martedì 13 dicembre 2011

Stop OPA (Online Piracy Act)

I've censored the following, in protest of a bill that gives any corporation and the US government the power to censor the internet--a bill that could pass THIS WEEK. To see the uncensored text, and to stop internet censorship, visit: http://americancensorship.org/posts/6620/uncensor

█████ che sia la ███████, ████ mi ██████ una ██████████à, ████████ di ██████ ████'████████; l'█████████ ██████ il ████████ è un ███████ di ████ █████. La █████ di ███████ ████ ██████ sul ██████ █████.

███████ ████████

Uncensor This

lunedì 12 dicembre 2011

Fairport Convention - BBC live sessions 1967-1968/1969/1970/1971-1974



24.11.1967 (broadcast 10.12.1967; Playhouse Theatre, Nortumberland Avenue; Top Gear; Dyble, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble, Matthews) 

- Let's Get Together
- One Sure Thing
- Lay Down Your Weary Tune
- Chelsea Morning
 


06.02.1968 (broadcast 03.03.1968; Top Gear; Dyble, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble, Matthews) 

- Violets of Dawn                 
- If (Stomp)
- Time Will Show the Wiser
- If I Had a Ribbon Bow
 


28.05.1968 (broadcast 02.06.1968 except Some Sweet Day 30.06.1968; Studio 1, 201 Piccadilly; Top Gear; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Close the Door Lightly When You Go
- I Don’t Know Where I Stand
- Some Sweet Day
- Nottamun Town
- You Never Wanted Me
 


18.06.1968 (Jack O’ Diamonds broadcast 24.06.1968; Night in the City 26.06.1968; Marcie 26.06.1968; David Symonds; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Jack O’Diamonds
- Night in the City
- Marcie
 


26.08.1968 (broadcast 01.09.1968 except Suzanne 30.09.1968; Top Gear; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Gone, Gone, Gone
- Suzanne
- If It Feels Good, You Know
- Eastern Rain
- Fotheringay
 


02.12.1968 (broadcast 08.12.1968; Stuart Henry Show; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Bird On a Wire
- Meet Me On the Ledge
 


09.12.1968 (broadcast 22.12.1968; Studio 1, 201 Piccadilly; Top Gear; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Light my Fire
- Meet On the Ledge
- She Moves Through the Fair
- I'll Keep It With Mine
- Billy the Orphan Boy's Lonely Christmas
 


27.12.1968 (broadcast I Still Miss Someone 07.01.1969; Tried So Hard 08.01.1969; Book Song 09.01.1969; Reno Nevada 10.01.1969; David Symonds; Denny, Matthews, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- I Still Miss Someone
- Tried So Hard
- Book Song
- Reno Nevada
 


04.02.1969 (broadcast 09.02.1969; Symonds on Sunday; Denny, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- You’re Gonna Need My Help
- Fotheringay
- Shuttering Live Experience
- Who Knows Where the Time Goes
 


18.03.1969 (broadcast 06.04.1969; playhouse Theatre, Nortumberland Avenue; Denny, Nicol, Thompson, Hutchings, Lamble) 

- Cajun Woman
- Autopsy
- Si Tu Dois Partir Va T'En
- Percy's Song
 


23.09.1969 (broadcast 27.09.1969; Maida Vale 4; Top Gear; Denny, Nicol, Thompson, Hutchings, Mattacks, Swarbrick) 

- Reynardine
- Tam Lin
- Sir Patrick Spens
- Jigs & Reels Medley
- The Lady Is a Tramp
 


20.04.1970 (broadcast 02.05.1970 except Doctor of Physick 01.08.1970; Top Gear; Nicol, Thompson, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- Walk Awhile
- Poor Willy and the Jolly Hangman
- Doctor of Physick
 


21.04.1970 (broadcast 27.04.1970; Sounds of the Seventies; Nicol, Thompson, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- Sir Patrick Spens
- Flatback Caper
- Open the Door Richard
 


07.07.1970 (broadcast 26.07.1970; Folk on One; Nicol, Thompson, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- The Bonny Bunch of Roses
- The Deserter
- The Hangman’s Reel
 

09.07.1970 (broadcast 02.08.1970; Folk on One; Nicol, Thompson, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- Dirty Linen (Jigs & Reels)
- Now Be Thankful
-Tam Lin
 


12.11.1970 (broadcast 19.11.1970; Sounds of the Seventies; Nicol, Thompson, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- The Journeyman’s Grace
- Now Be Thankful
 


18.03.1971 (broadcast 27.03.1971; Folk on One; Nicol, Swarbrick, Mattacks, Pegg) 

- Sir William Gower
- Banks of the Sweet Primroses
- Sickness & Diseases
- Bridge Over the River Ash
- Lord Marlborough
- Angel Delight
 


05.02.1973 (broadcast 20.02.1973; Studio T1, Transcription Service, Kensington House, Shepherd's Bush; Lucas, Donahue, Nicol, Pegg, Mattacks, Swarbrick) 

