - Musiq musik (1973). Il trio organizza, con l’aiuto di Jef Gilson, quattro pezzi tra avanguardia e world music. Il disco sfiora il capolavoro nel pezzo finale (Cryptea) quando l’enorme e inusuale varietà strumentale viene utilizzata non per stupire, ma per costruire atmosfere enigmatiche. Jacques Berrocal, trumpet, bells, percussion, trombone, horns [pakistani, Tibetan conch shell], shenai, vocals, harmonium; Roger Ferlet, cornet, vocals, percussion, horns [Tibetan conch shell, horn of Ramadan], bells, strings; Dominique Coster, trombone, bells, whistle, cymbal, vocals, horns [double horn]. 

36. Philippe Besombes (Francia) - Celi est cela (1979). Già con Hydravion (il primo lavoro riscosse un inattesso successo in madrepatria), Besombes vira, a fine anni Settanta, verso l’elettronica. Qui vengono raccolte tracce risalenti al periodo 1972-1979, alcune delle quali concepite per compagnie di balletto parigine. Come ingegnere del suono assistette Nono e Stockhausen al Festival d’Arte Contemporanea di La Rochelle. Manca la prima traccia, Princess Lolita, un’imposizione della casa discografica che esigeva un pezzo commerciale. Poco male.


martedì 7 agosto 2012

Italians do it worse - 45 covers of the Italian beat era



Cominciamo con un’ammissione: ogni stagione ha la propria musica. Il caldo umido non va d’accordo con John Zorn e l’avanguardia; l’autunno si accorda col progressive e la sperimentale: l’inverno e l’inizio di primavera con tutto ... Il rigoglio dell’estate romana: le bestemmie nel traffico, la schiena-camicia appiccicata al sedile, l’asfalto, derubricato dalle tangenti, che cede sotto il tacco, il persistente odore di feci canine spiaccicate sul marciapiede, le torme di stranieri allucinati che si spostano fra i ruderi millenari assediati dalle bancarelle abusive, lo squallore del turismo da poco, i centurioni fasulli, gli artisti fasulli da strada, i mendicanti fasulli, i capi firmati fasulli, guardati a vista dalle forze della gendarmeria locale e nazionale, veri stavolta, i bar storici vista location di Fellini due cappuccini-due cornetti-acqua rubinetto filtrata-venti euro, lo slow food-cacio e pepe-venti euro, le impalcature eterne, i vicoli sforacchiati dai lavori eterni, l’eterna occupazione del suolo pubblico con pubblicità abusive ed invasive, la scalinata di Trinità dei Monti popolata da americani in ciabatte, inglesi in ciabatte, cinesi stanziali e romani geneticamente in ciabatte, la sommità della scalea ingombra di ombrelloni e ciarpami che negano all’esteta il liberatorio sguardo panoramico ... Ugo Pagliai ne Il segno del comando ci parcheggiava tranquillamente a Trinità dei Monti, in quello spiazzo allora deserto, davanti all’albergo Galba, A.D. 1970 circa; lo stimolo degli anni Sessanta, massime primi Settanta, si fa, quindi, davvero forte; si disseppelliscono discografie psichedeliche texane, anticaglie australiane, nostalgie californiane, merseybeat tedeschi. Assieme ai reperti più preziosi gli scavi ridonano alla luce anche qualche barattolo arrugginito, il beat nostrano; quello del periodo 1965-1970, il più stupido e coloniale, quando tutto sembrava andare bene, e gl’Italiani, come adesso, credevano che Ben King e Them avessero copiato Celentano e Caterina Caselli. Non sto qui a spiegare il fenomeno delle cover italiane di successi stranieri: rimandiamo all’informatissimo sito Musica e memoria, che ringraziamo. La versione di Hey Joe rilasciata da Martò, su testi di Francesco Guccini mi ha dato l’idea; ho trascelto quarantacinque dei più eclatanti stupri (fra centinaia), in cui testi e musiche venivano paternalisticamente edulcorati e resi disponibili ad un paese ancora energico, ma già menefreghista e disimpegnato; ne è risultata una sbalestrata galleria degli orrori sociologicamente notevole: come documento della piccineria italiana è insuperabile. I maggiori della musica Sixties si rivolteranno vieppiù nella tomba e, come notò Groucho Marx  in Duck soup, dovremo rimboccargli la lapide.
Buon ascolto, si fa per dire.

