Visualizzazione post con etichetta 2014. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2014. Mostra tutti i post

venerdì 11 dicembre 2015

The birth of Italian heavy metal vol. 1 - (Death SS/Strana Officina/Metallo Italia)


Cos'è l'heavy metal? L'ultima fase del disimpegno; o meglio: la fine dell'impegno quale mediazione fra istanze sociali e musica. L'inverarsi di questo processo è palesemente rintracciabile nella parabola sonora a cavallo tra Settanta e Ottanta: progressive escapista, quindi punk improvvisato e frontista e, finalmente, l'assalto tribale e viscerale dell'heavy metal. Attenzione: questo non significa un necessario movimento di riflusso ideologico; significa invece questo: che il folk e il rock (e certo prog colto d'area Canterbury, ad esempio) si cibavano d'una contestazione che nasceva da una analisi più o meno profonda della società contemporanea; l'hard rock e il metal erano, invece, eruzioni immediate, emozionali e irriflesse che si opponevano al buon gusto, alla borghesia e alle storture dell'esistenza occidentali. Da tale punto di vista, pur inevitabilmente grossolano, ha senso quella divisione, altrettanto grossolana, fra rock "di sinistra" o "politico" e rock duro "di destra", machista e testicolare.
L'Italia non fece eccezione. Liquidata la gloriosa parentesi prog-sinfonica e cantautorale, esauriti gli ultimi fuochi del 1977 e i petardi a miccia corta del punk, cominciò subito a formarsi, alimentato dalle ventate del New Wave of British Heavy Metal (NWOBHM), una scena heavy (molto limitata e di culto, ma, come le classifiche possono affermare, anche il prog e il punk erano relativamente limitati e di culto). L'Italia usciva dal gelo degli anni di piombo: e s'apprestava al futuro godimento di numerosi anni di merda, per citare Altan; il melodismo da Sanremo, la disco music e la new wave più trita avrebbero continuato a rifornire d'immondizia le orecchie dei conformisti, e la contestazione, pur ridicolmente esigua, sarebbe stata guidata dai metallari (parliamo dell'Italia, lo ripeto).
I primi alfieri di questo cambiamento furono davvero leggendari e la leggenda fra le leggende, anche in virtù della longevità, fu quella dei Death SS. Nonostante i Nostri abbiano ramazzato il trovarobato horror più risibile (in scena si camuffavano da vampiro, mummia, uomo lupo et cetera: i Kiss non passarono invano), il loro metal nero e obliquo ha lasciato in eredità al genere alcune gemme d'assoluta rilevanza. 

- Death SSThe story of Death SS (recordings 1977-1984; 1988) 
- Strana Officina - Rare and unreleased (recordings 1979-1989; 2014)
- AA. vv.Metallo Italia - (1982; compilazione con brani di Raff, Shout, T.I.R., Vanexa, Crossbones, Synthesis, Steel Crown, Elektra Drive).

domenica 13 settembre 2015

Khun Narin - Electric Phin Band (2014)

Spero che abbiate seguito il derby di calcio milanese. Fra l'Internazionale (di proprietà di un indonesiano) e il Milan (di proprietà - così pare - anche di un thailandese, Bee Taechaubol).
Il mondo sta cambiando.
L'Europa sembra finita.
Peggio per noi. E bene per noi: abbiamo l'occasione straordinaria di vedere, in tempo reale, come si muti l'ordine mondiale. Occasioni come queste capitano solo a storici fortunati e di genio. A noi, invece, basta collegarci su Internet. A chiunque di noi, persino a  un coglione.
Bene. Il mondo sta cambiando: e la psichedelia di grana fine la fanno i thailandesi.
Questi simpaticoni li hanno scovati su youtube; percussioni e chitarre. Sei strumentali.
Le percussioni sembrano ritmare una festa di villaggio orientale, i fraseggi delle chitarre sono, invece, folk-psych di alto livello (a patto di ridisegnare mentalmente quelle due parole: folk-psych, ostaggio di una visione critica puramente angloamericana).
The times they are a-changin'.


