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giovedì 11 settembre 2014

New York noise - Music from the New York underground 1977-1984

Neanche le sette di mattina e già mi sento pesante e sfatto come dopo una prolungata orgia notturna, crudele e inutile; la luce del giorno, i prossimi accadimenti, gli altri, il mondo, sono già di troppo e gravano quasi insostenibili.
Il pastone si offre da subito, implacabile, nella consueta neolingua, sempre eguale a se stessa, fintamente pudica.
La prima pagina di un giornale, uno dei tanti:
Parla Obama: bombardamenti anche sulla Siria per stroncare l'ISIS.
Rock e nostalgia. L'album degli U2 gratis su iTunes.
Ferrari, l'addio di Montezemolo. Una liquidazione da 27 milioni.
La guida dell'Europa al partito del rigore. Sotto il segno della cancelliera.
Yara, 90 giorni dopo si riparte dal DNA.
In basso a destra la pubblicità di casa al solito libercolo: Rete padrona, il volto oscuro della rivoluzione digitale. Inevitabili il volto compiaciuto dell'autore e le migliaia di pioppi in fumo.

Una pagina interna:
I nuovi U2, viaggi e nostalgie rock: "Disco per un miliardo di orecchie".
La famiglia, l'Irlanda violenta: un diario personale di Bono.
Incastonato nell'articolo si comincia a capire il cuore dell'urgenza: Apple dice addio al vecchio iPod (sottinteso: compratevi quello nuovo, magari per ascoltare l'ultimo degli U2. Fortunelli! È gratis su iTunes!)
La didascalia alla foto è più illuminante: L'amministratore delegato di Apple, Tim Cook (53 anni) con il leader degli U2 Bono (54) alla presentazione dell'iPhone 6.
Alle loro spalle due residuati bellici: The Edge e l'altro che pesta sulla batteria. Et cetera et cetera.


A sinistra di tale rivelazione una paginata intera ci ricorda il DVD in offerta, Captain America: al centro s'impone la faccia da babbeo di Chris Evans; alle spalle, comprimaria, Scarlett Johansson più un ridicolo e monocolo Samuel Jackson (nella parte di Nick Fury, nientemeno).
Citato, ma non in effigie, Robert Redford, quello de I tre giorni del condorBrubaker e Tutti gli uomini del presidente. Si sarà vergognato?
Nelle pagine di politica estera, invece, appare Capitan America in persona (meno bianco, ma altrettanto WASP) e già onusto di un Premio Nobel per la Pace assegnatogli da una psichedelica giuria norvegese. Stavolta il Capitano ci racconta che quelli dell'ISIS (omissis: da lui finanziati) sono degenerati, purtroppo, in birbantelli che bisogna vaporizzare senza scampo. Il succo del discorso presidenziale dell'11 settembre 2014: vi ricordate i cattivi dell'11 settembre 2001? Sono tornati! Sempre con gli stracci sulla testa e sempre più sanguinari: infatti tagliano la testa alla gente. Avete visto il video, no? Difendiamo l'Occidente e celebriamo i martiri delle Twin Towers et cetera et cetera.

L'Italia si accoda agli alleati volenterosi (Coalition of the willing) da subito, senza uno straccio di discussione.
Il corpo elettorale è flaccido; i tamburi tacciono.
Il fatto che l'agenda del democratico Premio Nobel coincida con quella del retrivo George W. Bush (Iraq, Siria, Iran) non pare sfiorare, infatti, i pacifisti alle vongole di casa nostra (tibicines et cornicines); non trovo una dichiarazione in proposito da mesi: temono l'accusa di collaborazionismo?
Forse son solo torpidi: reagiscono, ormai e come tutti, non a considerazioni politiche razionali, ma a parole d'ordine da elefanti circensi: Berlusconi, fascista, neoconservatore, femminicidio, utilizzatore finale, Bella ciao.
Ammainate bandiere e labari, deposti slogan e coretti d'antan, i Nostri battono una fiacca quasi letargica; stuzzicato sull'argomento qualcuno emana borborigmi; altri passano al largo; i più protervi, dalla curata e fremente barbetta no global, spiegano che non è la stessa cosa.
Infatti non lo è, così come 7 + 5 non è 12 e 12 non è la radice quadrata di 144.
A me frega assai poco.
Non celebro l'11 settembre.
Il mio pensiero va solo ai morti innocenti, ammazzati l'11 settembre (1973 e 2001), e a quelli sbudellati sino alla vigilia di Natale (24 Dicembre 2004) a Falluja, e a quelli umiliati o assassinati o lasciati morire in silenzio, nelle galere, nei campi di prigionia, nei ghetti da profughi: tutte vittime degli inganni e delle macchinazioni della Storia.
Celebro solo l'altra New York, l'unica che mi piace.

