Un fenomeno derivativo rispetto alla radice anglosassone più immediata (Throbbing Gristle, Bauhaus, Joy Division, il Bowie berlinese) e alle glaciazioni anaffettive dei maestri Devo, ma non per questo irrilevante.
Rispetto alla matrice sonora i francesi rilevano per un certo tono decadente e languoroso (sorta di marcescenza del romanticismo) o, nel caso dei Guerre Froide (Yves Royer, voce; Patrick Mallet, chitarra, basso; Fabrice Fruchart, chitarra, tastiere; Gilbert Deffais, percussioni elettroniche; dal 1981 Marie José Deffais, tastiere e Jean-Michel Bailleux, basso), per uno straniante filtro elettronico in grado di ricreare gli stati di coscienza della personalità schizoide (l'incapacità dell'empatia, l'indifferenza, il male di vivere, la deprivazione sensoriale) - un modo di porsi che si oggettivò in una vera e propria posa estetica capace di denotare l'intero movimento (nell'ovvia differenza tra le sensibilità dei vari autori).
Da tale punto di vista l'Ep Untitled è sicuramente caratteristico rispetto all'acerbo e più indeciso Cicatrice: il brano Ersatz e Demain Berlin meritano un ascolto non superficiale e incitano una domanda fatale: se è vero che i CCCP non assomigliano a nessuno, non ritroviamo forse nelle cadenze della coldwave transalpina parte dei loro torbidi umori da fine millennio (le percussioni ipnotiche, la voce femminile in secondo piano, le accelerazioni elettriche, un effluvio di cabaret politico tedesco)?
Dissolti gli ultimi incendi punk e hardcore, la musica europea, memore delle sperimentazioni della coppia Bowie-Eno, cauterizzò i passati eccessi con dosi controllate di elettronica, minimalismo compositivo, désengagement, languidezze decadenti, ritmiche martellate e ballabili. Facile dire chi influenzò chi: nei solchi della new (dark) wave francese, infatti, si ritrovano i più disparati echeggiamenti d'Oltremanica. Siouxsie Sioux, Bauhaus, Joy Division, Cure, Gary Numan, persino le pulsioni anaffettive dei P.I.L. di Lydon (che visse da protagonista entrambe le epoche) sono, indubbiamente, le matrici del suono transalpino, anche se gruppi come Baroque Bordello o Siglo XX seppero rielaborare la materia con distaccata aristocrazia. Il fenomeno della new wave fu reputato, socialmente e musicalmente, come un ripiegamento rispetto agli eroici furori di qualche anno prima; questo è indubbiamente vero, e fu un ripiegamento inevitabile e, oserei dire, naturale, come l'espirazione che segue dopo un profondissimo respiro. A noi resta l'onere non di giudicare il rivolgimento storico, ma la sincerità d'esso e la sua profondità estetica. Ascoltandolo, come sempre, con ampiezza ed attenzione.