lunedì 16 giugno 2014

Jozef Van Wissem / Sqürl - Only lovers left alive (Solo gli amanti sopravvivono)


Il classico film di Jim Jarmusch, notturno, rallentato, sospeso fra un quieto divertimento e un rilassato tono kitsch ... Due vampiri, amanti eterni, memori di un passato profondo eppure proiettati verso il futuro incolore della postmodernità ... Adam (Tom Hiddleston) vive a Detroit; è sfibrato, deluso; colleziona chitarre rarissime, è un esteta, già amico dei decadenti francesi, di Byron, Shelley e Tesla: e medita il suicidio ... Eve (Tilda Swinton) vive a Tangeri, è una lettrice onnivora e instancabile (conosce decine di lingue), ma l'estenuata decadence non le ha tolto ancora la fame di vita ... 
La prima ora di film scorre lentamente, ed è un pregio ... Ecco Adamo ed Eva (Adam e Eve, troppo facili questi nomi!) e l'amico Christopher Marlowe (John Hurt; il drammaturgo secentesco che, scopriamo, oltre a essere un vampiro è l'autore nascosto delle opere di Shakespeare); ecco i nostri procurarsi il sangue negli ospedali tramite medici corrotti e compiacenti (e celandosi sotto il nome di Dottor Faust o Dottor Caligari) oppure concedersi escursioni notturne in visita a vecchi teatri trasformati in parcheggio ... o in visita alla vecchia casa di Jack White, ultimo di sette fratelli ... oppure gustare languidamente sorbetti ematici ... 
Non è la credibilità che interessa ... o la verosimiglianza ... o l'eccesso didascalico e kitsch, come spiegato ... ma il tono crepuscolare, rassegnato e orgoglioso, che lascia indovinare la rivelazione ultima ... ovviamente, già sentita ... sentita milioni di volte ... miliardi ... trita eppur vera e maestosa: l'amore è totale, eterno. E solo l'amore, fedele e appassionato (quello che non si cura delle distanze) assicura l'eternità - tramite uno squisito contrappasso.
In aereo (i nostri si spostano solo con voli notturni) Eve legge assorta il sonetto 116 di William Shakespeare (dovremmo dire: di Christopher Marlowe):

Non sarà che alle nozze di animi costanti
Io ammetta impedimenti, amore non è amore
Che muta quando scopre mutamenti,
O a separarsi inclina quando altri si separa.
Oh no, è un faro irremovibile
Che mira la tempesta e mai ne viene scosso;
Esso è la stella di ogni sperduta nave,
Remoto il suo valore, pur se il suo luogo noto.
Amore non soggiace al tempo, anche se labbra
E rosee guance cadranno sotto la sua arcuata falce.
Amore non muta in brevi ore e settimane,
Ma impavido resiste fino al giorno del Giudizio.
Se questo è errore, e sarà contro me provato,
allora io non ho mai scritto, e mai nessuno ha amato.

Let me not to the marriage of true minds
Admit impediments. Love is not love
Which alters when it alteration finds,
Or bends with the remover to remove:
O no; it is an ever-fixed mark, 
That looks on tempests, and is never shaken;
It is the star to every wandering bark,
Whose worth's unknown, although his height be taken.
Love's not Time's fool, though rosy lips and cheeks 
Within his bending sickle's compass come; 
Love alters not with his brief hours and weeks, 
But bears it out even to the edge of doom.
If this be error and upon me proved,
I never writ, nor no man ever loved

E questo è quanto.
Non c'è altro da aggiungere.
La colonna sonora, eccellente, è opera simbiotica del liutista sperimentale Jozef Van Wissem e degli shoegazer Sqürl: da ascoltare subito, in penombra, fra un ghiacciolo al sangue e l'altro.