New York Noise (2003) (Dance music from the New York underground 1978-1982)

Liquid Liquid - Optimo
ESG - You make no sense
Konk - Baby Dee
Contortions - Contort yourself
Material - Reduction
Lizzy Mercier Descloux - Wawa
Rammellzee Vs K.Rob - Beat bop
Bush Tetras - Can't be funky
Glenn Branca - Lesson no. 1
Bloods - Button up
DNA  - 5:30
Dinosaur L - Clean on your bean #1
Theoretical Girls - You got me
Dance - Do Dada
Mars - Helen Fordsdale
Defunkt - Defunkt

New York Noise Vol. 2 (2005) Music from the New York underground 1977-1984

Pulsallama - Ungawa Pt. 2
Mofungo - Hunter gatherer
Red Transistor - Not bite
Vortex Original Soundtrack - Black box disco
Certain General - Back downtown
Sonic Youth - I dreamed a dream
Rhys Chatham - Drastic classicism
Clandestine with Ned Sublette - Radio rhythm (dub)
Glorious Strangers - Move it time
Felix - Tiger stripes
Del-Byzanteens with Jim Jarmusch - My hands are yellow (from The job that I do)
Don King - Tanajura 
Jill Kroesen - I am not seeing that you are here
UT - Sham shack
Static with Glenn Branca - My relationship
Y Pants - Favorite sweater

New York Noise vol. 3 (2006) Music from the New York underground 1979-1984

Implog - She creatures
Ike Yard - Loss
Dark Day - Nudes in the forest
Boris Policeband - Tow away
Implog - Holland Tunnel Dive
James Blood Ulmer - TV blues
Martin Rev - Temptation
UT - Ampheta speak
Snatch - Black market
Boris Policeband - On the beat
Ike Yard - A dull life
UT - Tell it
Judy Nylon - Jailhouse rock
Dark Day - Hands in the dark
Dominatrix - City that never sleeps

giovedì 29 agosto 2013

Rage Against the Machine - Live at the Grand Olympic Auditorium (2003)/Live and rare (1997)


Vi ricordate George Bush junior? L'invasione dell'Afghanistan? Le ridicole motivazioni della successiva guerra all'ex amicone Saddam? La fialetta di Colin Powell agitata all'Onu? La distruzione dell'Iraq? Vi ricordate? Le manifestazioni, le invettive?
Ricordate l'asse del male di Giorgino? Siria, Iran, Corea del Nord?
Ricordate la contesa presidenziale John Kerry - George Bush junior? Si tifava per Kerry, il veterano che, forse, aveva fatto le marce della pace. Ricordate?
Ricordate la contesa presidenziale Obama-McCain? Si tifava tutti Obama; è nero, giovane, qui cambia tutto. Vi ricordate?
Pure il Premio Nobel gli diedero, dalle parti di Oslo; per incoraggiamento, presumo.
Ora ci sono tutti e due, John Kerry, Segretario di Stato, e Obama, il pelouche dei diritti civili e dei gonzi internazionali: addirittura Comandante in Capo degli Stati Uniti d'America.
E ora? Tocca alla Siria, prima tappa dell'asse del male. Come prima.
"Ti ricordi ti ricordi ti ricordi ..." insiste ossessivo Fabio Traversa a Nanni Moretti in Palombella rossa. E Moretti: "Ero proprio io ... c'ero anch'io ... ho fatto queste cose anch'io ...". C'eravamo tutti, ma eravamo coglioni. O ingannati. Come nel romanzo di Philip K. Dick, L'uomo dei giochi a premio. Un tizio, Ragle Gumm, vive una vita fittizia: la città in cui abita non è una vera città; i familiari, gli amici, i conoscenti sono attori che recitano per tenerlo buono e indirizzarne appunto  il talento nella risoluzione dei giochi a premio (che non sono enigmi innocenti, però ...). Dal libro è stata rubacchiata la trama di The Truman show di Peter Weir. Anche Pynchon ha pescato lì, ma non lo sa quasi nessuno.
Il livello Ragle Gumm ora è stato superato. Perché ingannare la gente? Non ce n'è più bisogno. Tutte quelle faticate sull'uranio impoverito, le armi chimiche di Saddam, i falsi, le notizie alterate, gli omicidi mirati. Che dispendio d'energie!
Ormai si dichiara: abbiamo le prove! E si procede. Gli Italiani, con la consueta vigliaccheria, aspettano il beneplacito dell'ONU. Capirai ... Ma la colpa è nostra. Assistiamo indifferenti, svuotati, rintronati, smidollati.
D'altra parte l'arco costituzionale è quello che è. E noi siamo ormai l'ombra di ciò che potevamo essere.
La cosa che più mi angoscia, tuttavia, è che le terre del passato, quelle che hanno sostenuto concettualmente il mondo, le terre avite, le patrie del sapere, ormai appartengono all'asse del male o dell'irrilevanza derisa. Asse del male: Siria (Damasco), Iran (la Persia!), Iraq (la Mesopotamia!), Cina (il Catai di Marco Polo), la Russia (ponte d'unione fra Asia ed Europa, terra dei Rus'). Asse dell'irrilevanza: Italia e Grecia, ovvero le centrali della conoscenza dell'intero Occidente: filosofia, giurisprudenza, matematica, arte. 
Può un mondo muovere alla distruzione delle fonti che l'hanno abbeverato per millenni? Nel nome di quale verità?
Non c'è qualcosa di assolutamente, irrimediabilmente malato in tutto questo?
Qualcosa che grida vendetta al cielo della giustizia?
Vi giro la domanda. Rispondete qualcosa. Non a me, che non conto un tubo. Rispondete al mondo. Testimoniate. Dalle vostre postazioni.