4 Califfi - Ti giuro che è così (1966) [Kinks - You really got me]
4 di Lucca - Lo sai domani che faremo (1964) [Beach Boys - Surfin’ USA]
Adriano Celentano - Personalità (1960) [Lloyd Price - Personality]
Adriano Celentano - Pregherò (1962) [Ben E. King - Stand by me]
Alusa Fallax - Tutto passa (1969) [Kingston Trio/Searchers - All my sorrows]
Angeli - Dove vuoi (1968) [Who - I’m a boy]
Astrali - Vado su in alto (1968) [Byrds - Eight miles high]
Augusto Righetti - Non sei dritta (1966) [Beatles - Day tripper]
Barrittas - Ritorno da te (1970) [Cream - Sunshine of your love]
Beans - Un marinaio (1969) [Procol Harum - A salty dog]
Big Ben’s - C’è chi per amore (1966) [Rolling Stones - The last time]
Bit Nik - Ho difeso il mio amore (1968) [Moody Blues - Night in white satin]
Camaleonti - Se ritornerai (1966) [Beatles - Norwegian wood]
Camaleonti - Senza di te che farò (1967) [James Brown - It’s a man’s man’s world]
Caterina Caselli - Sono qui con voi (1965) [Them - Baby please don’t go]
Caterina Caselli - Tutto nero (1966) [Rolling Stones - Paint it black]
Cavernicoli - Se vuoi restare sola (1966) [Lovin’ Soonful - Summer in the city]
Chiodi - Accendi una stella (1966) [Neil Diamond - I’m a believer]
Chiodi e Silvio Rossi - Arcobaleno (196?) [Judy Garland - (Somewhere) over the rainbow]
Club 76 - Me ne andrò domani (1966) [Yardbirds - Heart full of soul]
Colours - Hush (1968) [Deep Purple - Hush]
Corvi  - Sospesa a un filo (1967) [Electric prunes - I had too much to dream]
Crazy boys - Quando un uomo ama una donna (1966) [Percy Sledge - When a man loves a woman]
Cuccioli  - Tu non sai (1967) [Who - The kids are allright]
Diabolici - Qualcuno forse piange (1967) [Jimi Hendrix - The wind cries Mary]
Dik Dik - Senza luce (1966) [Procol Harum - A whiter shade of pale]
Dik Dik - Sognando la California (1966) [Mamas & Papas - California dreamin’]
Don Backy - Mister Tamburino (1965) [Bob Dylan - Mr. Tambourine man]
Elio Gandolfi - Acquario (1968) [5th Dimension - Aquarius]
Faraoni - Dimmi se tu vuoi (1967) [Spencer Davis Group - Gimme some lovin']
Gianni Pettenati  - Come una pietra che rotola (1966) [Bob Dylan - Like a rolling stone]
Giganti - Corri uomo corri (1970) [David Bowie - Space oddity]
Hugu Tugu - Fino a ieri (1968) [Jefferson Airplane - Somebody to love]
Innominati - Prendi un fiammifero (1967) [Doors - Light my fire]
Jimmy Fontana  - Per vivere insieme (1966) [Turtles - Happy together]
Mario Guarnera - Le navi (1968) [Otis Redding - Sittin’ on the dock the bay]
Mat 65  - Un riparo per noi (1966) [Troggs - With a girl like you]
Pecore Nere - Torna (1966) [Troggs - Wild thing]
Profeti  - Rubacuori (1967) [Rolling Stones - Ruby Tuesday]
Ribelli - Chi mi aiuterà (1967) [Supremes - Keep me hanging on]
Rogers  - Tam tam (1969) [Beatles - Come together]
Templari - La luce (1968) [Zombies - Time of the season]
Trolls - Un mondo su misura (1968) [Louis Armstrong - What a wonderful world]
Uh! - Non sono solo (1970) [Beatles - I’m the walrus]
Uragani - Con quella voce (1966) [Who - I can’t explain]