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venerdì 5 ottobre 2012

Early psychedelia vol. 6 (Jefferson Airplane/Grateful Dead/Quicksilver Messenger Service)

Quicksilver Messenger Service

Jefferson Airplane (USA, San Francisco, California) - Live at the Family Dog Ballroom September 9th, 1969. Cosa dire? Cinque brani da Volunteers, due da Crown of creation, poi Somebody to love e, dulcissimus in fundo, una jam con Jerry Garcia di ventisei minuti. Altro? Marty Balin, voce; Grace Slick, voce; Jorma Kaukonen, voce, chitarra; Paul Kantner, voce, chitarra; Jack Casady, basso; Spencer Dryden, batteria, percussioni; [Jerry Garcia, chitarra]. 

Grateful Dead (USA, San Francisco, California) - Live at Fillmore West March 1st, 1969. Concerto semplicemente eccezionale con tre monoliti: That’s it for the other one (21’22’’), Turn on your lovelight (23’59’’) e, ovviamente, Dark star (23’01’’). C’è anche una grandiosa St. Stephen e, perché no, una finale Hey Jude (un po’ diversa dalle versioni medie dei Bitolz). I primi Grateful qui. Jerry Garcia, chitarra; Bob Weir, chitarra; Ron ‘Pigpen’ McKernan, tastiere; Tom Constanten, tastiere; Phil Lesh, basso; Bill Kreutzmann, batteria; Mickey Hart, batteria.

Quicksilver Messenger Service (USA, San Francisco, California) - Live at Fillmore East June 1968. Happy trails fu un mio caposaldo per anni, ricomprato altre due volte, in vinile e CD. Cipollina morì a soli 45 anni e non ebbe i riconoscimenti che meritava, nonostante una produzione, giudicata apparentemente minore, da riscoprire (Copperhead, collaborazioni con Merrell Fankhauser e Nick Gravenites). Dopo trent’anni di ascolto il medley Mona-Maiden of the Cancer moon fa ancora correre brividi per la schiena (e non è una metafora): qui ce ne sono addirittura due, acidissime, indimenticabili e commoventi. John Cipollina, voce, chitarra; Gary Duncan, voce, chitarra; David Freiberg, voce, basso, viola; Greg Elmore, batteria.

martedì 15 maggio 2012

Grateful Dead - Vintage Dead (1970)/Historic Dead (1971)


La data non inganni: i due live in questione, abbastanza rari, anche sul web, risalgono al 1966; Vintage Dead pare sia stato registrato fra il 16 e il 17 Settembre 1966 all'Avalon Ballroom di San Francisco; Historic Dead nell'Autunno dello stesso anno, fra l'Avalon Ballroom e il Matrix.
I Dead erano sulla strada per divenire i Dead; dissoltisi i Warlocks, i Nostri (Jerry Garcia, voce, chitarra; Bob Weir, voce, chitarra; Pigpen Ron McKernan, voce, tastiere, armonica; Phil Lesh, basso; Bill Kreutzmann, batteria) erano già famosi per le loro inacidite tirate dal vivo: qui li troviamo alle prese soprattutto con classici (Bob Dylan, Willie Dixon, Wilson Pickett, Elmore James) e tradizionali, ma opportunamente stravolti e, per ciò stesso, quasi di loro scrittura (i diciotto minuti di In the midnight hour).
Ho sempre avuto un rapporto controverso coi Dead, forse a causa delle tripartizioni instillate dalla scuola pubblica italiana; Mazzini-Cavour-Garibaldi, Copernico-Galileo-Newton, Sumeri-Assiri-Babilonesi, Carducci-Pascoli-D'Annunzio, Cesare-Pompeo-Crasso. Una forma mentis mutuata dalla mistica (Trinità, Trimurti ...), e poi applicata dai reduci scolastici anche in altri ambiti: Zoff-Gentile-Cabrini, Oriali-Collovati-Scirea ... e poi, inevitabilmente, in Inghilterra, Beatles-Who-Rolling Stones, e, a San Francisco, Jefferson-Quicksilver-Grateful. Purtroppo per Garcia e soci avevo un debole per Grace Slick e Kaukonen e per Happy trails e il grande John Cipollina; cosa dire? Li ho trascurati. In seguito, l'ascolto a tamburo battente dell'intera discografia (sterminata, soprattutto per i bootleg) mi ha riavvicinato a loro.
Questi concerti, come per i Can, sono una porta d'ingresso secondaria a cui accedere all'opera eccezionale dei californiani.
Non resta che ascoltarli.