martedì 7 dicembre 2021

Bong - Bong (2009)

 

Riprendere in mano un blog dopo più di cinque anni ...
Ritornare sul luogo dei delitti assomiglia al ritorno di Renzo Tramaglino alla sua casa, dopo anni ... tutto è in sfacelo, la vigna inselvatichita, le speranze perdute.
E poi: con quale prospettiva? Nessuna. In realtà non sto riprendendo in mano un bel nulla.
Mi dava solo un pocolino di fastidio l'ultimo post, quello con cui salutavo il magro pubblico (ogni blog dedicato al rock ha un pubblico assai striminzito): a rivederlo tutte le volte che aprivo questa pagina (una volta all'anno) mi pigliava un vago sconforto, come di chi avesse abbandonato una propria creatura indifesa nel mezzo di un oceano in tempesta.
Lo retrocedo, perciò, di un gradino (il post). Eccovi, perciò, un bel doom d'esordio dei britannici Bong. Senza il download gratuito che allora proponevo, ché oggi, in epoca di spotify, offrire ha poco senso dato che ogni artista è in offerta o saldo o svendita d'occasione.
I miei gusti? Non sono cambiati di un millimetro, anzi si sono forse radicalizzati tanto che non sopporto quasi più niente che non sia alieno da compromissioni e palpeggiamenti commerciali.
Vox clamantis in deserto ... dieci anni fa ancora credevo che si potesse creare una fratellanza in rete di compagni di viaggio. Quanto mi sbagliavo! Si era in pochi gatti, all'inizio. Poi ne morì qualcuno e si rimase in quattro gatti ... oggi di gatti se ne vedono col binocolo rovesciato (forse solo uno: tuningmaze3.blogspot.com). Non sto parlando di uno scadimento del gusto, che pure esiste ed è ciclopico. Parlo di un doppio disinganno.
Primo: quello di credere a una evangelizzazione della musica che ritenevo meritevole d'esser ascoltata: fosse, tale musica, sconosciuta ai più oppure poco nota per vicissitudini produttive o eccentrica rispetto ai centri di diffusione commerciale; oppure, semplicemente, di livello artistico considerevole e, nonstante questo, poco considerata. Il web, sostanzialmente gratuito, lo reputavo il mezzo perfetto col quale farla conoscere a un pubblico da "risvegliare" intellettualmente ... senza snobismi di fondo, però ... La risposta, negli anni, benché mi divertissi a sondare discografie periferiche e poco battute, fu fallimentare. Mi resi conto che l'Italiano, di fatto, non ascoltava più musica. Non ascoltava Bach, Satie, i canti gregoriani; né Schulze, Can, Ash Ra Tempel; nè Bongwater, Hammill o Gentle Giant. Presto non ascolterà più manco Vasco Rossi o i Rolling Stones ... La fuga, continua, inarrestabile, furibonda, dall'intelligenza e da tutto ciò che la ricorda, pur lontanamente, è sotto gli occhi di tutti.
Secondo: la mancanza di voglia d'avventura, di sfida, di ricerca. Trent'anni fa ancora ci si azzuffava su Frank Zappa ... oggi la musica è, soprattutto, tappezzeria, accompagnamento, riempitivo, ornamento. Vicaria di uno spot, d'una battaglia politicamente corretta, di un ascensore, d'uno smartphone o d'una serie televisiva ... tutto è ambient, poltiglia, moda sfacciata ... tanto debordante da aver annientato anche le riserve indiane che ancora resistevano ... i burger musicali si assomigliano oramai in tutto il mondo, assemblati da cuochi che non sanno manco cucinare un uovo al tegamino ... il totalitarismo digitale coincide con il trionfo dell'anonimo, dell'ammicco transeunte e stucchevole, della grossolanità.
Per conto mio vi ammannisco i Bong.
E chi sono, dirà qualcuno.
Quattro inglesi che propongono la consueta zuppa doom: litanie da monaci abissali, bordoni ominosi, percussioni funebri, impasti sonori catatonici ... unica screziatura: il sitar di Benjamin Freeth ...
Tutto già sentito. E, però, come dirvelo?, a me la zuppa piace.

