Visualizzazione post con etichetta Rahmann. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rahmann. Mostra tutti i post

martedì 5 agosto 2014

French zeuhl and progressive vol. 4 (Artcane/Ma Banlieue Flasque/Rahmann)


Vi invito a un esperimento molto soggettivo: confrontate i toni progressive di questi tre gruppi francesi della seconda metà dei Settanta con quelli di formazioni transalpine presenti nella Nurse With Wound list (Archaïa, Magma, Art Zoyd, Ame Son, Jean Cohen-Solal, Lard Free et cetera). Non sentite sulla lingua un sapore diverso? Più aggiustato, rifinito, ordinato, professionale; meno ricco d'empatia e partecipazione: in altre parole, grossolane, ma veritiere: più freddo? Come certi sommelier che sono in grado di distinguere annate, vigneti ed esposizioni con una semplice degustazione, non potete, voi, individuare una sottile crepa strutturale, epocale e rovinosa, rispetto al recentissimo passato (Sessanta e primi Settanta) - un cambio di aria e atmosfera presente nei timbri, nelle percussioni, nella foga d'esecuzione, nella passionalità d'insieme?
Perché la fine dei Settanta e i primi Ottanta sono, al netto della qualità dei singoli interpreti, più falsi, costruiti e controllati rispetto a quel periodo?
Cos'è cambiato in poco tempo?
Sono cambiati gli strumenti? O le produzioni, la tecnica di registrazione? I discografici hanno puntato sulla grana grossa? Ancora: l'avvento d'un nuovo ordine sociale (anzi, del ritorno all'ordine sociale e al conformismo compiaciuto) si riflette anche nella musica?
Oppure la forza ideologica e delle illusioni, che gonfiava quel decennio mirabile, s'era dileguata per sempre, lasciando sul campo solo autori professionali ed eccezionali strumentisti (come in Rahmann o Artcane, ad esempio?).
Nonostante la qualità (alta), lo scarto si avverte, a orecchio (stavo per dire: a naso).
Altri uomini, altri musicisti e cantautori, ovviamente, rinnovelleranno quelle passioni: sempre individualmente, però; mai con quell'urgenza collettiva, unificante, totalizzante; quando ogni cosa pareva possibile.

Artcane - L’Odyssée (1977). Jack Mlynski, voce, chitarra; Stanislas Belloc, voce, basso; Alain Coupel, voce, tastiere; Daniel Locci, percussioni.

Rahmann - Rahmann (1979). Louis César Ewandé, chitarra, percussioni; Gérard Prévost, basso; Michel Rutigliano, tastiere; Amar Mecharaf, batteria, percussioni.

Ma Banlieue Flasque - Ma Banlieue Flasque (1979). Marc Le Devedec, voce, chitarra; Philippe Maugars, voce, chitarra; Philippe Botta, flauto, sassofono; Loïc Gauthier, basso; Chypo, voce, batteria.