- Tokyo
- Matthew Mark Luke & John
- Possibly Parson's Green
- Rosie
 


16.07.1974 (broadcast 06.08.1974; Langham 1; Denny, Lucas, Donahue, Nicol, Pegg, Mattacks, Swarbrick) 

- John The Gun
- Fiddlesticks
- Rising for the Moon
- Down in the Flood


domenica 11 dicembre 2011

Thinking Fellers Union Local 282 - Mother of all saints (1992)


Di stanza a San Francisco, ma originari dello Iowa, i Thinking Fellers Union Local 182* hanno dato vita ai tourbillon anarchici più eccitanti della recente storia dello sperimentalismo americano.
Mother of all saints è una serie di vignette lunari e variegate dove l'ardito impasto sonoro di chitarre, archi e percussioni rielabora e scombina qualsiasi stile (spesso all'interno dello stesso pezzo) non scadendo, tuttavia, nel disordine goliardico: tale potente eccentricità riesce, invece, a coagularsi in brevi tracce ben definite (quasi sempre sotto i cinque minuti). Largo uso dell'improvvisazione, fuori tempo, chitarre atonali, scarti improvvisi di melodia e ritmo, galoppate deliberate verso il nulla, sferragliamenti, vicoli ciechi, sovrapposizioni vocali formano l'universo non euclideo dei Thinking Fellers: i ventitré quadretti sono, perciò, brevi atti unici uniformati, come detto, dal tono sregolato. Talvolta affiora una canzone quasi canonica (Hive) o il semplice gusto dello sberleffo (Pleasure circle), ma ogni composizione (mai definizione fu più esatta) vive di vita propria e andrebbe analizzata separatamente: Tight little thing è un breve jazz slabbrato; Hosanna loud Hosanna è un cascame di lavorazione di Captain Beefheart; la quieta ballata Cistern viene ben presto risucchiata nei crescendo tipici dei Nostri e impreziosita dalla viola (strepitosa) di Hageman; Raymond H. è inaugurata da grida scimmiesche, poi evolve “riuscendo a tessere un ponte fra il bluegrass e le musiche esotiche, fra la musica d'avanguardia e Morricone” sino alla conclusiva orgia di percussioni; poi abbiamo la strepitosa Hornet's heart coi suoi coretti beffardi e gli archi vertiginosi; Hummingbird in a cube of ice (con reiterate false partenze e svolgimento quasi new wave), il girotondo di Gentlemens' lament, la viola di Infection, molto Velvet Underground - viola che domina anche la concitata Catcher; e poi il tono crooner di 1' tall interrotto da disastri noise, le sfasature da ubriachi di None too fancy con richiami finali alla zappiana Help I'm a rock ... Serve altro?
Se non fosse inutile, sarebbe divertente ricostruire le influenze e le paternità rintracciabili in poco più d'un ora di musica. Un pastiche memorabile, uno dei capolavori degli anni Novanta.

* Anne Eickelberg (voce, basso, percussioni); Brian Hageman (chitarra, viola, mandolino, percussioni); Mark Davies (voce, chitarra, basso, percussioni, banjo, corno, organo); Hugh Swarts (chitarra, tastiere, percussioni); Jay Paget (voce, percussioni)

venerdì 9 dicembre 2011

Popol Vuh - 5 colonne sonore per Werner Herzog: Aguirre (1975)/Cobra Verde (1987)/Fitzcarraldo (1982)/Herz aus Glas (1977)/Nosferatu (1978)