7 commenti:

  1. Caro Vlad, non ti dico bentornato poichè, avendo conversato con te a più riprese in passato, conoscendo in linea di massima la tua filosofia e leggendoti ora così amareggiato e disilluso, non posso fare altro che sedermi di fianco a te, darti una pacca sulla spalla e dirti che mi fa un gran piacere assumere 'sto sermone dei tuoi. Però, se proprio posso alleggerirti un minimo: in linea di massima condivido (forse dovrei scrivere un post in merito per ampiezza di spunti, ma non so se ne ho voglia), ma in poche parole a mio avviso le cose stanno così: il blog è in primis per me stesso, se poi si condivide con altri spiriti affini, ben venga. Frègatene. Il mondo e la società cambiano mentre noi che circoliamo intorno al mezzo secolo non ce ne accorgiamo neanche. Diec'anni fa il Blogspot era fiorente e vivido di socialità, ora direi che la sua desertificazione è stata frutto di un semplice processo di selezione naturale. Esiste qualcosa di meglio di un purissimo silenzio nel quale inserire della buona musica e trarne emozioni? Per chi vuole berciare, polemizzare, esporre i propri fatti in piazza senza necessariamente avere un pubblico interessato, ci sono i Faccialibro, il Cinguettatore e compagnia. Tutti luoghi con cui la musica ha ben poco a che fare.
    Attualmente ho una media di 200 visite giornaliere; persone che lasciano commenti ce ne sono un paio o tre, e piuttosto sporadicamente. Ma se non passasse mai nessuno, non me ne curerei. Per me il blog è una fede incrollabile; grazie ad esso ho conosciuto mia moglie. Quindi grazie ad esso esiste mio figlio. Non serve altro.

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    1. Caro mio, la tua pacca mi è di conforto anche se non allevia la mia disillusione.
      Continueremo ad ascoltare Gnaw Their Tongues e Nurse With Wound, da soli, per noi ...
      Sono contento per te, la vita può riservarci alcune felicità.

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  2. Ben trovato, fa piacere vedere rivivere uno dei migliori blog musicali. Mi mancava.

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    1. Grazie, farò un po' di post sporadici, giusto per far piacere ai 4 gatti sopravvissuti ... e far dispiacere agli altri ...

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  3. Bentornato Vlad. Fino a che ci sono artisti che creano musica, vale lo sforzo di ascoltare, discernere, capire, non importa se in pochi applaudono. Il tuo blog e TM sono tra i pochi che meritano di continuare a essere letti.

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  4. Da ex-blogger inserito nel tuo blogroll come Italo-Wave ti mando un saluto. Il tuo tetro quadro lo condivido. Lo stato attuale del gradimento della vera musica alternativa (per non dire del rock) è deprimente. Io continuo a seguire i blogger resistenti, ma è pacifico constatare come fai tu che il mondo è andato da un'altra parte. Mi oppongo alle varie piattaforme di sharing mercificato, detesto fb ma osservo che ormai la transumanza avviene tutta là, laddove la fruizione è schematizzata e standardizzata nelle modalità di proposta. Si parla tanto di dittature, ma una delle più vere secondo me è proprio quella musicale. La gente cresce coi gusti musicali tarati. Paradossalmente col web si potrebbe affinare gusti musicali vasti ma ciò non avviene. Troppo forte è il rimpallo corroborante tra talent-shows, social e you tube. Noi siamo errori di sistema.
    Mi conforta il fatto che prima o poi le cose potranno anche cambiare, la storia infatti è come una ruota, ogni tanto gira..e girerà prima o poi anche contro il business musicale. Io confido in questo, nel mentre continuo ad essere diverso e mando un saluto a tutti gli errori di sistema come me. Non siamo sconfitti, viviamo in un'altra maniera questo mondo. La nostra diversità può essere ancora un esempio prezioso. Forza e coraggio.

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  5. Leggo con un po' di ritardo....
    Che ti devo dire? Bentornato e fatti vedere un po' più spesso che di questi tempi una voce "discordante" fa sempre piacere.
    La situazione musicale odierna è effettivamente deprimente ma non fa altro che rispecchiare la situazione generale della società.
    Per quel che mi riguarda ascolto solo dischi ed artisti non posteriori ai primissimi anni 90 (più o meno periodo nel quale lasciarono la terra due leggende come Miles Davis e Frank Zappa) e tanto basta e mi avanza.
    Urca se mi avanza!

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