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giovedì 28 maggio 2015

Hungarian progressive from the Seventies - Syrius/Deseo Csaba Jazz Quintet/Kolinda

Deseo Csaba
Syrius - Az Ördög Álarcosbálja (Devil's masquerade) (1972). Baronits Zsolt, voce, sassofono; Raduly Mihály, flauto, sassofono; Pataki László, tastiere; Orszáczky Miklós, voce, chitarra, violino, basso; Veszelinov András, voce, batteria.

Deseo Csaba Jazz Quintet - Ultraviola (1977). Csaba Deseo, violino; Gyula Babos, chitarra; György Vukán, tastiere; János Másik, tastiere; Attila Deseo, tastiere, sassofono; Péter Román, basso; Balázs Berkes, basso; Nikos Pogonatos, batteria; István Dely, percussioni.

Kolinda - 1514 (1979). András Széll, voce, violino; Iván Lantos, voce, tastiere, oboe, contrabbasso, cornamuse; Ferenc Molnár, flauto, oboe; Péter Dabasi, voce, chitarra, gadulka, percussioni; Attila Zombori, cembalo, percussioni; Ágnes Zsigmondi, voce, fluato, arpa.

mercoledì 7 dicembre 2011

Eastern Europe in the 70s vol. 1 (Ungheria) - 1^ parte/2^ parte/3^ parte


Ben più vivace di quella dell'Est tedesco appare la scena ungherese nei fatidici anni Settanta. Vivacità, cosmopolitismo e libertà economica erano già presenti ben prima della caduta del Muro (nei primi anni Ottanta era già consistente un nucleo imprenditoriale privato che sanciva nette differenze di ceto).
Gli italianuzzi, come le ortiche, già allignavano in compagnia di tedeschi, olandesi e trafficoni russi.
Le insegne del Partito Comunista vigilavano inani su questa invasione di nuova umanità che portava il fascino dirompente dell'imminente turbocapitalismo nella patria di Santo Stefano.
Nei Settanta il Paese era già permeabile alla musica europea: pur in assenza in episodi davvero memorabili si può gustare la varietà e la professionalità del panorama ungherese nelle tre compilazioni in cui vi è, diluita, un'antologia molto ben fatta, Well Hung.