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sabato 24 ottobre 2015

Kevin Coyne - Marjory Razorblade (1973)

Quando canta senza strumenti ha inflessioni che ricordano il Beefheart dei blues più sanguigni e beffardi (l'iniziale Marjory Razorblade) ... in generale sembra un Van Morrison senza pretese da crooner mistico ... un onesto cantore di scene umili e dimesse.
Verrebbe da dire: sono solo canzonette (venti, per la precisione; ventidue nell'editio maior) eppure l'insieme è indimenticabile.
Dog latin, Nasty, House on the hill, Jackie and Edna, Good boy formano una delle collezioni cantautoriali più calde ed empatiche mai realizzate. Occorre rimetterlo sul piatto un paio di volte ... ma ben presto ogni traccia prende una propria forma nella mente, definendosi lentamente ... e cosa abbiamo? Canzoni un po' blues, un po' folk, declinate con uno stile libero da qualsiasi impaccio tradizionale (Scaruffi: "cantate con una voce orrenda", ma è un complimento) e con sorgivo piglio anarchico.
Un capolavoro, insomma.