Il rifiuto del modo di vivere borghese, l'oppressione delle istituzioni sociali e religiose, il conformismo micidiale per l'anima costretta a “misurare la vita con cucchiaini da caffé”* spinse le migliori menti degli anni Settanta a spalancare quelle porte d'emergenza già socchiuse nelle decadi precedenti e a tentare qualsiasi via di fuga, anche le più improbabile.
Lo sappiamo: fu un fallimento epocale; il Moloch si prese la sua vendetta, non solo esigendo gli interessi, ma anche gli interessi degli interessi: l'anatocismo culturale (e il malloppo tutto intero, ça va sans dire) preteso per quelle brevi ore di libertà (o anarchia o confusione) è sotto gli occhi di tutti; oggi persino l'opposizione al Sistema fa parte d'Esso. Le scorie estranee sono interrate nella dimenticanza o costrette a vivere sul filo dell'illegalità.
Tuttavia, di quel tempo in cui il rifiuto fu vissuto a livello di massa, rimangono i sentieri dei boschi battuti dai Banditen, quelle anime che scelsero la lotta, l'esilio, la proscrizione: la psicologia, la politica, gli studi etnologici e la storia delle religioni aprirono varchi nei muri precostituiti: ogni ricercatore o artista declinava questa urgenza di libertà secondo le proprie convinzioni sposando il frontismo politico o l'escapismo o le culture alternative.
Werner Herzog preferì le ultime due opzioni operando la più vasta e coerente azione artistica anticapitalistica mai prodotta, almeno a livello cinematografico; questa scelta, evitare il contrasto diretto, gli procurò allora una certa aura d'ambiguità e l'accusa d'irresolutezza, ma, in compenso,  preservò l'opera dalla contingenza politica per donarle un fascino e uno splendore ormai riconosciuto da tutti. Egli fu essenzialmente un profondo esteta (germanico) e un finissimo antropologo: nelle sue pellicole, di fantasia o documentarie, vive l'eroe del Romanticismo: scarmigliato e furente nel suo assalto al cielo (Aguirre, Cobra Verde);  reietto e destinato alla morte (Kaspar Hauser, La ballata di Stroszeck, Woyzeck); marginale (Anche i nani hanno cominciato da piccoli, Il paese del silenzio e dell'oscurità); sprezzante del buon senso comune e teso verso il sogno impossibile (Grizzly man, Il diamante bianco, Fitzcarraldo). Ognuno è un outcast, un Altro, un lebbroso per la società borghese e mercantile in cui vive, che sia un individuo o, talvolta, un intero popolo (Fata Morgana, Dove sognano le formiche verdi, Ten thousand years older); tali entità entrano necessariamente in conflitto con l'organizzazione capitalistica e le relative sovrastrutture religiose e psicologiche (tempo lineare, finalismo, reificazione, mercificazione, colonialismo) rimanendone, quasi sempre, distrutte. La prima composizione dei Popol Vuh per Nosferatu, Brüder des Schattens, che asseconda magnificamente l'inizio del film, lascia intendere quanto detto: i lugubri cori si accompagnano al volo rallentato d’un pipistrello e alla visione di corpi mummificati* (coi volti stravolti dall'orrore della fine); lentamente la musica, però, si ingentilisce mentre scorgiamo l'ordinato interno della casa in cui vivono gli Harker, dove il gattino domestico gioca con un pendaglio. I due mondi, quello del vampiro (arcaico, tradizionale, rurale, selvaggio, freddo e oscuro) e quello della coppia (attuale, borghese, cittadino, addomesticato, caldo e luminoso come la Delft di Vermeer) sono irriducibili: il contatto è devastante. La città è sconvolta dalla peste portata dai topi e, in vista della fine, abbandona la ritenutezza dei propri costumi per una sorta di Carnevale da finis terrae; Nosferatu viene annientato dal desiderio per Lucy Harker anche se riesce a tramettere il proprio sangue al marito che fugge nei Carpazi, novello principe delle tenebre. Numerosi i riferimenti al Romanticismo pittorico: il veliero maledetto ricorda Turner; il baccanale in piazza La battaglia fra Carnevale e Quaresima di Bruegel; i panorami “romeni” di Nosferatu Caspar David Friedrich (Le rovine di Eldena, Abbazia nel querceto, Rovine al crepuscolo); gli incubi di Lucy Harker lo svizzero Füssli …
Il Perù (Aguirre), il Brasile (Fitzcarraldo), ancora Brasile, Africa e Colombia (Cobra Verde) e un'enigmatica Bavaria (Cuore di vetro) sono gli sfondi degli altri quattro film musicati dal gruppo di Florian Fricke. Nei primi tre si riproduce quello scontro fra culture propri di Nosferatu: i soldati del colonizzatore Aguirre sono sterminati dagli indios; il sognatore Fitzcarraldo sfrutta i nativi per fondare un teatro lirico nella giungla amazzonica (aprendo la via allo sfruttamento intensivo del caucciù); il bandito Cobra Verde sorveglia e commercia schiavi nel Dahomey. In Cuore di vetro (in cui alcuni attori recitano sotto l'ipnosi indotta dallo stesso Herzog) si assiste, invece, al trapasso da un mondo magico, di cui ormai s’è persa la memoria e la possibilità di tradizione, alla modernità rosa dal dubbio: nella scena finale (ispirata graficamente da Le bianche scogliere di Rügen di Caspar David Friedrich), forse una metafora dei viaggi spaziali, il dubbio porta gli abitanti di una piccola isola a staccarsi da questa per esplorare l’immensità del mare: l’ennesimo anelito romantico che Herzog perfezionerà nella fantasia fantascientifica di The wild blue yonder.
La musica intemporale dei Popol Vuh sottolinea, col suo ricorso a strumenti non occidentali e prevalentemente acustici, questa nostalgia indefinita ed acutissima per l’aspetto pre-storico e poetico dell’umanità destinato a soccombere di fronte alla modernità inevitabile (il doloroso vero). Un conflitto centrale che Herzog non declina con toni reazionari e antiscientisti, ma con l’umana empatia di chi assiste ad una perdita universale e gigantesca.

* T.S. Eliot, The love song of J. Alfred Prufrock, 1920.
** Sono le mummie di Guanajuato (Messico) vittime di un’epidemia di colera nel 1833.